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Persona 5 Strikers – Recensione: il Musou dei Ladri Fantasma si fa sequel

Il ritorno dei Ladri Fantasma in Persona 5 Strikers

Un’altra avventura con i Ladri Fantasma di Cuori si è conclusa, dopo aver imparato a conoscere Joker e i suoi amici nel 2017 e ritrovandoli in forma smagliante nella più completa riedizione del titolo Atlus Persona 5 Royal, è il momento del nuovo Persona 5 Strikers, un diretto continuo delle gesta dei nostri eroi della giustizia in uno spin-off sequel mirato ai fan. In mano ai maestri del genere musou, il team di sviluppo Omega Force, Persona 5 Strikers si presenta come un musou classico con meccaniche da RPG integrate che cerca di amalgamare le caratteristiche distintive del titolo originale alla formula del genere di appartenenza.

L’apertura della nuova stagione estiva ha permesso ai Ladri Fantasma di riunirsi, ma nuove anomalie sociali attraggono il gruppo, che forte del senso di giustizia che li ha contraddistinti nella prima avventura si imbarcheranno per un viaggio tra le principali aree del Giappone al fine di risolvere il nuovo mistero che riguarda i cuori delle persone. Noi ci siamo fatti rapire nuovamente dai Phantom Thieves, dalle loro scorribande nel Metaverso e momenti di condivisione, e questa è la recensione della loro ultima fatica.

Tra Metaverso e realtà

Un anno dopo gli eventi dell’originale Persona 5, i Ladri Fantasma si riuniscono per passare insieme l’estate senza doversi preoccupare di distorsioni e problematiche legate alla loro identità, quando nel tentativo di organizzare una piccola uscita, qualcosa attirerà la loro attenzione. Nei panni del ritrovato Joker, ci troveremo ad indagare su alcuni casi sospetti legati a una ragazza artista piuttosto famosa, per la quale tutti stanno stravedendo. Indagando più a fondo nella smania collettiva per la giovane stilista ci imbatteremo in una nuova distorsione, accompagnata dalla comparsa dei nostri peculiari abiti da Ladri Fantasma. Cambiano i metodi di accesso al Metaverso e la forma distorta delle cognizioni che affronteremo ma non la sostanza: arrivare al cambiamento del cuore del bersaglio, facendoci strada attraverso un mare di ombre.

In tutto questo, una nuova intelligenza artificiale sotto forma di app, denominata EMMA, avrà un ruolo cruciale per la navigazione nelle nuove distorsioni che stanno attanagliando l’intero paese. Appreso ciò, il gruppo dei Ladri Fantasma deciderà di mettersi in viaggio facendo tappa nelle location più famose del Giappone in cerca delle cosiddette Prigioni, ovvero le nuove distorsioni causate da soggetti influenti denominati Monarchi.

persona 5 strikers Arsene

Le Prigioni rimpiazzano i vecchi Palazzi che abbiamo imparato a conoscere in quel di Persona 5, e concettualmente siamo di fronte a qualcosa di diverso che necessita di una risposta fatta di tappe importanti. Per questa ragione, il nostro viaggio all’insegna di combattimenti, condivisioni sociali e misteri non poteva non prende il via proprio dall’amato LeBlanc, luogo per eccellenza che ci ha ospitato durante la scorsa avventura da studente trasferito e dove otterremo un mezzo sul quale viaggiare: un camper adibito a ritrovo per tutte le operazioni che riguardano il Metaverso e non solo.

Persona 5, come i suoi predecessori numerati, ha due anime ben distinte al suo interno: la componente slice of life e il gameplay di gioco di ruolo a turni. Insieme, questi due elementi, uniti ad un egregio impianto narrativo che anche in questa iterazione torna a toccare temi importanti dell’attualità, formano un prodotto ludico che ha fatto breccia nel cuore di molti di appassionati. Persona 5 Strikers è concettualmente un musou, e nonostante sia ben inquadrato nel genere stesso, riesce a trattenere alcune delle componenti cardine della produzione principale, dando origine a ciò che può essere definito come un action RPG a tutti gli effetti.

persona 5 strikers cutscene

La componente sociale all’infuori delle distorsioni manca della strutturazione del titolo principale, in cui le interazioni con i compagni non godono della complessità dell’ottimo sistema di social sim che abbiamo imparato a conoscere. Tuttavia, sarà possibile esplorare le varie zone disponibili nelle città che visiteremo, con la possibilità di comprare articoli unici del posto, tra cui ingredienti e ricette utili per cucinare nel nostro camper delle specialità che potremo utilizzare nel Metaverso. Sarà anche possibile interagire con i singoli membri della squadra negli scenari per conversare tra curiosità e stati d’animo ogni qual volta progrediremo nella storia, e a volte ci offriranno degli oggetti locali che variano tra decorazioni per il camper, consumabili e pezzi di equipaggiamento.

Estate prigioniera delle distorsioni

Talvolta saremo chiamati a scegliere con chi passare del tempo in precisi punti della narrativa e completare diverse richieste nel mondo reale per i singoli Ladri Fantasma che possono rafforzare ulteriormente la barra legame del gruppo, che si incrementerà in autonomia ogni qual volta passeremo del tempo con il gruppo, inclusi tutti gli eventi della storia principale. L’incremento di tale indicatore fornisce una serie di punti spendibili per migliorare gli effetti di combattimento ed esplorazione nel Metaverso sotto diversi aspetti, tra potenza magica aggiuntiva, efficacia delle tecniche, e molto altro ancora.

persona 5 strikers opening

La natura da gioco di ruolo action che abbiamo menzionato poco sopra, si manifesta totalmente proprio durante le esplorazioni delle cognizioni. Nelle Prigioni avremo pieno controllo sui Ladri Fantasma in scenari articolati, che pur non brillando nel level design, non mancano di scandire la progressione tra battaglie ed enigmi ambientali, che tende a ripetersi fino al concludersi delle vicende di Persona 5 Strikers. Sebbene l’iter da seguire sia il medesimo per ogni Prigione, la componente ludica effettiva smorza il senso di monotonia della progressione, grazie agli innesti della serie principale ben integrati nella formula classica del genere musou, che ricordiamo inscenare orde numerose di nemici da sconfiggere a suon di combo e abilità.

persona 5 strikers combat system

All’interno delle aree labirintiche che ci ritroveremo ad esplorare, potremo muoverci con grande libertà, utilizzando diversi approcci che riguardano lo scenario stesso per sorprendere le ombre di pattuglia. Esattamente come nel capitolo principale, cogliere di sorpresa un’ombra ci porrà in una situazione di vantaggio ad inizio battaglia. Al contrario, se verremo sorpresi prima di una qualsiasi mossa da parte nostra, il combattimento inizierà con il nostro team stordito per qualche secondo. Una volta smascherata una singola ombra, dovremo sgominare intere orde e qualche mini boss più resistente all’occorrenza, grazie all’ausilio di combo possibili tra attacchi base e speciali, senza dimenticare l’utilizzo dei nostri persona.

I nostri alter ego spirituali possono essere utilizzati per tutto ciò che concerne abilità magiche, fisiche, di cura e di alterazione di stato. Ogni qual volta evocheremo un persona il tempo si fermerà per permettere la scelta dei bersagli da colpire in base al range dell’abilità selezionata, in modo tale da scovare anche eventuali debolezze delle ombre. Come in Persona 5, colpire le debolezze nemiche causerà stordimento e darà la possibilità ai Ladri Fantasma in campo di eseguire un ‘Assalto’ con il quale infliggere ingenti danni al bersaglio e ai nemici circostanti. Non manca in tal senso, la possibilità di sfruttare alcuni oggetti ambientali per eseguire attacchi speciali a zona per ottenere un vantaggio tattico a costo zero, considerando che i punti SP della squadra termineranno abbastanza in fretta in base alla magia utilizzata.

persona 5 strikers brawl

Ecco quindi che potremo optare per il ritorno al mondo reale dai checkpoint sparsi per le Prigioni al fine di ripristinare salute ed energia per poi rituffarci nell’azione. A differenza degli episodi principali, effettuare questa manovra non costerà del tempo nel calendario, che ha perso completamente la sua funzione complementare al gameplay ed è relegato esclusivamente al tenere il conto dello scorrere delle vacanze estive. Dunque non vi è la presenza di qualsivoglia deadline o scelte da compiere, ma siamo di fronte a un sistema completamente lineare.

Una maschera per governarle tutte

Sebbene le poche possibilità all’infuori del Metaverso possano dare la sensazione di un ruolo piuttosto marginale della controparte reale, i veterani di Omega Force hanno cercato assiduamente di non snaturare l’essenza del quinto capitolo della serie, che tra le altre cose mantiene un’estetica invidiabile e le componenti ruolistiche tipiche che hanno contraddistinto l’opera, con la possibilità di sfruttare la ritrovata Velvet Room per fondere nuovi persona al servizio di Joker e migliorarli grazie a punti ottenibili dedicati, previo ottenimento delle maschere durante i combattimenti una volta sconfitte le ombre.

persona 5 strikers cutscene

Purtroppo, va sottolineato che il feedback di alcuni colpi non è proprio soddisfacente, specialmente verso le creature più grandi, e sebbene la formula sia un vero toccasana per il genere musou, il fattore ripetitività tende ad essere preponderante nell’esperienza, specialmente nei cicli di cambio città e nell’iter da seguire fino al risveglio del cuore del bersaglio. Va detto però che ogni componente del team è ben differenziato per kit di mosse a disposizione, persona e armi a distanza, e, forte anche di nuove entry nel gruppo che ne avvalorano l’alchimia, è interessante e quasi obbligatorio svariare sempre tra i 4 componenti attivi per volta che potremo utilizzare, con la possibilità di utilizzare una Staffetta e intercambiare in tempo reale il personaggio giocato con gli altri che saranno governati dalla IA. Ogni ladro fantasma avrà a disposizione anche un attacco speciale simile agli Showtime visti in Royal, utilizzabile previo caricamento di un’apposita barra che darà il via a una sequenza scenica finendo per scagliare un potente attacco a zona, capace di tramortire anche le creature più imponenti.

persona 5 strikers Joker

Persona 5 Strikers presenta tre livelli di difficoltà selezionabili per ogni tipo di sfida, anche se si è rivelato spesso più ostico del normale in alcuni scontri, complice anche un gameplay più ragionato per lo standard del genere, che ci instrada al fare scorta di oggetti utili per il recupero (soprattutto di SP) e mirare spesso alle debolezze, nonché sfruttare combinazioni occasionali con i compagni di squadra per avere la meglio. In quest’ottica, è possibile acquistare nuovo equipaggiamento e ripetere alcuni incarichi secondari, con la possibilità di visitare le Prigioni già affrontate per salire di livello e colmare il gap nelle boss fight più difficili.

Complessivamente ci siamo trovati di fronte a un gameplay interessante, ripetitivo nella progressione, tipicamente musou negli intenti e nella costruzione, con qualche guizzo funzionale e ben innestato direttamente dal titolo d’origine, unito a un comparto narrativo che ancora una volta riesce a tenere incollati allo schermo per circa 40 ore utili per completare la storia principale e qualche richiesta secondaria, funzionale per l’approvvigionamento di risorse di varia natura.

Tecnica Fantasma, tra ombre e stile

Ancora una volta è lo stile a fare da padrone alla nuova iterazione dei Ladri Fantasma di Cuori, grazie ad un’estetica generale accattivante sulle orme del prodotto originale che non manca il colpo, a fronte anche di due modalità grafiche selezionabili in grado di offrire un’esperienza personalizzabile in tal senso, almeno su PS5 in retrocompatibilità, dove abbiamo svolto la prova. Troviamo la modalità che predilige la risoluzione e una che permetterà l’esecuzione del gioco ad un frame rate ancorato a 60 per tutta la durata dell’avventura.

Esplorare le Prigioni, tutte molto diverse tra loro per impatto scenico, con una pronunciata verticalità – ottima per i movimenti furtivi dei Ladri Fantasma – ci metterà talvolta in balia di un level design non particolarmente levigato ma funzionale agli scontri massivi, spesso spigoloso nella struttura e suddiviso in varie aree mutate della realtà, apprezzabili specialmente nel cambiamento estetico rispetto alle controparti reali, seguendo la logica dei Monarchi che le governano, con il ritrovato sistema di allerta e numerosi tesori da rubare. Le aree del mondo reale che potremo visitare sono relegate a piccoli hub divisi in più zone e ricolme di negozi in cui acquistare oggettistica, in cui le possibilità interattive concrete sono ridotte all’osso e sono relegate al parlare con gli abitanti del posto e i nostri compagni, e scoprire in aggiunta dei dettagli in più su alcuni punti di interesse locali.

persona 5 strikers ambush

Tecnicamente parlando, Persona 5 Strikers si tiene in linea con il predecessore senza osare nella costruzione poligonale e mantenendo uno stile grafico ben riconoscibile, rendendo i controlli dei vari membri molto fluidi e responsivi in ottica action, che non vanno sempre d’accordo con la telecamera, che tuttavia possiamo bloccare su un singolo bersaglio. Una funzione molto utile specialmente contro i boss più rapidi. Vale la pena notare un’intelligenza artificiale molto aggressiva nei confronti dei nemici, che sa offrire un buon supporto offensivo, dimenticandosi qualche volta di effettuare cure di emergenza o eventuali abilità utili sul momento.

Grazie al ritrovato adattamento italiano sarà possibile fruire di Persona 5 Strikers in totale accessibilità, vantando di grandi quantità di dialoghi scritti in lingua nostrana senza sbavature di adattamento, mantenendosi in linea con quanto visto in Persona 5 Royal, mentre sarà possibile impostare il parlato in giapponese o in un ottimo inglese, innestato anche nelle ottime cutscene animate presenti. Menzione d’onore per quanto riguarda la colonna sonora del titolo, anch’essa in linea con la produzione originale e forte di riarrangiamenti delle soundtrack più imponenti di Persona 5, con l’aggiunta di nuovi brani capaci di non annoiare mai, dai menù fino alle battaglie finali.

Conclusioni

Persona 5 Strikers, nelle sapienti mani di Omega Force, ha saputo intrattenerci per molte ore in compagnia dei Ladri Fantasma di Cuori, tra città da visitare e Prigioni da debellare, in una formula musou adattata al contesto della serie che sa farsi apprezzare. Tuttavia, il senso di ripetitività della progressione è uno spettro che accompagna il nuovo viaggio del gruppo dall’inizio alla fine, smorzato da una rinnovata narrativa dalle forti tematiche sociali che non mancherà di appassionarvi se avete già sondato l’offerta proposta da Persona 5 e la sua riedizione Royal. Le aggiunte di gameplay tipiche dell’imponente JRPG del 2016 unite al genere musou creano un prodotto solido, che rende più fresca la progressione tra le Prigioni, tutte esteticamente ispirate che condividono però una struttura progressiva meccanica che si scontra anche con un level design non sempre brillante.

Nel complesso, la prova di Omega Force sulla creatura di Atlus ci è parsa estremamente curata e deferente rispetto al titolo originale, tenendo a mente anche la sua natura di sequel spin-off, che si è rivelata la perfetta formula in grado di offrire una nuova avventura agli estimatori e fan di Joker e compagni. Trascorrere di nuovo del tempo con i Ladri Fantasma è stata una bella esperienza, proprio in virtù di ciò che il più recente Persona 5 Royal ci ha lasciato. Persona 5 Strikers raccoglie egregiamente il messaggio e i contenuti cardini del predecessore e li sviluppa sotto un profilo diverso, non propriamente consigliato a coloro cui il genere musou non va particolarmente a genio e che cercano una sfida più lineare come in passato, offrendo una visione ludica che funziona, specialmente nell’ottica di action RPG.

Non possiamo quindi che consigliarlo a tutti i fan accaniti dei Ladri Fantasma, ricordando che per necessità strutturali non siamo al cospetto di un Persona 5 2.0 ma a un ottimo spin-off sequel che rievoca alla perfezione le vibrazioni del suo capitolo di riferimento in compagnia di un cast stellare, ora ancora più avvalorato grazie ai nuovi innesti. Pronti a farvi rubare il cuore ancora una volta?

Voto: 8

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Mirko Proietti

Mirko Proietti

Videogiocatore dal 1999, all'età di 3 anni la prima esperienza con Mega Drive e PlayStation in contemporanea. Predilige il genere Platform, ma da sempre mantiene una visione a 360 gradi del panorama videoludico. Laureato in comunicazione e orientato allo sviluppo tecnologico, cerca la completezza nella produzione del videogioco, che tende a considerare un'arte vera e propria.

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