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L’enorme crescita del fumetto nel mercato italiano, raccontata da la Repubblica

Nell’ultimo periodo, anche a causa della pandemia, il mercato italiano dei libri è in forte crescita, tanto da registrare un +18% alla voce copie vendute nel 2021, con i dati di vendita che registrano ben 115,6 milioni di copie totali. Tra le categorie che maggiormente stanno contribuendo a questa forte crescita vi è il fumetto. Come raccontato nell’inchiesta realizzata dal settimanale il Venerdì, sono stati quasi 9 milioni i consumatori di fumetti nelle sole librerie, a cui andrebbero sommati i dati di edicole e fumetterie. Un dato quasi doppio rispetto a 25 anni fa per fare un paragone nel tempo.

Un giro di affari da oltre 1.6 miliardi di €, che ha convinto le librerie, da sempre piuttosto scettiche nei confronti del fumetto ad aprirsi alla distribuzione, con il risultato che sono ormai la parte più importante degli incassi. Un successo che sa di rivincita, per un genere da sempre considerato di nicchia, un prodotto da ragazzini a cui spesso i critici non associano la valenza culturale che può avere un libro qualsiasi, ragionamenti ancora oggi comuni, come testimoniato dalle recenti parole di Piero Dorfles durante il programma Le parole della settimana, in onda su Rai 3.

Eppure nonostante ciò il mercato del fumetto italiano ha raggiunto numeri incredibili, tanto da essere tra quelli più importanti al mondo dopo USA, Giappone e Francia. L’industria italiana, nonostante i dubbi da parte dell’opinione pubblica, ha da sempre potuto contare su maestri del livello di Sclavi, Pazienza o Pratt, che hanno creato prodotti di altissimo livello. Senza dimenticare il successo di strisce storiche come Tex o Dylan Dog, che ancora oggi vendono oltre 100.000 copie mensili, conquistando sempre nuovi lettori.

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Passando ad autori più recenti, è impossibile non citare Zerocalcare, che dopo l’enorme successo della serie Netflix Strappare Lungo i Bordi, ha ottenuto un successo spaventoso, permettendo anche al pubblico più generalista di scoprire l’autore, che è comunque da anni uno dei più apprezzati del panorama italiano.

Una notizia importantissima per il settore, che darà magari ancora più vitalità e possibilità al mercato del fumetto, con buona pace dei critici e degli esperti del settore.

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archivio Image / Spettacolo / Michele Rech / foto Insidefoto/Image

Il fumetto in Italia: il successo dei Manga e il caso Star Comics

Tra i fumetti più venduti, quelli sempre più spesso in cima alle classifiche sono i manga, da anni tra le letture più diffuse tra i ragazzi, ma non solo. Per raccontarne il successo basti sapere che il terzo editore italiano per vendite, dopo Mondadori ed Einaudi è Star Comics, uno dei primi a investire pesantemente sul mondo del fumetto giapponese, ottenendo tra gli altri i diritti di Dragon Ball, diventando da quel momento uno dei punti di riferimento per gli appassionati grazie ad una intuizione del fondatore Giovanni Bovini. La figlia Claudia, oggi direttrice editoriale, ha raccontato dei perché del successo passato e attuale:

«Un vantaggio lo ha distinto dal resto, ci ha dato un’identità precisa.” Parlando della pubblicazione in stile giapponese della prima edizione di Dragon Ball. “La pandemia avrà contribuito al nostro successo, ma solo accelerandolo. Noi cresciamo ininterrottamente dal 2016. One Piece è stato il nuovo prodotto vincente… quando ristampiamo, adeguiamo sempre le traduzioni agli standard attuali, curiamo la fattura dell’oggetto. Le opere hanno così dignità di libro. E assorbiamo la tendenza di un ritorno al passato come accade per vinili, musicassette, collezionismo.»

Non un caso che le loro opere come i citati Dragon Ball e One Piece, ma anche Demon Slayer o My Hero Academia siano sempre tra le più vendute, sia online che nelle librerie. A spiegare il fenomeno manga ci prova Marco Pellitteri docente universitario in Cina e Inghilterra, che si occupa proprio di storia del fumetto:

«Il fenomeno arriva da lontano. Negli anni ’90 la generazione di ex-bambini, cresciuti nell’invasione dell’etere di prodotti giapponesi, matura un suo potere di acquisto. Numerose polemiche hanno limitato l’accesso televisivo al fenomeno. Editori avvertiti iniziano a pubblicare prodotti di qualità. Così il fenomeno di carta esplode e solo Disney e Bonelli reggono l’urto.»

Ecco perché le opere provenienti dal Giappone sono ormai tra le più diffuse in Italia, ma non solo, visto che anche a livello mondiale le vendite sono sempre più alte.

Fonte: Il Venerdì

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Matteo Pignagnoli

Matteo Pignagnoli

23 anni, laureato in scienze della comunicazione con l'obiettivo di diventare giornalista. Appassionato sin da piccolo di gaming e sport, mi interesso anche di anime, manga e musica.

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