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Multiversus: il provato della beta, Super Warner Bros. Brawl?

Benvenuti nel multiverso cari amici videogiocatori, in Multiversus si potranno far scontrare personaggi di diversi mondi animati e fumettistici in uno stile Action-Fighter che ha contraddistinto per anni la serie di Smash Bros. Proprio a causa di quest’ultima la sensazione di già visto è forte, ma ciò non significa che il nuovo picchiaduro sviluppato da Player First Games non sia divertente e ben fatto, seppur non esente da difetti.

Seguiteci nel nostro provato per scoprire se Multiversus fa per voi, che voi siate veterani del genere o neofiti attirati dai personaggi storici di Warner e DC Comics

Multiversus Provato

Multiverso e Multimazzate

In Multiversus avremo a disposizione (per ora) 17 personaggi, di cui 16 saranno ripresi dalle storiche saghe Warner e Cartoon Network come i fumetti DC, Scooby-Doo, Adventure Time o Steven Universe e un personaggio originale creato ad-hoc per il titolo (Rendog) suddivisi per classi e “difficoltà d’uso”. La difficoltà in realtà, per un giocatore navigato è spesso inversa rispetto a ciò che si legge a schermo, visto che i personaggi segnalati come per “Esperti” hanno combo più potenti e abilità più familiari rispetto agli altri combattenti, come per esempio Steven che è di una facilità d’uso disarmante nonostante sia bollato con la dicitura sopra citata.

Il gameplay è il classico dei giochi di lotta 2.5D con piattaforme, con vari attacchi possibili combinando le varie direzioni con i pulsanti d’azione (che per carità divina vanno modificati istantaneamente, per il vostro bene ndr.), schivate aeree o sulla terraferma ma anche tecniche più avanzare come fastfalling o la gestione del knockback in aria.

Ogni personaggio ha le sue caratteristiche, ma a differenza del classico Nintendo ci si trova davanti ad una precisione sensibilmente inferiore, con movimenti spesso fin troppo veloci quando ce li si aspetterebbe lenti ma anche viceversa. Per farvi un esempio, Shaggy corre come fosse un fulmine mentre Superman è costretto a camminare come se non avesse dormito per un mese, il che rompe un po la magia e confonde un po finchè non ci si abitua ad ogni singolo personaggio, visto che spesso e volentieri ciò che il personaggio fa non è sempre conforme con ciò che ci si aspetterebbe.

L’imprecisione è anche presente nella cura generale del titolo, che non è esente da bug, e infatti l’audio della musica in impostazione predefinita è fin troppo alto, e ci sono diversi problemi nella gestione dei menù, che sono palesemente progettati per essere utilizzati su PC, con tanto di cursore mobile, ma che purtroppo su console risulta confusionario e poco intuitivo.

A prescindere da questi difettucci tecnici però, dopo aver fatto l’abitudine con qualche personaggio (quelli gratuiti cambiano a rotazioni fisse di 2 settimane) si notano le differenze principali con Smash Bros. In Multiversus infatti ci si potrà arrampicare sui muri per un quantitativo di volte praticamente infinito, e sarà molto più difficile venire sbattuti fuori dai bordi dello schermo rispetto al solito, rendendo le battaglie più concitate e al cardiopalma, dove l’abilità del giocatore conta più di quelle del personaggio. Si sente moltissimo la mancanza della parata o delle prese, visto l’abuso di Taz che ormai è diventato il personaggio più utilizzato del gioco grazie al suo tornado non-parabile

Il matchmaking nelle nostre ore di prova è stato sempre solido e senza problemi di sorta (Cosa che ogni fan di Smash chiede a gran voce da secoli ormai ndr.) e le modalità disponibili sono si divertenti, ma speriamo nell’aggiunta di battaglie a torneo o combattimenti a più di 4 giocatori.

Free to play ma non pay to win

Come tutti ormai saprete, Multiversus è gratuito per tutte le piattaforme su cui arriverà, e come ormai siamo abituati a vedere, c’è un Battle Pass stagionale da acquistare per ricevere i premi più rari e importanti come skin ed emote. Fortunatamente (almeno per ora) nel pass battaglia non sono presenti vantaggi e perk per i personaggi, i quali sono si presenti nel gioco, ma vanno sbloccati aumentando di livello con il singolo personaggio in modo gratuito.

I personaggi inoltre possono essere tutti sbloccati tramite il caro e vecchio grinding, e la difficoltà non è nemmeno tanto elevata visto che ogni 10 partire circa si riesce a sbloccare un personaggio senza troppe difficoltà.

Le premesse ci sono tutte, ora tocca al supporto

Multiversus è un gioco semplice e divertente, su cui è possibile sia chiudersi ore ed ore, sia fare una partita mordi e fuggi quando si hanno 15 minuti liberi. La presenza del Doppiaggio in italiano e la generale cura del dettaglio mostrano quanto Warner Bros stia puntando su questo titolo, e speriamo che il supporto sia costante e pregno di contenuti e personaggi per poter allargare il roster e chi sa, magari riusciremo a vedere anche personaggi di case produttrici diverse da WB.

Auguriamo tutto il successo possibile a Player First Games, che è riuscita a lanciare un gioco di debutto così ben fatto, nonostante non sia assolutamente perfetto. La costanza è tutto, ma come si suol dire, chi ben comincia è a metà dell’opera. L’unico vero difetto importante che ci ha fatto storcere il naso è: PERCHÈ NON È DISPONIBILE SU NINTENDO SWITCH? Speriamo sia in programma una versione per l’ibrida di Nintendo, visto che giocarci con un controller gamecube sarebbe proprio il massimo

Multiversus è un picchiaduro action sviluppato da Player First Games ed edito da Warner Bros. È disponibile ora in Open Beta su PlayStation 4, Xbox One, PlayStation 5, Xbox Series X/S e Microsoft Windows e per giocarci in modo gratuito

Multiversus

Grafica - 8
Gameplay - 8.5

8.3

VALUTAZIONE PROVVISORIA OPEN BETA

Multiversus è un picchiaduro action sviluppato da Player First Games ed edito da Warner Bros. È disponibile in Open Beta su PlayStation 4, Xbox One, PlayStation 5, Xbox Series X/S e Microsoft Windows

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Gennaro Lazzizzera

Gennaro Lazzizzera

Nato (quasi) con la prima xbox in mano. il mio primo videogame è stato The Getaway per PS2 ed è stato letteralmente amore a prima vista (mai vista una alfa romeo in un videogioco prima di allora). Appassionato di videogiochi ma anche di Informatica, Tecnologia e Meccanica

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