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La madre di Giorgia Meloni sul reddito di cittadinanza: “va tolto, 18enni pagati per giocare ai videogiochi”

La madre di Giorgia Meloni, Anna Paratore, non è stata clemente con il Reddito di Cittadinanza, ma in qualche modo ha tirato in mezzo alle obiezioni su tale misura anche i videogiochi. In una recente intervista, commentando la vittoria alle elezioni di sua figlia, nonché leader di Fratelli D’Italia, Paratore ha calcato la mano contro il Reddito di Cittadinanza, in vigore da qualche anno, motivando tale astio con una ragione piuttosto peculiare.

Infatti, secondo la madre di Giorgia Meloni i giovani utilizzerebbero il Reddito di Cittadinanza per giocare ai videogiochi, non come strumento per trovare un lavoro. Tale considerazione è uscita durante un discorso nel quale la Paratore parlava di sua figlia e di ciò che secondo lei dovrebbe fare adesso che è uscita vittoriosa dalle elezioni.

Tra le varie cose, la signora ha espresso con forza la sua contrarietà a una delle questioni più discusse della campagna elettorale, e che secondo lei dovrebbe essere abolita o, per lo meno, modificata in modo che tali fondi possano essere indirizzati a persone che ne hanno realmente bisogno.

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Le parole della madre di Giorgia Meloni

Il discorso sui videogiochi è uscito in occasione di un’intervista rilasciata a La Repubblica dalla madre di Giorgia Meloni che, dopo la vittoria alle elezioni di sua figlia, è stata intercettata sull’uscio di casa dai giornalisti.

Tra i vari commenti che sono stati raccolti sugli eventi recenti che hanno coinvolto la figlia, c’è stato pure un duro rimprovero al Reddito di Cittadinanza e ai “18enni che prendono soldi per stare a casa e giocare ai videogiochi”.

Nello specifico, le parole esatte che hanno preso in esame i videogiochi sono state le seguenti:

“Spero che elimini la vergogna del reddito di cittadinanza ai 18enni, che prendono soldi per stare a casa a giocare ai videogiochi, e dia quei soldi ai malati, agli anziani che non arrivano alla fine del mese e a chi ne ha davvero bisogno. Non a chi non ha voglia di lavorare”.

L’associazione tra videogiochi e nullafacenza sembrava essere stata sdoganata già diversi anni fa, invece com’è possibile notare è un tema ancora piuttosto ricorrente. Basti ricordarne un altro esempio: qualche tempo fa è stato anche Calenda, candidatosi anche lui alle elezioni appena trascorse, ad aver associato i videogiochi all’analfabetismo in Italia.

Senza commentare la legittimità o meno del Reddito di Cittadinanza, né stare a disquisire sui risultati delle elezioni appena trascorse, c’è solamente da sperare che tale mentalità possa essere cambiata in un futuro non troppo lontano.

Anche perché sono proprio i videogiochi, molto spesso, a dare lavoro a moltissimi giovani che non vedono l’ora di mettersi in gioco grazie alla propria passione.

Fonte: La Repubblica

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