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Huawei messa al bando negli USA: un ordine esecutivo colpisce la “blacklist” delle aziende straniere

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È da sei mesi (se non più) che Huawei sta avendo problemi con gli Stati Uniti a causa della nuova politica di Donald Trump. Dopo l’arresto del CFO Meng Wanzhou in Canada, i consigli del Presidente agli altri Stati suoi alleati e le quasi campagne di diffamazione nei confronti dell’azienda cinese, Trump ha infine deciso, con un ordine esecutivo, di mettere al bando Huawei e altre aziende straniere.

Quali sono gli effetti dell’ordine esecutivo sugli USA e su Huawei?

D’ora in poi tutte le società americane non potranno e non dovranno utilizzare non solo i dispositivi Huawei, ma tutti gli strumenti prodotti e venduti da aziende straniere che rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale. Un bando molto ampio, segnale del protezionismo economico più evidente degli USA.

Huawei ovviamente ha risposto subito:

Limitare la possibilità per Huawei di operare negli Stati Uniti non renderà il Paese più sicuro né più forte. Al contrario, questa decisione costringerà gli Stati Uniti a usare prodotti di qualità inferiore e più costosi, relegando il Paese in una posizione di svantaggio. […] Restrizioni ingiustificate violeranno i diritti di Huawei e solleveranno ulteriori questioni legali.

Ciò, comunque, non intende danneggiare soltanto l’azienda di Shenzhen poiché, secondo dichiarazioni della Casa Bianca, essa è nella blacklist soltanto da dopo la firma dell’ordine esecutivo. Il divieto riguarderebbe tutte le aziende inserite nella lista nera, accusate di spionaggio e altre “attività pericolose” svolte tramite le loro tecnologie.

Questo provvedimento, però, mina anche alcune maggiori aziende americane come Qualcomm e Broadcom, fornitori per Huawei, e piccole realtà locali americane che sfruttavano le tecnologie a bassi costi per i loro bisogni. Ora, queste dovranno dotarsi di apparecchiature soltanto made in USA, che siano esse più scadenti o eccessivamente più costose.

Huawei

Cosa significa per l’Italia?

Abbiamo già visto mesi fa che in Italia la Lega di Matteo Salvini si associa alla visione di Trump, ma di tale opinione non è il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Michele Geraci, che ha definito Huawei “solo uno dei 25 nomi di produttori tra cui scegliere”. Tra l’altro, Huawei sta anche sperimentando il 5G a Milano, Bari e Matera, oltre che essere partner di Vodafone, Tim e Wind Tre.

Cosa succederà? Sarà da vedere in futuro. Come sempre, vi terremo aggiornati.

FONTE

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Francesco Santin

Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche, ex telecronista di Esports, giocatore semi-professionista e amministratore di diversi siti e community per i quali ho svolto anche l'attività di editor e redattore.