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Benvenuto in Montana, peccatore – La recensione di Far Cry 5

L’atteso seguito di una delle saghe più amate di mamma Ubisoft, è finalmente uscito

Far Cry 5 ci porta in Montana, in una piccola zona paradisiaca del Nord-America, messa a ferro e fuoco da una piccola setta armata fino ai denti, la quale ha intenzione di portare una stravolta parola di dio a tutti gli abitanti della zona, con le cattive maniere. Sarà riuscita Ubisoft a portare la serie di Far Cry ad un livello successivo rispetto al tanto amato 3° capitolo oppure si tratta della solita minestra riscaldata?

Cosa succede in Montana?

L’inizio ci vede coinvolti nella caccia al “padre”, Joseph Seed, che ha indottrinato  portato sulla strada della guerra una buona parte degli abitanti della valle. Gli “edeniti”, così si fanno chiamare, da semplice gruppo di folli “mangia bibbie” trasformatisi in poco tempo in un vero incubo per gli abitanti di Hope County. Armati fino ai denti, gli edeniti sono una vera e propria milizia armata, al sevizio di Joseph Seed. Accompagnati da un agente federale, Burke, e da alcuni nostri colleghi, fra cui Whitehorse, Hudson e Pratt arriviamo con un elicottero a quella che sembrerebbe essere la base degli edeniti. Una volta atterrati, però, capiamo subito che l’atmosfera è tutto tranne che amichevole ed infatti dopo poco la situazione precipita. Proprio come il nostro velivolo.

L’elicottero, infatti, si schianta al suolo sotto al peso dei fedeli; il Padre che eravamo riusciti a catturare riesce a mettersi in salvo e a catturare alcuni dei nostri colleghi, mentre noi e il federale riusciamo ad uscire dalla carcassa poco prima che il velivolo salti in aria. Ci inoltriamo subito nella fitta foresta, con i seguaci di Joseph che fanno fischiare i proiettili al nostro fianco durante la corsa disperata verso un riparo – questa scena ci ha ricordato molto il prologo di Far Cry 3.

Dopo essere riuscito a riunirsi con l’unico collega sopravvissuto, imbracciamo le armi e cerchiamo di aprirci un varco nelle linee nemiche con un pick-up. Il viaggio però non dura molto: a seguito di uno scontro a fuoco molto duro, infatti, un aereo comincia a martellarci con fuoco di mitragliatrici e bombe. Dopo poco, il nostro mezzo viene sbalzato via da un esplosione, uscendo dalla carreggiata e finendo nel fiume. Anche in questo caso riusciamo a salvarci per un soffio.

L’editor del personaggio e la possibilità di cambiare vestiario… Con qualche piccola citazione.

Poco prima di perdere i sensi, vediamo una presenza sconosciuta trarci in salvo mentre i folli catturano a riva Burke. Dopo esserci svegliati, il nostro salvatore, Dutch – un veterano di guerra isolato dalla famiglia e dalla società a causa del suo rapporto “troppo intimo” con le armi – ci illustra la situazione che si è venuta a creare nella valle a causa dell’Eden’s Gate. Dopo un brevissimo briefing siamo subito pronti, armi in mano, a riconquistare Hope County pezzo dopo pezzo, annientando i seguaci di questa malata setta religiosa e di chi è al suo vertice, cercando nel mentre anche di salvare i nostri compagni rapiti.

Il fine del nostro viaggio di distruzione

L’obiettivo principale del gioco, come già specificato nella lunga introduzione, è quello di liberare quest’area del Montana dall’Eden’s Gate. Ma come fare? A capo della setta troviamo Joseph, il Padre, che potremo raggiungere solo dopo aver sconfitto i 3 membri della sua famiglia che si sono divisi il territorio della valle: John a sud, Joseph a nord e Faith ad ovest. Per riuscire ad ottenere le loro teste dovremo passare un bel po’ di tempo ad aiutare la gente della zona, recuperando avamposti caduti in mano nemica, liberando ostaggi o recuperando risorse, oltre a numerose altre missioni secondarie e obiettivi da scovare nella mappa.

Per scoprire i punti rilevanti della mappa, come avamposti o collezionabili, non dovremo più ricorrere alla solita scalata della torre – solida tradizione Ubisoft – ma dovremo parlare con la gente del luogo. A seguito della liberazione di più avamposti, infatti, la zona ricomincerà ad essere popolata dagli abitanti locali che saranno ben disposti a condividere con noi informazioni utili.

Il sistema di spostamento, arcade ma soddisfacente

Per viaggiare tra una missione e l’altra avremo a disposizione una moltitudine di veicoli terrestri, acquatici e anche aerei, ottenibili direttamente in strada oppure acquistabili nei vari negozi sparsi per tutta la mappa. Il sistema di guida di macchine, ATV e furgoni lo abbiamo trovato, benché molto arcade, molto soddisfacente e spesso un buon motivo per evitare di utilizzare il viaggio rapido.

Un bel viaggio su un idrovolante armato di tutto punto.

Una formula rodata, che è stata affinata ulteriormente

La formula di gameplay utilizzata nel titolo, è la solita degli scorsi capitolo – a partire da Far Cry 3 – ma ovviamente è stata ancor di più affinata. Sia il gunplay che il gioco di coperture risulta essere molto fluido e naturale, ed il feeling con le varie armi – da pistole di piccolo calibro a cecchini calibro 50, è ottimo.

Nemici per “classi”

I nemici che dovremo fronteggiare durante tutta la campagna sono per la maggior parte di “classi” già viste negli scorsi capitoli della serie: soldati semplici, cecchini, arcieri, piromani, juggernaut a cui si aggiungono seguaci in overdose da gaudio, molto più resistenti e quindi più difficili da abbattere oltre alla fauna locale che abita le foreste di questa incantevole valle.

Una schermata del negozio in cui potremo acquistare le nostre armi

Compagni per ogni occasione

A combattere con noi in questa guerra contro la setta dei Seed, ci saranno anche numerosi compagni, a 2 o 4 zampe- tra cui anche una vecchia conoscenza – che ci daranno man forte nel momento del bisogno. Il roster di personaggi è molto vario e ognuno di essi ci aiuterà in maniera differente. Per esempio, se ci troviamo nel bel mezzo di uno scontro a fuoco in cui siamo in netto svantaggio, possiamo chiamare Nick che insieme al suo aereo ristabilisce le sorti della battaglia; oppure, durante un’incursione stealth in un avamposto, l’arco di Jess Black ci darà una mano nel farlo.

L’albero delle abilità aiuterà sicuramente il giocatore nell’arco di tutta la campagna, con punti che potranno essere spesi in skill varie e numerosi gadget che renderanno il nostro personaggio sempre più inarrestabile.

Piccole meccaniche, buon condimento

Sono state aggiunte al gioco numerose piccole meccaniche che garantiscono una maggiore solidità strutturale all’esperienza. Ad esempio, una meccanica permette di ferire in modo grave i nemici mettendo a segno colpi non letali. In questo caso, i nemici entrano in uno stato di KO e nel caso un loro compagno riesca ad avvicinarsi abbastanza, potrebbe iniziare la rianimazione dell’agonizzante malcapitato. Se la rianimazione nemica non viene fermata, il soldato fuori uso torna a combattere.

Prenditi una piccola pausa dalle stragi giornaliere!

Questo nuovo capitolo di Far Cry porta con se anche numerose nuove attività che potremo intraprendere, fra cui la pesca nelle varie zone del montana, da torrenti ad enormi laghi, da piccoli salmoni fino ad arrivare a dei veri mostri con le pinne. Potremo, volendo, dedicarci alla nobile arte del gioco in cabinato grazie al Far Cry Arcade oppure intraprendere itinerari spericolati alla folle ricerca dell’adrenalina nelle sfide di Clutch Nixon. Tuttavia, si ha l’impressione che queste istanze siano appiccicate con la colla stick ad un’esperienza che funzionerebbe benissimo da sola.

Il Dunia Engine 2 affascina ancora, così come il sonoro

Il Dunia Engine 2 ci accompagna da ben 4 capitoli ormai, e sin dalla prima volta ci ha sempre stupito – a partire dagli splendidi mari cristallini e fitta giungla di Far Cry 3 fino ad arrivare ai torrenti e le il paesaggio brullo del Montana in questo Far Cry 5. Ogni volta che dobbiamo o vogliamo ammirare un panorama, sappiamo che il Dunia farà la sua parte.
Le foreste presenti nel titolo sono fra le più affascinanti che abbiamo mai visto e, nei giusti scorci, il sistema di illuminazione migliorato contribuisce a creare dei veri e proprio capolavori fotografici a schermo.

Buono anche il comparto sonoro, che vanta di musiche particolarmente azzeccate dal sapore squisitamente country, che ci terranno compagnia durante i vari tragitti o durante le varie missioni. Nota di pregio all’adattamento ed il doppiaggio in italiano, ciliegina su questa già deliziosa torta.

Quei lingotti d’argento che ci hanno fatto storcere il naso

Nei vari negozi che potremo trovare in tutta la mappa, che siano di armi o veicoli, sarà possibile acquistare con un’altra moneta, oltre ai soliti dollari: i lingotti d’argento.
Tale moneta rappresenta il comparto di microtransazioni del gioco, dunque può essere acquistata con soldi reali – anche se a volte ne troveremo in quantità esigua nelle casseforti. Una possibilità fondamentalmente inutile – e menomale – dal momento che ogni oggetto è acquistabile (senza eccessivo sforzo) tramite la valuta endogena. Oltretutto, i prezzi di suddetta valuta alternativa non sono proprio convenienti, come potete vedere.

In conclusione

Far Cry 5 è in tutto e per tutto un’evoluzione completa di ciò che era Far Cry 3; Ubisoft ha fatto di tutto per portare questo nuovo capitolo ad un livello successivo, partendo da un motore grafico molto migliorato, il quale riesce a dipingere panorami mozzafiato. Le meccaniche si adattano allo stile del giocatore, soddisfano nella fase stealth e convincono anche nella fase più frenetica con un M60 in mano. Far Cry 5 porta ad avere a che fare con villain molto carismatici, che fanno di tutto per restare al passo con quel Vaas Montenegro che ha incantato i videogiocatori nella scorsa generazione. Insomma, questo viaggio in Montana ci ha convinto sotto quasi tutti i punti di vista, ed il voto che gli abbiamo dato lo conferma appieno.

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Far Cry 5

8

Grafica

8.5/10

Longevità

8.0/10

Novità nella serie

7.0/10

Setting

8.5/10

Pros

  • Un Dunia Engine in forma
  • Setting intrigante, nonostante meno esotico rispetto al passato
  • Una formula affinata
  • Un Seed che tiene testa a Vaas

Cons

  • La trama somiglia ad un pretesto per imbracciare le armi
  • Le attività secondarie creano distacco con il vero gioco
  • 8/10
    Gameplay - 8/10
  • 7.5/10
    Trama - 7.5/10
  • 8.5/10
    Comparti tecnico e sonoro - 8.5/10
  • 8/10
    Longevità - 8/10
8/10

Corrado Papucci

Fruitore del mondo videoludico sin dalla nascita, il mio viaggio inizia partendo dalla versione freeware di Wolfenstein 3D e di Lemmings, passando per le mitiche PS2 e PS3 e le loro svariate perle , e termina ritornando ai cari e vecchi dispositivi dotati di mouse e tastiera.
Un gran bel viaggio che spero possa continuare anche verso nuove direzioni e piattaforme. Possibilmente anche economicamente raggiungibili.