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Shin Megami Tensei III Nocturne HD Remaster, la recensione: demoni riusciti a metà

Shin Megami Tensei III Nocturne HD Remaster, il ritorno di un grande JRPG

La voglia di giochi di ruolo orientali non si è ancora arrestata, e, complice il successo di molteplici produzioni, tra cui quelle targate Atlus, la produzione mirata al recupero di vecchie glorie continua la sua intrepida ascesa. È il caso di Shin Megami Tensei III Nocturne, il terzo capitolo numerato della saga dei demoni originario di PS2 e rilasciato nel 2003 in Giappone, tornato in alta definizione su PS4, Nintendo Switch e PC.

La stessa, ha permesso alla deriva studentesca marcata da meccaniche sociali oltre che ruolistiche di emergere e conquistare infine il pubblico occidentale, grazie alla sua ultima iterazione nota con il nome di Persona 5, ripubblicata in versione Royal e con un seguito in salsa musou dal notevole potenziale ludico.

Atlus non ha chiaramente dimenticato le sue origini e, prima di lanciare il nuovo Shin Megami Tensei V, ha optato per far conoscere la relativa serie, derivazione di Megami Tensei, al grande pubblico, grazie a Shin Megami Tensei III Nocturne HD Remaster, ridestando uno dei capitoli ruolistici giapponesi della serie più acclamati del suo tempo, direttamente dall’era PS2, approdato in Europa con il nome “Lucifer’s Call”.

Dopo aver riassaporato le atmosfere caotiche di un’ascensione demoniaca dai veli dark nella nostra anteprima, siamo pronti a parlarvene integralmente nella nostra recensione dedicata, dopo esserci immersi in una Tokyo annegata nella distruzione e infestata da creature ultraterrene.

L’inizio della fine

L’immediatezza con la quale entreremo nel vivo delle vicende di Shin Megami Tensei III Nocturne fa da contraltare ad una longevità importante, mettendo in scena una storia cupa e complessa ambientata nei quartieri della capitale giapponese. Nei panni di uno studente di Tokyo, al quale dovremo dare un nome, dovremo recarci insieme ad alcuni compagni nei pressi dell’ospedale di Shinjuku, attesi dalla nostra insegnante.

Nella strada per arrivare al luogo indicato si avverte un po’ di misticismo nell’aria, e dopo qualche incontro particolare e strade semideserte, riusciremo a ricongiungerci con i nostri conoscenti nell’ospedale, che appare da subito alquanto vuoto. La motivazione risiede nell’insediamento di una setta che mira a far avverare una profezia che vede il caos inghiottire il mondo umano corrotto, distruggendolo e permettendo una rinascita dalle ceneri del vecchio.

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Senza neanche il tempo di realizzare cosa sta succedendo, il giocatore si ritroverà nel mezzo della transizione, sopravvivendo e ottenendo misteriosamente un potere che gli permetterà di sopravvivere nel nuovo mondo. Una volta risvegliati dopo la “Concezione”, il nostro aspetto e ciò che ci circonda saranno alterati, ed entreremo presto in contatto con dei demoni.

Da allora, saremo artefici del nostro stesso destino e di quello del mondo, in qualità di semi-demoni che vagheranno nel Vortex World, costellato di fazioni dai diversi intenti che potremo assecondare o meno, andando incontro ai diversi finali presenti. Ci muoveremo sulle nostre gambe attraverso una narrativa oscura, longeva, criptica e piena di incognite che si diraderanno verso le battute finali.

Il potere del demonio

Il potere demoniaco ottenuto nelle prime battute di Shin Megami Tensei III Nocturne permetterà al giocatore di muoversi nel mondo distopico e di sfruttare la propria forza negli scontri a turni con gli altri demoni che incontreremo casualmente. Le battaglie ci metteranno costantemente alla prova, contro una miriade di demoni che i recenti giocatori di Persona riconosceranno senz’altro nell’aspetto.

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Tuttavia, il cammino in solitaria non è contemplato, ottenendo l’abilità di convincere gli altri demoni a unirsi alla nostra causa dopo delle trattative all’interno dei campi di battaglia che vedono coinvolti diversi oggetti, quesiti e i Macca, la valuta di gioco.

Una volta assemblata la propria squadra demoniaca, gli scontri diverranno più equilibrati, con l’obiettivo di creare un assetto di forze e debolezze che possano far fronte alle varie difficoltà sul percorso. Infatti, proprio come nella variopinta serie studentesca, ogni demone ha le proprie mosse, abilità, statistiche e debolezze. Anche il nostro personaggio, in quanto combattente, avrà le medesime caratteristiche, ma saranno regolate da uno specifico elemento, oltre che dai punti distribuibili nei vari valori per ogni passaggio di livello.

Il Magatama, lo strano corpo estraneo che ci ha concesso il potere, è ciò che modificherà il protagonista in termini di crescita e statistiche, ed è possibile intervenire su di esso grazie ai molteplici parassiti che troveremo durante il gioco. È possibile equipaggiarne solo uno alla volta e conferiranno parametri, abilità, crescita, debolezze e resistenze specifiche.

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In altre parole, la scelta del Magatama può essere provvidenziale nei diversi dungeon, e bilanciare i punti spesi per ogni livello, tenendo a mente il possibile intercambio del parassita, si rivela cruciale per un corretto bilanciamento del demone protagonista.

Nel complesso, siamo di fronte ad un sistema a turni molto classico, fatto di barre di salute e mana, in cui sfruttare danni fisici, che influiscono sulla salute massima dell’utilizzatore, e quelli magici di diverso elemento, oltre che abilità in grado di applicare bonus agli alleati e malus ai bersagli, insieme a una serie di possibilità di interazione per ogni demone in grado di essere efficaci o meno nelle conversioni da demoni nemici ad alleati.

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Esattamente come su Persona, potremo formare una squadra attiva di 4 elementi, inclusiva anche di riserve, con la possibilità di far crescere i membri che, oltre ad ottenere nuove mosse e statistiche migliorate, potranno evolvere, cambiando anche d’aspetto. Non solo, in particolari lotti delle ambientazioni di Shin Megami Tensei III Nocturne che visiteremo saremo in grado di fondere i demoni acquisiti tra loro per creare combattenti più potenti al nostro servizio.

Un mondo immerso nel caos

Le ambientazioni di Shin Megami Tensei III Nocturne HD Remaster sono colme di stanze in cui entrare, che possono nascondere diverse possibilità, tra dialoghi utili con le anime del luogo o demoni pacificiper capire dove andare, o forzieri e cubi contenenti oggetti consumabili.

Non solo, stanze più importanti avranno un marchio sulla porta che permette di identificarle distintamente e in cui sarà possibile accedere a servizi importanti, come negozi, spot in cui curarsi e punti di salvataggio, fondamentali per mantenere i progressi poiché una sconfitta richiederà il caricamento di un salvataggio precedente.

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Purtroppo il level design deve fare i conti con il proprio tempo, risultando spesso confusionario e labirintico, una struttura che non tutti, specialmente in ottica moderna, potrebbero apprezzare. Risulta altresì complesso, in molte occasioni, capire dove andare per la progressione narrativa, lasciando vagare il giocatore per molto tempo in balia dell’intuito.

Nelle zone più ampie dedicate all’overworld di gioco, potremo muoverci quasi liberamente senza un percorso preciso, impersonando una pedina con visuale dall’alto per recarci nelle strutture interne delle varie zone dei quartieri di Tokyo che saremo chiamati a visitare in sequenza, sviscerandone gli anfratti mutati dalla Concezione.

Insomma, Shin Megami Tensei III Nocturne si presenta come un titolo esoterico per più di una ragione, complesso per il grado di sfida, ma semplicistico nelle forme e negli intenti. Non siamo chiaramente davanti alla profondità ludica delle produzioni più recenti di Atlus, e la rimasterizzazione punta su tutt’altro, tra accessibilità e qualche miglioria tecnica.

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Nonostante ciò, abbiamo ritrovato il medesimo prodotto di anni fa, con le stesse sensazioni che al tempo ci lasciarono positivamente, forte di una trama intrigante e un battle system appagante per quanto basico, ritrovando quel senso di vintage ruolistico in forma grezza che possiede un fascino tutto suo, catapultando il giocatore in un mondo perverso in cui le sorti dello stesso dipenderanno dalle sue scelte.

Il valore della rimasterizzazione di Shin Megami Tensei III Nocturne

Le vere novità della rimasterizzazione risiedono nell’aspetto tecnico e contenutistico del titolo, che si pongono come veri e propri appigli per coloro che non hanno mai toccato un capitolo della saga dei demoni. Vi abbiamo già menzionato il tasso di sfida tarato verso l’alto di Shin Megami Tensei III Nocturne, e per i giocatori che vogliono godersi esclusivamente la trama e non ricorrere a particolari studi sul gameplay, è stata introdotta la modalità Merciful, che renderà l’esperienza estremamente più semplice sotto il punto di vista ludico.

La rimasterizzazione porta con sé delle migliorie tecniche per rendere appetibile il titolo anche sulle nuove piattaforme, operazione che ci sembra riuscita solo in parte. I modelli 3D e i fondali sono stati rivisitati per una maggior definizione, scontrandosi però con altre componenti della struttura tecnica d’origine, come l’aliasing, specialmente degli ambienti squadrati preponderanti, e le animazioni originali, con un leggero miglioramento dei visi, che accennano un sensibile labiale; senza dimenticare la macchinosità della telecamera e dei controlli del protagonista.

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In aggiunta, un talvolta fastidioso effetto blur durante le esplorazioni di alcune aree, e un blocco di 30 frame al secondo costanti, con nostro dispiacere, non permettono un salto di qualità per la riproposizione del terzo capitolo della saga su PS4, anche per le cutscene in 4:3, la poca nitidezza d’immagine e il mondo piuttosto spoglio in termini di dettaglio, che non rendono Shin Megami Tensei III Nocturne esattamente appetibile per l’audience odierna.

È giusto evidenziare le ottime aggiunte alla produzione, come la possibilità di salvare la partita in ogni momento grazie al “Salvataggio sospeso”, rendendo l’esperienza più accessibile e normalizzata con i sistemi moderni, e la possibilità di accedere ai contenuti aggiuntivi a pagamento, quali la modalità Maniax, che vedrà il leggendario cacciatore di demoni Dante della serie Devil May Cry fare la sua apparizione nell’avventura sovrannaturale, e altri pacchetti dedicati ad ampliare l’esperienza ruolistica attraverso nuovi segmenti di gameplay.

Shin Megami Tensei III Nocturne HD Remaster

Sul fronte dell’audio di Shin Megami Tensei III Nocturne, troviamo un rinnovato doppiaggio in giapponese e inglese, supportato dai sottotitoli in lingue europee, tra cui figura quella italiana, localizzazione molto gradita a fronte della mole di dialoghi e opzioni di gioco. Le ottime musiche del tempo ben contestualizzate hanno contribuito alla rinnovata ascesa demoniaca, esaltando ogni momento peculiare, dall’esplorazione alle battaglie.

Conclusioni

Shin Megami Tensei III Nocturne HD Remaster è un’operazione di rimasterizzazione riuscita a metà, ponendo da un lato le apprezzate funzionalità di semplificazione dell’esperienza, mirata soprattutto a coloro che vogliono approcciare per la prima volta a uno dei capitoli migliori del franchise JRPG di Atlus, e dall’altro una svecchiata grafica e tecnica troppo minimale per dirsi accettabile.

Il capitolo in questione avrebbe meritato sicuramente un trattamento migliore in tal senso, nonostante le premesse di rimasterizzazione di un titolo dei primi anni 2000 siano di per sé limitanti nel processo se la natura del gioco stesso non si presta ad un buon invecchiamento.

Complessivamente, l’esperienza finale non si distacca assolutamente dalle origini, proponendo l’ottimo JRPG che ha contribuito all’ascesa di Atlus, grazie ad una narrativa intrigante e un solido combat system, adattabile e ragionato. Consigliamo il titolo ai fan del genere che sono in attesa di recuperare una pietra miliare del gioco di ruolo giapponese, soprattutto incuriositi dopo un eccellente Persona 5, tenendo a mente che il divario ludico e temporale tra i due prodotti è evidente sotto molti punti di vista.

Chi ha giocato Shin Megami Tensei III Nocturne al tempo, non troverà vere e proprie ragioni per rituffarsi nell’avventura demoniaca, se non un profondo senso di nostalgia, avvalorata ora da sottotitoli in italiano e poche altre migliorie, inclusiva degli spigoli del tempo, affascinanti e letali al tempo stesso.

VOTO: 7

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Mirko Proietti

Mirko Proietti

Videogiocatore dal 1999, all'età di 3 anni la prima esperienza con Mega Drive e PlayStation in contemporanea. Predilige il genere Platform, ma da sempre mantiene una visione a 360 gradi del panorama videoludico. Laureato in comunicazione e orientato allo sviluppo tecnologico, cerca la completezza nella produzione del videogioco, che tende a considerare un'arte vera e propria.

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