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“L’industria videoludica è senz’anima”, dice il direttore di Ubisoft

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Il severo rimprovero del direttore creativo di Ubisoft Serge Hascoet

In un’intervista rilasciata di recente a Game Informer, il direttore creativo di Ubisoft, Serge Hascoet, ha espresso le sue opinioni in merito a molti aspetti dell’industria videoludica. Da un lato, Hascoet si è dimostrato ottimista: l’industria si sta evolvendo, e la diffusione di mezzi come la realtà virtuale e di giochi free-to-play come Fortnite creano nuove possibilità. D’altro canto, tuttavia, il direttore creativo si è dimostrato rammaricato per le opportunità che il medium videoludico sta perdendo in questo momento storico. In particolare, Hascoet ha lapidariamente affermato:

“Sai cosa manca a questa industria? Un’anima. I videogames riguardano il gaming, e il gaming non è intrattenimento, ma apprendimento. Quando apprendi, ti diverti. Ma quando c’è solo intrattenimento, stiamo perdendo qualcosa.”

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Una visione sicuramente peculiare e progressista quella del direttore Ubisoft, che non si fa problemi a farla pubblica. Hascoet è con Ubisoft da trent’anni e ormai supervisiona in certa misura ogni titolo della casa di sviluppo. Nel farlo, tenta di indirizzare gli sviluppatori a inserire nei loro titoli degli elementi che i giocatori possano usare nella loro vita quotidiana. Secondo Hascoet, i videogiochi hanno il potenziale per poter racchiudere in sé anche questi elementi, in modo da risultare non solo divertenti, ma anche utili; e l’industria videoludica non starebbe facendo abbastanza sforzi in questa direzione.

Dalla teoria alla pratica

Assassin’s Creed Odyssey, che uscirà il 5 Ottobre (trovate qui il trailer di lancio), è un esempio pratico di questa ottima intenzione. Come il suo predecessore, Assassin’s Creed Origins, anche il nuovo capitolo riceverà una modalità esplorativa, scevra dell’apparato del gioco base, chiamata Discovery Tour. In questa modalità, al giocatore sarà consentito raggiungere ogni luogo della mappa e apprendere ogni cosa sugli elementi che la popolano.

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Interessante è il paragone che Hascoet fa con i giochi da tavolo. In essi, secondo il direttore, i giocatori apprendono qualcosa dal comportamento degli altri contendenti. Si chiederanno se potranno fidarsi, oppure quale sarà la loro prossima mossa, e questo risulta essere utile nella vita di tutti i giorni, pur se appreso divertendosi; i videogiochi dovrebbero prendere esempio e svilupparsi di conseguenza. E dovrebbero anche distogliere l’attenzione dal tema dell’uccisione, conclude Serge Hascoet.

Cosa ne pensate delle opinioni di Hascoet? Il videogioco è solo divertimento, o nasconde altre potenzialità non ancora pienamente sfruttate? Ditecelo nei commenti!

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