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MOBA: nascita del genere, mod ed Esport

MOBA

Ormai tutti conoscono i MOBA, ma conoscete la loro vera storia?

Il MOBA è stato, ed è ancora, il genere del momento ed è impossibile negarlo. Tecnicamente è  “Multiplayer Online Battle Arena” e sono in cima alla catena alimentare del pro-gaming, sono giocati e seguiti da uno sterminato numero di utenti e spettatori.
Dota 2 è uno dei più giocati su Steam per non parlare del titolo più acclamato di Riot Games, League of Legends. Con 70 milioni di utenti registrati in tutto il mondo, 32 milioni di utenti mensili attivi e una media di 10 partite iniziate al secondo, i numeri del gioco di Riot sono a dir poco impressionanti.
Ma cos’è esattamente un “MOBA”? Immaginatelo come una partita di calcio in versione fantasy, con 5 giocatori per squadra dove dovete sconfiggere la squadra nemica distruggendo la loro base. Ogni giocatore controlla un proprio eroe con abilità ed aspetti diversi dagli altri. 

Si potrebbe pensare a nulla di particolarmente innovativo, ma allora come ha fatto questo genere a catturare l’attenzione di qualunque giocatore? Com’è possibile che persino in singoli incontri vengano messi in palio milioni di dollari? La storia. Questo è il segreto!  Vediamo di più di questo genere di gioco intramontabile.

Origini, le Mod

Star Craft

StarCraft, iniziò tutto da lì. Targato Blizzard Entertainment, StarCraft venne lanciato su PC nel ’98 diventando uno dei giochi più popolari del momento. Con 11 milioni di copie distribuite nel giro di 10 anni e come da tradizione includeva un editor col quale i giocatori potevano creare le proprie mappe, “StarEdit”. Con l’uscita dell’espansione Brood War, venne ulteriormente potenziato, e le creazioni degli utenti passavano di giocatore in giocatore.

Data l’opportunità di farmare, le mappe che contenevano questa opzione ebbero maggiore successo, ma Aeon of Strife riuscì in un impresa. Creata dal modder Aeon64, permetteva di unirsi a 3 giocatori, ma la particolarità stava nel dover controllare una singola unità, invece del solito esercito. La perdita della propria base o la sconfitta di tutti e 4 i giocatori avrebbe portato al Game Over. In poche parole è la base dei MOBA attuali.

Col passare del tempo venne aggiornata, e tra le novità spiccava la possibilità di sfidare altri giocatori (2 VS 2): in breve si ritrovò la sua piccola ma affiatata community di fan, che adoravano quel gameplay così familiare, ma così diverso dal solito.

Da WarCraft 3 a DotA

Un altro gioco che permetteva l’editor delle mappe era WarCraft 3. Un modder, chiamato Eul, riadattò Aeon of Strife al nuovo motore di gioco, e permise di utilizzare gli “Antichi” degli Elfi della Notte come elementi chiave da distruggere per poter vincere il match. Inserì un vero e proprio sistema di crescita per ognuno dei personaggi, che potevano così salire di livello.

La mappa venne chiamata Defense of the Ancients” (DotA), ottenendo da subito un buon numero di fan. Dopo il rilascio dell’espansione di Warcraft 3, The Frozen Throne, che potenziò l’editor, Eul non si limitò ad aggiornare la sua creatura, ma la rese open source in modo di permettere agli altri giocatori di modificarla a proprio piacimento, un’intuizione che si rivelò essere fondamentale per la nascita del genere.

Steve Feak, un altro modder conosciuto anche come Guinsoo, creò DotA Allstars. Feak non si rese conto di ciò che aveva creato fino a che non vide 12 modder al lavoro sul progetto, aggiornato e sistemato di continuo. Supportato dai giocatori di WarCfraft, si ritrovò a conquistare la piattaforma Blizzard. Praticamente era impossibile trovare una partita personalizzata che non fosse giocata sulla sua mappa.

Il passaggio del testimone

Nel 2005 Guinsoo decise di passare ad altro, affidando il comando del progetto ad un altro modder, IceFrog: è in quel momento che DotA Allstars spicca il volo verso il successo, guadagnando una popolarità incredibile e persino un posto in un torneo ufficiale della BlizzCon. Da semplice mod, DotA finì sulla bocca di tutti, merito della cura di IceFrog, che si assicurò di bilanciare l’aspetto competitivo del tutto, un elemento fondamentale nei tornei.

La community ha aiutato molto con i suoi consigli, ha avuto il suo ruolo nello sviluppo di questo fenomeno che, grazie ai suoi personaggi, al suo stile di gioco così particolare e alla visuale, era già allora splendido anche da guardare in azione… perfetto per degli “spettatori”. Mancavano solo i mezzi per raggiungere questi spettatori in ogni angolo del globo.

Mancava però qualcosa, un modo semplice per giocare. DotA era pur sempre un gioco nel gioco di qualcun altro, serviva WarCraft 3, l’espansione The Frozen Throne, una mappa da scaricare da tutt’altra parte, vi era poi la totale assenza di tutorial, spiegazione, e soprattutto matchmaking, che era affidato al giocatore stesso. Insomma, era un club esclusivo più che un videogioco. Nonostante tutto, il genere MOBA diventava via via più popolare. Tanti sviluppatori lavorarono sulla loro personalissima versione della mod, resa indipendente e un gioco a tutti gli effetti: uno in particolare è diventato il videogioco più popolare del mondo.

League of Legends

League of Legends

Al giorno d’oggi è tra i più giocati in assoluto, ma nel 2009 non era così. Partiamo da Riot Games, il team che lo ha reso realtà: fondato a Los Angeles nel 2006 da due sole persone, Brandon “Ryze” Beck e Marc “Tryndamere” Merrill, (se ve lo steste chiedendo la risposta è si, i due champ nel gioco sono dedicati a loro) annunciò il suo primo gioco nel 2008, ma non vide la luce prima dell’anno successivo. Il nome, LoL o League of Legends, era una delle varie versioni alternative di DotA Allstars.
Hanno preso il meglio di quella mod trasformandola in un vero e proprio gioco portandolo come novità, complice fu lo stesso Steve “Guinsoo” Feak che venne inserito nel team per lanciare questo nuovo progetto, quasi a voler esser certi di replicarne il successo.

Comprendeva una vasta gamma di campioni, che come sappiamo si è mano mano ampliata, vagamente simili nell’aspetto a quelli visti in DotA, oltre a dei poteri speciali per ognuno di loro tra danni magici e colpi critici.

Il gioco era inoltre gratuito, che adesso risulta molto comune, ma all’epoca raro da vedere. Era in tal modo possibile provarlo e giocarlo senza problemi, a patto di scegliere tra soli 10 campioni che, a rotazione, cambiavano ogni settimana. Era comunque possibile “sbloccare” un campione particolarmente apprezzato acquistandolo con soldi veri o con i punti ottenuti giocando. Si poteva quindi giocarlo quando si voleva senza aspettare la rotazione. Un sistema che fece scattare la scintilla ad un vasto numero di giocatori, ora arrivati a ben 70 milioni. 

LoL insomma definì il concetto di MOBA. Verso la fine del 2009, IceFrog, che diede vita al primo Dota, annunciò di essere stato assunto da Valve. Il celebre modder disse che c’erano delle ottime novità per i fan del genere in arrivo, e per lo stesso DotA.

Dota 2

Dota 2

Dopo alcune baruffe legali tra Valve, Blizzard e Riot sul nome,Valve presentò al mondo Dota 2 sul palco della Gamescom 2011, l’evento dedicato ai videogiochi che si tiene a Colonia ogni anno, e The International, un torneo dedicato al sequel ufficiale della celebre mod nel quale era possibile vincere un milione di dollari.
Dota 2 puntava a diventare il rivale numero 1 del gioco di Riot, e includeva personaggi tratti dal roster dell’originale, inclusi Kunkka, NortromtheSilencer e l’amatissimo Pudge. Dopo mesi di beta a porte chiuse per fomentare l’entusiasmo dei fan, il gioco venne lanciato a tutti gli effetti in forma di free-to-play nel luglio 2013. Valve aveva un sistema perfetto per distribuirlo: con 65 milioni di utenti, Steam non fece altro che contribuire al successo del titolo. Scalò in breve le classifiche ed è tuttora tra i più giocati in assoluto.

I MOBA oggi

Ed eccoci ad oggi. Sia League of Legends che Dota 2 sono al comando della scena MOBA: una vera e propria giungla in cui tanti titoli provano a spodestarli ma senza alcun successo, come Heroes of Newerth o Demigod di Gas Powered Games, e la stessa cosa vale per le imitazioni per tablet e smartphone, come Fates Forever o Heroes of Order and Chaos di Gameloft. Tutti hanno provato ad emulare quella formula vincente, ma i numeri dei due capiclasse restano incredibili ed irraggiungibili.

Esport

Questi due titoli valgono molto negli Esport: League of Legends vanta della LCS (League Championship Series) vantando di numerosi tornei. Senza contare gli innumerevoli spettatori in live o streaming. Dota 2 gode di altrettante manifestazioni e tornei. Nel mondo degli Esport questi due titoli sono in cima alla vetta e sarà difficile surclassarle, contando non solo le partnership e sponsor dei titoli, ma anche i fan che li circondano. Entrambi i MOBA hanno i loro Pro Team che a loro volta hanno i fan dei singoli componenti di essi, i fan dei team, i fan del gioco, insomma la lista sarebbe terribilmente lunga.

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L'autore

Rosa De Mare

Appassionata di videogame da quando ne ho memoria. Ho iniziato a smontare console e studiare i movimenti del design per entrare fino all'osso di questo fantastico mondo. Con il passare del tempo mi sono legata a tutto ciò che riguarda i videogame e con essi anche il mondo Esport.

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