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Jujutsu Kaisen, tutti i riferimenti a Evangelion e Gurren Lagann nell’episodio 7 [Spoiler]

La Seconda Stagione dell’adattamento animato di Jujutsu Kaisen, popolare manga scritto e disegnato da Gege Akutami e serializzato su Weekly Shonen Jump a partire dal 2018, sta destando grande interesse nella comunità degli appassionati al mondo anime & manga.

L’anime è stato realizzato dallo Studio MAPPA e al momento si sta concentrando sull’arco narrativo dell’Incidente di Shibuya, uno dei più amati dai lettori. Il 31esimo episodio, settimo della Seconda Stagione, intitolato La vigilia della festa, è stato trasmesso sui canali MBS e TBS e in simulcast sottotitolato su Crunchyroll lo scorso 7 settembre e ha mostrato lo scontro fra personaggi fisicamente “potenziati”, vale a dire Mahito, dotato di poteri speciali che gli permettono di rimodellare e riformare il suo corpo a piacimento, e Kukichi Muta alias Mechamaru della Kyoto Jujutsu High, lo Stregone semi-paralizzato dalla nascita che combatte utilizzando corpi robotici.

La puntata è ricca di riferimenti al genere anime noto come Mecha, in particolare a Neon Genesis Evangelion (citato anche nel manga, e che l’autore Gege Akutami ha dichiarato essere una delle sue opere di ispirazione) e Tengen toppa Gurren Lagann. Ma prima di vederli tutti, facciamo il punto su quanto mostrato sin qui.

jujutsu kaisen

Le ragioni del tradimento

Nel sesto episodio della Seconda Stagione di Jujutsu Kaisen siamo venuti a conoscenza dell’identità del traditore che ha segretamente passato informazioni al gruppo di Geto e Mahito. Si tratta dello studente della Kyoto Jujutsu High Kukichi Muta, il quale ha stretto con i due un Patto Vincolante: informazioni utili per imbastire l’evento che diventerà noto come Incidente di Shibuya in cambio del risanamento del suo fragile corpo umano, grazie alla tecnica Mutazione Oziosa di Mahito. Naturalmente, la coppia di villain mirava fin dal principio a uccidere Kukichi una volta che il patto infrangibile fosse stato soddisfatto.

La sottotrama di Jujutsu Kaisen dedicata a Kukichi è senza dubbio una delle più tragiche dell’intera opera sin qui. Durante La vigilia della festa, infatti, apprendiamo che la vera motivazione di Kukichi è il desiderio di riprendere il controllo del proprio corpo per poter trascorrere del tempo “da umano” con i suoi amici, e magari dichiararsi alla ragazza cha ama, Kasumi Miwa. Trovatosi faccia a faccia con Mahito, tuttavia, Mechamaru ha accusato i due villain di aver aggredito i suoi compagni di scuola; dopo essere stato curato da Mahito, ha attaccato quest’ultimo con un esercito di burattini con l’intenzione di scappare e avvisare Gojo del complotto ordito ai suoi danni da Geto. Messo alle strette dalla forza di Mahito, Kukichi è stato costretto a utilizzare il proprio mecha, il gigantesco Ultimate Mechamaru Mode: Absolute, un imponente robot in grado di trasformare i suoi anni di stasi in devastanti attacchi energetici.

Mechamaru come EVA 01

Per quanto possa sembrare fuori contesto, in un anime che parla sostanzialmente di scontri magici a suon di Energia Maledetta, questo settimo episodio della Seconda Stagione affastella numerosi riferimenti ai Mecha più amati degli ultimi anni.

In realtà non è la prima volta che qui e là compaiono, in Jujutsu Kaisen, piccole reference a Evangelion. In un’intervista del 2020, Gege Akutami aveva infatti dichiarato di essere stato molto influenzato da Neon Genesis Evangelion nella realizzazione di Jujutsu Kaisen, in particolar modo per quanto riguarda le tematiche di fondo. Mai comunque era apparso un omaggio tanto evidente alle dinamiche e all’estetica Mecha come in questo episodio della serie anime.

Il primo momento in cui la somiglianza tra i due prodotti emerge con prepotenza cade proprio all’inizio dell’episodio 7 quando Ultimate Mechamaru, che peraltro ha una sorprendente somiglianza estetica con l’Unità Eva 01 di Neon Genesis Evangelion, alza la testa all’indietro e urla prima di piegarsi in avanti, richiamando in modo evidente la terrificante modalità berserker dell’Unità. Inoltre, il modo di muoversi di Mechamaru richiama ancora una volta quello dell’Eva e c’è almeno un frame che cita la corsa dell’Eva in modo pedissequo. La regia, il ritmo e la fluidità delle animazioni in buona parte del combattimento sono degli evidenti richiami alla gloriosa serie del 1995.

Al di là delle reference visive tutto l’episodio è comunque intriso della malinconia e dei temi di fondo di Evangelion quali la solitudine, la progressiva perdita di umanità, il bisogno di contatto emotivo con gli altri.

Immagine 1

Kukichi come Simon

La palette cromatica di questo episodio è alquanto diversa da quanto visto sinora in Jujutsu Kaisen, passando rapidamente da colori freddi a tonalità più calde e brillanti, con abbondante utilizzo di laser esplosivi che non possono non ricordare l’esuberanza tonale di Sfondamento dei cieli: Gurren Lagann.

Oltre a questo, che potrebbe forse passare inosservato, ci sono almeno due riferimenti diretti al franchise di Gurren Lagann: gli ultimi momenti della battaglia in cui Kukichi Muta usa tutto il proprio potere residuo per caricare Mahito ricordano moltissimo il momento in cui Simon attacca Anti-Spiral con la sua trivella in Gurren Lagann Il film: Le luci del cielo sono stelle. L’inquadratura ravvicinata del volto di Kukichi è praticamente identica al volto di Simon in quel momento. Dall’altro lato dello spettro, l’attacco con le molteplici mani trasformate e deformate di Mahito ricorda molto da vicino il modo di combattere di Anti-Spiral nel suddetto film.

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Da tutto questo traspare un grande amore, da parte di tutto il team che ha lavorato alla serie di Jujutsu Kaisen, per il genere Mecha, un genere che ha saputo costantemente rinnovarsi e raccontare il contemporaneo e i grandi timori del nostro tempo: l’inadeguatezza del corpo, il sentirsi piccoli nei confronti dell’assoluto, la disumanizzazione, la perdita della speranza.

Leggi anche: JUJUTSU KAISEN: È KENJAKU IL VERO VILLAIN DELL’OPERA? [SPOILER]

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Manuel Crispo

Manuel Crispo

Medico, vive e lavora a Siena. Scrive un po' di tutto. "La lettura è piacere e gioia di essere vivo o tristezza di essere vivo e soprattutto è conoscenza e domande".

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