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Metaverso concetto

Metaverso: problemi e soluzioni di un nuovo mercato

A partire dalla fine del 2021, più precisamente da quando Facebook Inc. è diventata Meta, stiamo assistendo alla nascita del Metaverso, un mondo virtuale che si sviluppa parallelamente alla realtà. Due sono le strade che questa neonata dimensione può intraprendere: la prima segue un modello accentrato, in cui l’intera gestione dell’apparato è demandata a un’unica società, la seconda segue il modello decentrato, secondo cui l’amministrazione è invece ripartita tra più soggetti distinti.

Allo stato attuale il metaverso sembra seguire il modello accentrato, risultando in apparenza circoscritto alla sola Meta. La situazione potrebbe essere diversa da come appare, poiché sempre più società stanno investendo nella realtà virtuale, facendo concorrenza al colosso di Mark Zuckerberg.

Lo scopo che ci prefiggiamo è quello di cercare di ricostruire, al meglio delle nostre possibilità, la situazione attuale del nuovo mercato. Di pari passo indagheremo per tentare di comprendere quale dei modelli prima citati sia, in astratto, più adatto a soddisfare le esigenze del metaverso. Prima di passare all’analisi è necessario comprendere il significato di “metaverso”.

Metaverso concetto

Che cosa è il metaverso

Partendo dall’etimologia, il termine metaverso è composto dalle parole “Μετὰ”, “oltre” in greco antico, e “verso”, abbreviazione di “universo”. La parola intera “metaverso” è stata utilizzata, per la prima volta, dallo scrittore Neal Stephenson nell’opera del 1992 “Snow Crash” per rappresentare una realtà virtuale in cui il soggetto interagisce col mondo attraverso il proprio avatar.

L’attuale concetto di metaverso non si distacca tanto da questa interpretazione. Questo non è che uno spazio virtuale, accessibile attraverso un visore di realtà virtuale (come ad esempio un Oculus), in cui gli utenti possono interagire tra loro attraverso i propri avatar, agendo sul mondo più o meno liberamente.

Alcuni sostengono persino che ciò rappresenti l’evoluzione naturale di Internet, dato che attraverso il proprio alter ego digitale si potrà partecipare a riunioni, fare acquisti, (magari pagando anche in criptovaluta), giocare assieme o persino assistere ad un matrimonio, il tutto restando comodamente a casa.

L’egemonia di Meta sul mercato

Tra tutte le società che stanno investendo nel metaverso, quella più importante, che potrebbe essere definita leader di settore, se non monopolista, è Meta. Già nell’ottobre del 2018, poco prima che Facebook Inc. cambiasse nome, Mark Zuckerberg aveva annunciato l’assunzione, nei successivi 5 anni, di 10.000 persone in Europa al fine di unificare e coordinare i servizi offerti dalla società e di adattarli alla realtà virtuale.

L’obiettivo che si prefigge la società è quello di assottigliare la differenza esistente tra l’interazione virtuale e quella reale, attraverso il rafforzamento della “presenza virtuale”.

Oculus Quest 2

Oltre a curare il lato software, Meta può contare su un comparto hardware molto solido grazie al suo Oculus Quest 2, un visore per la realtà virtuale all in one che non necessita di un collegamento ad un PC. Il punto forte del dispositivo è il prezzo, che parte da 349€.

È proprio quest’ultimo aspetto ad aver determinato l’immediato successo commerciale del dispositivo VR: Meta ha stimato la vendita di più di 10 milioni di unità dalla data di lancio. Ciò ha comportato, più che un ricavo della società, la distribuzione capillare della chiave di accesso al Metaverso.

Oculus

Le alternative a Oculus Quest 2

Le alternative al visore di Mark Zuckerberg sono o troppo costose, o sconosciute.

Infatti, se prendiamo in esame l’HTC Vive Flow questo si presenta in apparenza come una una valida alternativa al Quest 2, anche grazie ad alcune feature davvero interessanti, come la possibilità di usare lo smartphone per navigare nella realtà virtuale. Le nota dolente del dispositivo sono la batteria, davvero minuscola, e il prezzo, che parte da 500$. Di conseguenza, questo prodotto non può competere con quello di Meta.

Analizzando un altro visore all in one, il Simula One, possiamo da subito notare delle caratteristiche davvero interessanti, come essere open source (infatti il dispositivo è basato sul sistema operativo Linux), oppure la potenza paragonabile a quella di un PC. Sfortunatamente il prodotto è ancora in fase di progettazione, in ogni caso anche se uscisse oggi, questo non potrebbe competere minimamente con Oculus Quest 2: il prezzo di listino è di 3.500$.

Meta VS FTS

Poichè Meta dispone sia del lato software che del lato hardware può facilmente conquistare, se non il monopolio, almeno la posizione dominante nel mercato del metaverso. Proprio questa prospettiva ha allertato la U.S.Federal Trade Commission (nonché alcuni Stati USA), che ha aperto un’indagine per pratiche commerciali scorrette.

Secondo Bloomberg, una simile operazione potrebbe portare alla luce una influenza anticoncorrenziale esercitata da Meta sul mercato VR. A detta degli investigatori, l’app store di Oculus discriminerebbe le applicazioni di terze parti, in modo da favorire le proprie.

Sulla base di ciò che è stato appena illustrato, Meta starebbe puntando nel prossimo futuro ad accentrare il metaverso nelle proprie mani.

Meta Facebook Crittografia 2023

I piani delle altre società

Oltre a Meta, anche altre importanti società stanno valutando il salto nella realtà virtuale:

Apple

Stando alle parole di Mark Gurman, un autorevole giornalista esperto di tecnologia, Apple ha un limitato interesse nello sviluppo di un Metaverso. A suo avviso, infatti, la casa di Cupertino considera i visori VR non come degli accessori da indossare sempre, bensì come degli strumenti per giocare o comunicare. In una recente apparizione, Tim Cook, Amministratore Delegato di Apple, ha dichiarato che la società guarda con interesse al metaverso, ma che per adesso la priorità rimane lo sviluppo della realtà aumentata.

Per questo motivi, al momento attuale Apple preferisce investire la maggior parte delle risorse nella Augmented Reality, piuttosto che nella Virtual Reality.

Microsoft

A differenza di Apple, la casa di Redmond è più che interessata ad investire nel Metaverso e a sfidare Meta. Non a caso alla fine dello scorso anno Microsoft ha presentato “Microsoft Mesh”, una piattaforma social, integrata in Teams, che permette agli utenti di interagire attraverso degli alter ego digitali.

Microsoft Mesh

Nel metaverso di Microsoft non sarà necessario avere un visore VR per accedere all’ambiente virtuale, basterà lo schermo del PC. A questo si aggiunge un’altra simpatica feature: grazie all’integrazione con Teams, si potrà usare il proprio avatar sia nelle riunioni 2D, che in quelle 3D. Da ultimo, la piattaforma disporrà di una funzione di traduzione istantanea per abbattere le barriere linguistiche.

Il lancio di Microsoft Mesh è previsto per l’inizio di quest’anno.

Walmart

Decisa a costruire il suo futuro nel Metaverso è Walmart, una catena di negozi molto popolare negli USA. Il 30 dicembre 2021, la società ha depositato, presso lo U.S. Patent and Trademark Office, una serie di marchi che fanno presagire la sua entrata nel campo della vendita di beni virtuali.

Di conseguenza è molto probabile che Walmart abbia intenzione non solo di creare una propria valuta virtuale, ma anche un proprio portafoglio ed una piattaforma dove vendere il proprio merchandise virtuale.

Walmart Patent Metaverso

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In definitiva, le società che si approcciano al metaverso o decidono di non entrare nel mercato per non rischiare di competere con Meta, o entrano e fanno concorrenza alla società di Zuckerberg, oppure creano una semplice piattaforma di scambi, sacrificando così gran parte della componente sociale (in tal caso, si può ancora parlare di Metaverso?!).

Conclusioni

Terminata questa fase di analisi, possiamo trarre delle conclusioni significative. In primo luogo, è possibile affermare che Meta abbia raggiunto una posizione dominante nel metaverso e che sia destinata a conservarla a lungo. Questo è dovuto sia alla preparazione software e hardware, che alla distribuzione dei suoi servizi e delle sue macchine.

Altra constatazione importante è che, al tempo attuale, non esistono progetti in grado di competere con i piani di Meta. Persino Microsoft, che comunque dispone di ingenti capitali e di personale valido, è stata in grado di creare solo quello che potrebbe apparire all’utenza come un “Metaverso di serie B”, ossia una copia della realtà creata da Mark Zuckerberg.

Di conseguenza, non è errato ipotizzare che Meta, nei prossimi anni, cercherà di accentrare tutti i servizi sulla propria rete, divenendo così un monopolista.

Metaverso Meta

Quasi sicuramente, un mercato così accentrato non potrà che realizzare una “distopia informatica“, temuta da molti utenti della rete. Dello stesso parere è Philip Rosedale, fondatore di Second Life, che sostiene che le società costruirebbero “un metaverso […] basato sulla pubblicità” e non “un’unica utopia digitale magica per tutti”.

Di conseguenza, il vero problema per Rosedale, come per noi, è che, in un sistema monopolistico (o in un oligopolio), la società che detiene il mercato agirebbe solo per inseguire il profitto e non per aumentare il benessere degli utenti.

Una soluzione a questo problema potrebbe essere quello di realizzare un mercato decentrato, così che le società possano, in virtù del regime di concorrenza, puntare a soddisfare le esigenze degli utenti, piuttosto che inseguire il mero profitto. Un simile modello appare, però, irrealizzabile in concreto perché non esistono, al momento, imprese che possano fare una vera concorrenza a Meta.

A questo punto, una soluzione ben più praticabile sarebbe affidare la regolamentazione del mercato ad un apparato pubblico statale o internazionale. Il maggior punto di forza di questa configurazione è che lo Stato garantirebbe la concorrenza e reprimerebbe tutte le forme di abuso poste in essere dalle società più forti. Il rovescio della medaglia è notevole: la burocratizzazione dei processi informatici e la politicizzazione dell’apparato, che comunque potrà sempre offrire il fianco agli abusi del potere pubblico.

Fonti: Bloomberg, Twitter, CNBC, Il Sole 24 Ore (1, 2)

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Francesco Lanciano

Francesco Lanciano

Classe 1998, videogiocatore incallito e da sempre appassionato alla tecnologia

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