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Avvocato nei guai per non aver giocato abbastanza a Call of Duty: ora deve risarcire Activision

Activision Blizzard, compagnia videoludica nota specialmente per franchise iconici come Call of Duty, WoW, Diablo e così via, si è trovata a dover affrontare numerose cause in questi mesi. Tuttavia, tra queste ce n’è stata una che ha sicuramente lasciato un sorriso sul volto degli avvocati dell’azienda.

Il 30 novembre 2021 la Brook Entertaiment, Inc, azienda californiana specializzata nella produzione di film, prodotti televisivi e altre forme d’intrattenimento, aveva fatto causa ad Activision Blizzard, la compagnia autrice e publisher di videogiochi, da qualche tempo sulla bocca di tutti per motivi più o meno negativi. Il motivo dietro ciò sarebbe stato un “furto d’identità” del proprietario della Brooks Entertaiment, Shon Brooks, e l’aver ricopiato dei videogiochi “finanziari” protetti dal copyright di Brooks Entertaiment, ovvero Stock Picker e Save One Bank, segnati con il trademark di “SHON BROOKS”.

Inoltre, l’accusa mossa implicava anche come Activision avrebbe usato il nome di questo stesso trademark per creare il protagonista di Call of Duty Infinite Warfare, titolo uscito nel 2016 e che “aveva come personaggio principale un uomo di nome Sean Brooks”. C’erano anche altre similitudini segnalate dall’azienda, come l’ambientazione di battaglie scriptate in centri commerciali, ma questi sono i punti più importanti della causa.

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La causa contro Call of Duty da parte di chi non gioca a Call of Duty

Tuttavia, alcune parti sollevate dalla Brooks Entertaiment risultavano non essere totalmente corrette: in Call of Duty Infinite Warfare, si scopre dopo circa un’ora come il protagonista sia il compagno di squadra di Sean Brooks, ovvero il Comandante Nick Reyes, e nonostante ci sia una scena scriptata in un centro commerciale, essa prende luogo nella futura Ginevra, e Sean Brooks non vi appare. Ecco che allora, a gennaio del 2022, l’avvocato incaricato da Activision ha scritto una lettera a quello di Brooks Entertaiment, sostenendo come la denuncia contenesse gravi travisamenti, errori di fatto e affermazioni giuridicamente frivole, minacciando di rivolgersi all’Articolo 11 se la causa non fosse stata ritirata.

Questo Articolo porta a delle sanzioni nei confronti di avvocati o altri partiti, richiedendo di pagare una multa per aver presentato argomenti dubbi o impropri, senza prove sostanziali o accurate. Detto, fatto: a marzo 2022 Activision ha chiesto le sanzioni nei confronti dell’avvocato di Brooks Entertaiment, e il tribunale distrettuale della California ha respinto il caso con pregiudizio a luglio, notando come l’avvocato avrebbe potuto verificare i fatti giocando anche solo un’ora di Call of Duty Infinite Warfare.

La corte ha deciso in favore di Activision, spiegando come Call of Duty Infinite Warfare sia un gioco sparatutto in prima persona, non in prima e terza come affermato, e Sean Brooks non sarebbe parte di un combattimento scriptato in un centro commerciale. Proprio come ha fatto la Corte nel verificare queste accuse, anche l’avvocato avrebbe potuto verificare i fatti solamente in un’ora di gioco, prima di dare il via all’inutile denuncia. Adesso, è stato ordinato all’avvocato di pagare Activision Blizzard per il tempo e i soldi spesi su questo caso, e la Brook Entertaiment non potrà presentare altri casi nel tribunale dov’è stata affrontata la causa.

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Marina Flocco

Marina Flocco

Fruitrice seriale di videogiochi, anime, manga, tutto ciò che è traducibile dal giapponese.

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