Dr Commodore
LIVE

28 Ottobre, Facebook punta al metaverso

Tra pochissimi giorni – precisamente il 28 ottobre – il CEO di Facebook Mark Zuckerberg si troverà sotto i riflettori per parlare del futuro della sua compagnia.

Lanciato ben 17 anni fa, nel lontano 2004, il social network si è imposto nel corso del tempo come strumento di comunicazione universale, collegando milioni di utenti in tutto il mondo.

Nel corso degli anni la società ha acquisito sempre più mercato grazie ad altri prodotti: non solo i più noti Instagram e WhatsApp, ma anche Messenger, gli strumenti dedicati alle aziende nel pacchetto Facebook Business in armonia con WhatsApp Business, arrivando addirittura ad hardware dedicati quali il visore Oculus e l’app di Realtà Aumentata Spark. Senza dimenticare i Reels che, da qui a poche settimane, dovrebbero popolare le pagine del social blu in tutto il mondo.

121118512 mediaitem121118511
Il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg

Cosa ci aspetta

Qual è, dunque, la prossima mossa? Qual è il prossimo obiettivo del colosso dei social media?

Esattamente come 17 anni fa, l’intenzione è di creare un luogo in cui gli utenti siano interconnessi ma, questa volta, in maniera ancora più massiccia creando – secondo un termine coniato da Neal Stephenson e usato nel romanzo cyberpunk Snow Crash – un metaverso, ovvero un luogo in cui realtà virtuale, realtà aumentata e realtà così come la conosciamo – e come siamo abituati ad intenderla – coesistano in perfetta simbiosi.

Un progetto senza dubbio ambizioso e che richiederà non pochi sforzi.

Il punto di partenza è l’Europa

Parte fondamentale di questo piano è l’Europa: durante un annuncio Nick Clegg e Javier Olivan – vicepresidenti rispettivamente dei Global Affairs e dei General Products – hanno dichiarato che ” l’Europa sarà messa al centro dei nostri piani per aiutare a costruire il metaverso” aggiungendo inoltre che “questo investimento è un voto di fiducia nella forza dell’industria tecnologica europea e nel potenziale del talento tecnologico europeo.”

Il progetto prevede che nei prossimi 5 anni verranno assunti dall’azienda 10.000 dipendenti, assicurandosi in questo modo ingegneri specializzati dalle elevate capacità al servizio di questo progetto.

Tutta l’Unione Europea sarà interessata da questo enorme investimento. Parallelamente i governi della stessa U.E. dovranno impegnarsi a definire chiaramente tutte le regole e tutti i confini per far funzionare al meglio questa nuova “era dell’internet”, garantendo libertà di espressione e la tutela della privacy.

hero image.fill .size 1248x702.v1634541907
Horizon Workrooms

Il primo prototipo – se così possiamo pensarlo – di questo progetto enorme è lo strumento Horizon Workrooms, in cui tramite degli avatar è possibile interagire proprio come fossimo davvero lì.

Un’idea non dissimile da quello che la fantascienza ci ha proposto per diversi decenni: basti pensare al famoso film Avatar di James Cameron in cui il protagonista entra nel mondo di Pandora proprio tramite un avatar, ovvero un alte-ego digitalizzato che può controllare come fosse davvero lui;

oppure all’anime Sword Art Online in cui le vicende si svolgono all’interno di un videogioco in realtà virtuale tramite l’uso di un visore RA; o ancora nel recentissimo Ready Player One di Steven Spielberg.

Tutte queste opere hanno come minimo comun denominatore l’utilizzo di un visore, rimane solo da vedere in quanto tempo la fantascienza potrà trasformarsi in realtà.

Facebook potrebbe cambiare nome

Un altro tassello per completare questa evoluzione è un cambio di nome.

Sembra un qualcosa di piccolo, ma effettivamente l’azienda Facebook, come abbiamo detto prima, non si occupa più solo di Facebook: nel corso degli anni è diventata molto di più. Di conseguenza, un cambio di nome servirà a dare una nuova direzione all’azienda, votata al futuro e alla creazione del tanto sognato metaverso.

Come da tradizione, ogni progetto della casa di Menlo Park viene tenuto segreto, chiuso a tripla mandata, custodito nella stanza più remota e inaccessibile ai più (anche ai piani più alti), pertanto le fughe di leak sono praticamente pari a zero e non ci sono neanche remote ipotesi di quale questo nome potrà essere. Non ci resta che attendere nuovi sviluppi su questa vicenda.

Fonti: Corrierecomunicazioni , TheVerge , La Repubblica

Articoli correlati

Condividi