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Fallout 76: un ex sviluppatore di Obsidian dice la sua sul gioco

Fallout 76

David Lockwood, un tempo parte di Obsidian, vede un grande potenziale in Fallout 76

Fallout 76, il nuovo capitolo della serie a tema post-atomico sviluppata da Bethesda, è ormai in circolazione da diversi giorni; in questo lasso di tempo, ha già raccolto numerose critiche, specialmente da parte degli utenti. Le maggiori note dolenti di questo titolo multiplayer risiederebbero nella grande quantità di bug, oltre il sopportabile, e l’assenza di alcune caratteristiche che hanno reso apprezzata la saga di Fallout.
In ogni caso, non sono tutti negativi i pareri su Fallout 76: David Lockwood, ex sviluppatore di Obsidian Interactive, ha di recente detto la sua opinione sul gioco. Il parere di Lockwood, che ha lavorato su titoli come Pillars of Eternity II: Deadfire and Pathfinder Adventures, non risulta troppo sbilanciato, e tiene in considerazione sia gli aspetti positivi che quelli negativi. Prima di parlarvene, ci sembra opportuno ricordarvi che Obsidian ha sviluppato un capitolo della serie molto amato dai fan, Fallout New Vegas (pubblicato poi da Bethesda).

Fallout 76

Tra pregi e difetti

Innanzitutto, nonostante non si dichiari un grande amante degli MMO, Lockwood ha affermato di essere stato rapito dal titolo. I dubbi che all’annuncio di un Fallout con questa struttura lo attanagliavano si sono presto dissolti. Attualmente lo sviluppatore è al livello 76 (che coincidenza!), ma non accenna a voler smettere di giocare. Riconosce che Fallout 76 presenta moltissimi difetti e falle, ma allo stesso tempo ne vede il “grande potenziale”. È tuttavia preoccupato per le critiche feroci che Bethesda sta ricevendo, perché questo potrebbe scoraggiare gli sviluppatori, che hanno speso 3-4 anni per creare questo titolo, dal portare avanti lo sviluppo post-lancio. Esso risulta invece essenziale per ottenere un’esperienza di gioco accettabile. Lo stesso Lockwood ha detto di non essere riuscito a giocare più di 3 o 4 ore senza subire crash.

Nondimeno, ciò che lo ha tenuto incollato allo schermo è stata l’eccellente “narrazione ambientale”, tipica della serie. Inoltre, sebbene abbia giocato per la maggior parte del tempo da solo, ha trovato molto divertente giocare in cooperativa con sconosciuti incontrati per caso. Lockwood ha trovato enorme soddisfazione nell’aiutare giocatori alle prime armi, fornendogli materiali, munizioni e  progetti di cui non aveva più bisogno; o anche solo dare loro dei consigli utili.
Cosa ne pensate dell’opinione di Lockwood? State giocando anche voi a Fallout 76? Fatecelo sapere, e restate sintonizzati per la nostra recensione del titolo!

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