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Hamilton, il musical sulla nascita degli Stati Uniti arriva su Disney+. Polemiche per il cast di colore

Hamilton

Hamilton, musical di Broadway sulla nascita degli Stati Uniti, è approdato su Disney+

Uscito alla vigilia del 4 Luglio, la festa più patriottica degli Stai Uniti, Hamilton è finalmente arrivato in Italia. Musical pluripremiato ai Tony (gli Oscar di Broadway) in scena dal 2015, ha avuto grande successo, aprendo nel 2017 anche nel West End di Londra e ottenendo l’apprezzamento da numerose personalità.

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La scelta del cast

Una caratteristica peculiare di Hamilton è quella di essere il primo musical quasi interamente interpretato da POC (People Of Color), eccetto alcuni ballerini e ovviamente King George III.

Questo elemento ha scatenato diverse controversie attorno allo spettacolo, alcuni hanno gridato allo scandalo, altri lo hanno accostato ad una “errata rivisitazione” della Storia, altri ancora lo hanno visto come un’azione politica contro il white washing.

In realtà i padri fondatori degli Stati Uniti, coloro che ottennero l’indipendenza e stillarono la Costituzione, erano per la maggior parte quelli che si definirebbero oggi immigrati, nessuno di loro era infatti di origini americane. Prima della definitiva vittoria delle colonie contro l’Inghilterra erano considerati sudditi del re Giorgio, gli USA non esistevano (erano colonie) e di conseguenza non esistevano gli “americani”.

La scelta di far interpretare tutti i protagonisti e gran parte dell’ensemble a POCs è sicuramente una scelta politica, ma forse non quella che si potrebbe vedere oggi alla luce delle rivolte e proteste.

La richiesta specifica che i personaggi siano di colore, latini e asiatici nasce principalmente dalla volontà di lanciare due messaggi ben chiari e definiti, seppur diversi tra loro. La prima dichiarazione è che il mondo dello spettacolo è ancora dominato da una visione “bianca”, ci sono troppi pochi ruoli per persone di etnia non caucasica e questo musical ha lo scopo di aprire nuove parti e dare possibilità a coloro che non hanno mai potuto interpretare la protagonista di Mamma Mia! o Jean Valjean dei Les Miserables.

Un Paese nato sulle spalle degli immigrati

La seconda motivazione è dare visibilità e dimostrare come gli Stati Uniti abbiano le proprie fondamenta sulle spalle degli immigrati: “Immigrants, we get the job done”. La più grande controversia degli States trova luogo nella sua nascita, non furono i nativi a fondarli, bensì immigrati, nella Costituzione si legge:

“We hold these truths to be self-evident that all men are created equal”

(“Riteniamo queste verità auto-evidenti, tutti gli uomini sono creati eguali”)

Nonostante ciò donne e schiavi continuarono a non avere pari diritti. John Laurens aveva come ideale quello creare il primo battaglione di 3.000 uomini neri, all’epoca schiavi, che in cambio della lotta per l’indipendenza avrebbero ottenuto la libertà, era un forte sostenitore dell’antischiavismo e della parità.

Morto in uno degli ultimi scontri con l’esercito inglese non poté mettere in atto il suo ideale e, come dicono nel musical, “Il suo ideale è morto con lui”. Nessuno, infatti, portò avanti le lotte da lui iniziate, lo schiavismo rimase e venne poi sostituito dalla segregazione.

Hamilton era nato nei Caraibi e vi rimase con la madre fino alla di lei morte, mentre il padre scozzese fuggì lasciando il figlio solo e senza possibilità economiche.

La brillante mente del ragazzo lo portò a studiare e leggere in autonomia mentre lavorava, arrivando a guadagnare abbastanza soldi per trasferirsi a New York nella speranza di potersi far valere come combattente della rivoluzione.

Al fianco di George Washington riesce, in particolare grazie alla sua bravura nello scrivere, a ottenere il ruolo di “Segretario del tesoro” creando le basi di quella che è ancora oggi l’economia americana.

Hamilton

Sono state numerose le critiche, in particolare da parte di grandi riviste, fin dall’apertura a Broadway riguardo alla presenza di un cast composto da minoranze, ma questo, alla luce delle attuali proteste Black Lives Matter, va a dimostrare come ci sia bisogno di spettacoli inclusivi di questo tipo.

Iniziative che lancino un messaggio coerente ed efficace, a differenza di molte grossolane decisioni adottate negli ultimi tempi nel mondo dello spettacolo americano (basti pensare ai Simpson). Una cosa è certa, Hamilton dal 2015 continua a far parlare di sé.

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L'autore

Marco Di Pasquale

Terrone trapiantato a Torino. Appassionato di cinema con la c minuscola, fotografia, fumetti e videogiochi. Mematore dilettante e stregone di livello ancora troppo basso per vantarsene in una bio.

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