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La Lega vuole escludere Huawei dallo sviluppo del 5G in Italia

La pressione di Donald Trump nei confronti dei paesi occidentali riguardo al loro rapporto con Huawei continua senza sosta. La prossima fase in Italia vedrà un’interrogazione al Ministro del Lavoro e dello Sviluppo (prima firma Massimiliano Capitanio) da parte della Lega per richiedere al Governo l’utilizzo del Golden Power (dispositivo legale che tutela il diritto di una nazione di proteggere strutture sensibili, delicate e strategiche, ndr) per escludere l’azienda cinese dallo sviluppo delle reti di nuova generazione.

Continua lo scontro economico

Gli Stati Uniti, già da prima dell’arresto di tre mesi fa del CFO di Huawei, Meng Wanzhou, avevano preso una posizione chiara contro il colosso di Shenzhen. La pressione che grava negli alleati degli USA ne è la chiara espressione. Mike Pompeo, Segretario di Stato, pochi giorni fa ha definito così il futuro dei paesi occidentali nel caso in cui essi volessero dare fiducia a Huawei:

Se un paese dovesse adottare componenti Huawei per le infrastrutture sensibili, gli Stati Uniti non saranno in grado di condividere informazioni o di lavorare con loro.

La richiesta – che sembra quasi un ordine – statunitense nei confronti dei paesi europei più importanti, come Germania, Regno Unito e Italia, è evidente. O ci si stacca dalla Cina, o ci si stacca dagli Stati Uniti. L’Italia allora risulta essere a rischio, in particolare alla luce dei propositi Huawei espressi al Huawei Eco-Connect Europe 2018, ossia partnership con Wind-Tre, Vodafone e TIM per una copertura del 20/30% delle reti, e con Open Fiber per la fornitura di fibra ottica.

Le idee della Lega

L’idea di Matteo Salvini è quella di lasciare a Siemens, Ericsson e Nokia lo sviluppo del 5G in Italia. L’interrogazione infatti servirebbe per recedere dai contratti già stipulati con Huawei, e dunque raggiungere ad altri accordi con altre aziende. I 5 Stelle, però, propenderebbero più per lo status quo.

Ma un altro tassello si unirà a breve questo complesso puzzle. Xi Jinping, presidente cinese, è atteso a fine marzo in Italia. A quel punto, molto probabilmente, la discussione assumerà ulteriore importanza, date le possibili forniture multimilionarie sul lungo periodo da parte dei cinesi. Che posizione prenderà allora il Governo in quell’occasione?

Non resta che attendere gli sviluppi della vicenda per capire esattamente che cosa accadrà nel nostro paese.

FONTE

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L'autore

Francesco Santin

Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche, ex telecronista di Esports, giocatore semi-professionista e amministratore di diversi siti e community per i quali ho svolto anche l'attività di editor e redattore.

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