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Huawei lancia HarmonyOS, un nuovo sistema operativo per tutti gli smart devices

Stanotte in Cina, a Dongguan, si è tenuta la Huawei Developer Conference, dove l’azienda di Shenzhen ha finalmente lanciato l’annuncio bomba: HarmonyOS. Vi ricordate di HongmengOS, quel sistema operativo che avrebbe dovuto rispondere alla rottura dei rapporti tra i cinesi e Google – poi ripristinati con dei limiti – ? Apparentemente Hongmeng sarà la soluzione per dispositivi come le smart TV, mentre su tanti altri dispositivi smart arriverebbe HarmonyOS. Ma spieghiamo cos’è.

Le qualità di HarmonyOS, il nuovo sistema operativo Huawei

Harmony è un sistema microkernel-based, leggero e dalle alte potenzialità, in grado di collegare diversi dispositivi tra loro anche in ambienti diversi. Come ha detto Richard Yu, CEO del Consumer Business Group di Huawei:

HarmonyOS è completamente diverso da Android e iOS. È un sistema che vuole infondere fiducia e sicurezza nell’utente, con un’architettura tale da collegare facilmente e direttamente più dispositivi dotati di Harmony. Sarà possibile sviluppare delle app una singola volta, spostandole poi da device a device, in base alle proprie necessità.

Solitamente i nuovi OS vengono rilasciati assieme ad altri progetti completamente nuovi, come nel caso di iOS con modelli innovativi di iPhone. Ma la risposta di Huawei al ban di Trump doveva arrivare in fretta, anche per riaffermarsi nel mercato internazionale e mostrare la propria potenza anche senza l’aiuto di altre aziende di terze parti.

Stiamo entrando in un’era completamente nuova delle tecnologie, dove le persone si aspettano un’esperienza molto più smart tra diversi strumenti. Per questo abbiamo valutato l’importanza di un sistema operativo che potesse funzionare attraverso più piattaforme. Serviva un OS per molteplici scenari, con latenza bassa e alti standard di sicurezza.

Così Richard Yu ha continuato la presentazione, riaffermando che HarmonyOS sarà leggero, compatto, e molto potente. Esso sarà disponibile prima di tutto in dispositivi come smartwatch, smart auto e smart speakers. In questo modo verrà a crearsi un nuovo ecosistema digitale affidabile, in grado di soddisfare pienamente l’utente. A cosa ambisce esattamente Harmony?

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Perfezione, con un’architettura completamente nuova

Harmony vuole essere un sistema “service-in-the-box, ovvero intende sfruttare la sua tecnologia virtual bus per condividere dati, processi, informazioni tra più dispositivi. Come detto prima, gli sviluppatori potranno così creare una singola app che automaticamente si adatterà al device utilizzato.

Regolarità e precisione tramite IPC performante

Bassa latenza e alte prestazioni sono un must per dei progetti di qualità. Harmony vuole dunque porre degli standard completamente nuovi, con Deterministic Latency Engine e Inter Process Communication affidabili e di elevato spessore. Con queste tecnologie ogni processo avrà una certa priorità per il sistema, permettendo al device di distribuire le risorse secondo necessità. Con il microkernel la latenza delle app sarà ridotta del 25,7% fornendo una performance fino a cinque volte maggiore agli OS attualmente esistenti.

Sicurezza, con una ricostruzione dei parametri

Il design microkernel è completamente nuovo (il codice è notevolmente ridotto, circa un millesimo del kernel Linux) e permette ad Harmony di mostrare ogni suo punto di forza. La condivisione di dati tra i dispositivi dotati di questo OS sarà protetta da un sistema comune di protezione. Il sistema sfrutta dei metodi d’autenticazione innovativi basati su algoritmi unici, capaci di convalidare il lato client continuamente, costruendo così un Trusted Execution Environment d’eccellenza. Effettivamente, Harmony è il primo sistema operativo a usare questa tecnologia, riducendo ulteriormente le probabilità di successo di un attacco.

Uniformizzazione, con un IDE unico per più device

Avere un singolo ambiente di sviluppo integrato (IDE) per diversi dispositivi garantisce una semplicità d’utilizzo senza precedenti. Con tale tecnologia Harmony adatta automaticamente ogni app e il suo codice al device d’interesse, che sia un PC o uno smartphone Huawei, modificando i controlli, le interazioni e la visuale. Il Huawei ARK Compiler è il primo che può offrire performance simili alla virtual machine Android, permettendo agli sviluppatori di compilare più linguaggi avanzati in un singolo ambiente e dunque aumentando la loro produttività.

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I piani per il futuro marchiato Huawei

Con la conferenza d’oggi Huawei ha rilasciato anche la roadmap di sviluppo di HarmonyOS, che vedrà il lancio della versione 1.0 nel Q3/Q4 2019. Nei prossimi tre anni, poi, il sistema operativo verrà ottimizzato a dovere e portato anche in ulteriori device oltre a quelli attualmente previsti.

Il successo poi dipenderà da sviluppatori e dalla ricezione del nuovo ecosistema dinamico. HarmonyOS dunque sarà open-source per il mondo intero, e Huawei vedrà di basare l’innovazione su una community autentica che avrà la possibilità di collaborare direttamente con altri sviluppatori.

L’esperienza Harmony partirà dalla Cina, dove uno dei maggiori mercati mondiali provvederà ad espandere il sistema. Questo comprenderà una maggiore apertura da parte di Huawei, che condividerà con il pubblico le proprie capacità in ambiti come la connessione dati, le camere di sicurezza e l’AI, cercando di fornire più benefici possibili a utenti e sviluppatori che vogliono investire anche nei “nuovi” campi del 5G e dell’IoT.

Crediamo che HarmonyOS rivitalizzerà l’industria e arricchirà l’ecosistema, offrendo alle persone un’esperienza coinvolgente e diverse. Inviteremo dunque gli sviluppatori di tutto il mondo a unirsi a noi, per fornire assieme a noi una nuova tecnologia per ogni singolo scenario.

Cosa significa questo per le altre aziende e per la politica internazionale?

Ristabilire i rapporti commerciali con le compagnie nordamericane come Google forse sarà utile solo per qualche mese. Con HarmonyOS Huawei potrebbe abbandonare le aziende terze di cui ha necessitato finora sia per il lato hardware che per il lato software dei propri dispositivi, trovando una autonomia prima assente e l’effettiva capacità di rispondere alla concorrenza occidentale. Sarà questa una risposta efficace? Ce lo dirà il mercato, che per ora ha visto dei dati positivi per il colosso cinese: dopo il calo percentuale improvviso e quasi drastico causato dall’ordine esecutivo di Donald Trump, la risalita verso la vetta è ricominciata.

La “guerra fredda 2.0” quasi sicuramente continuerà, anche perché ora in Inghilterra – dove il 5G ha visto una spinta notevole proprio grazie a Huawei – il PM è Boris Johnson, che mesi fa ha ricevuto elogi da Trump stesso. Così si ripresenteranno nuove sfere d’influenza politico-tecnologica pronte a mutare lo scenario internazionale in diversi ambiti.

Prevedere il futuro però non è esattamente il nostro compito – anche se ci abbiamo provato precedentemente -, quindi ci limiteremo a osservare l’evoluzione dei fatti. Per ogni novità, ovviamente vi aggiorneremo.

FONTE: Comunicato Stampa + The Verge

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Francesco Santin

Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche, ex telecronista di Esports, giocatore semi-professionista e amministratore di diversi siti e community per i quali ho svolto anche l'attività di editor e redattore.