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Dragon Ball FighterZ: la recensione

Dragon Ball FighterZ

Dragon Ball FighterZ è appena arrivato e già divide l’utenza

Dragon Ball FighterZ, tratto dall’omonima opera di Akira Toriyama, pubblicato da Bandai Namco e sviluppato da Arc System Works – creatori di Guilty Gear, BlazBlue e Double Dragon – è un picchiaduro 2.5D “vecchia scuola”. Fin dal suo annuncio molti fan della saga hanno storto il naso, soprattutto per quanto riguarda l’assenza dell’ormai consolidata componente 3D. La saga di Xenoverse ha abituato in un certo modo i videogiocatori, ma Arc System Works ha osato ed ha portato la sua esperienza nei picchiaduro in un mondo fatto principalmente di fan service. Dopo aver provato per molte ore il nuovo titolo, possiamo felicemente ribadire che Dragon Ball FighterZ è un prodotto videoludico qualitativamente eccelso.

Pucciosi ed innocui, le poche microtransazioni

Togliamoci subito il sassolino dalla scarpa. All’interno del gioco sarà possibile acquistare delle loot box sotto forma di Capsule della Capsule Corp. L’acquisto riguarderà soltanto alcuni elementi estetici utilizzabili all’interno della lobby e non avranno nessun impatto sul gioco. Le capsule saranno acquistabili tramite Zeni, ovvero la valuta del gioco. Sarà facilissimo acquisire centinaia di migliaia di Zeni completando la Story Mode, L’Arcade Mode e le battaglie in locale. È inoltre presente una valuta denominata Premium Z Coin, trovabile all’interno delle Capsulesi oppure ottenibili scambiando costumi, accessori e oggetti doppi nel proprio inventario. Non sono quindi previste microtransizioni.

Il menu e le modalità di gioco

Aperto il gioco ci troviamo catapultati in una sala d’attesa, la quale contiene altri giocatori online e rappresenta il nostro menu di gioco. Da qui è infatti possibile accedere alle diverse modalità muovendoci nella mappa (stile Xenoverse, ma notevolmente ridotta). Per i più pigri basterà premere un tasto per aprire la selezione delle modalità. Le modalità presenti in FighterZ sono molte, vediamole insieme.

 

 

L’incontro mondiale

Punto cardine dell’online, permette di accedere alle partite classificate o partite semplici contro giocatori del tuo stesso livello (o addirittura più forti, opzione selezionabile). Il livello viene deputato tramite punti battaglia guadagnati sconfiggendo gli avversari o persi nel caso in cui si venga sconfitti.

Allenamento

Classica modalità di training ma con un dettaglio non indifferente. Infatti la sezione dedicata al tutorial è piuttosto scarna ed è incentrata solo su alcune meccaniche di base. Scelta strana considerata l’attenzione che Arc System – soprattutto nella serie Guilty Gear – ha messo nella creazione dei tutorial di gioco.

Arcade

Modalità decisamente interessante per tutti coloro che hanno passato l’infanzia o l’adolescenza a cercare di far apparire il proprio nome nei tabelloni delle sale giochi. La modalità arcade è caratterizzata da tre vie: Via del serpente, Estrema Gravità e Stanza Spirito e Tempo. Ognuna di esse ha un’ampia varietà di team da sconfiggere. Il tragitto di ogni via è contraddistinto dal punteggio ottenuto dal precedente. Infatti, ottenendo più punti, si sale di grado, altrimenti si continua sul tragitto dello stesso grado o inferiore. Il punteggio ottenuto dopo l’ultimo livello coincide con il grado ottenuto. Il grado più alto verrà registrato come miglior punteggio.

Nella modalità arcade sarà possibile sbloccare Goku (SSGSS) e Vegeta (SSGSS). Per farlo basta completare la modalità (vedi immagine), oppure accumulare Zeni.

Battaglia locale

Ebbene sì, come in tutti i picchiaduro è presente la possibilità di sfidare amici e parenti. In FighterZ però si viene premiati: al termine di ogni battaglia in locale si otterrà un quantitativo di Zeni da spendere nello shop.

Selezione dei personaggi

Classifiche

Non poteva mancare la classica schermata della classifica globale. Quante volte, da bambini, avete provato invidia per quell’utente dal punteggio inspiegabilmente smisurato in cima alla lista? Beh, con Dragon Ball FighterZ il fegato può continuare a rodere.

Replay

Decisamente più interessante è la possibilità di guardare e salvare i replay di gioco. Utile per chi volesse ricontrollare i match alla ricerca di errori e perfezionarsi, o per vedere lo stile di combattimento dei migliori giocatori in circolazione.

Negozio

Lo shop di gioco permette di acquistare Z Capsule tramite Zeni o Z Coin. Le capsule conterranno in modo totalmente randomico: personaggi, skin dei personaggi, titoli e motivi per la personalizzazione della tag e commentatori. I commentatori sostituiscono quello base con la voce di uno dei personaggi di gioco (caratteristica comune dei titoli Arc System).

Incontro nell’Arena e Creazione Ring

Sei dentro la lobby e vuoi sfidare una persona al suo interno? La modalità incontro nell’arena ti permette di sfidare tutte le persone presenti nella tua stessa sala d’attesa. Sempre all’interno della lobby troviamo la modalità ring, dove  abbiamo la possibilità di creare una stanza sfida personalizzandola a nostro piacimento attraverso diverse opzioni. Una di esse ci permette di giocare in rete tre contro tre, ma la procedura da intraprendere per accedere a questa tipologia di incontro è un po’ macchinosa. In entrambe le modalità è possibile assistere ai match come spettatore.

Ci sono schiaffi per tutti

Il nome di Arc System Works è pesante nell’industria videoludica, e il marchio distintivo dell’azienda è la qualità maniacale nei suoi picchiaduro e la loro complessità. In Dragon Ball FighterZ la software house ha fatto marcia indietro, sfornando un gameplay relativamente semplice. Le mosse avvengono con semplici combo di tasti, mentre premendo continuamente un solo tasto si creano delle piccole “auto combo” che aiutano il videogiocatore.

Le mosse speciali (super) vengono quasi tutte lanciate con la mezza luna e la pressione di un tasto (R1/RB o R2/RT). La modalità di combattimento è un 3v3 con la possibilità di cambiare Z-Fighter in corso o utilizzarli per attacchi d’assistenza.

Il gameplay raccontato così sembra regalare un’esperienza superficiale e poco distintiva, ma la realtà è tutt’altra. La relativa semplificazione delle combo ha potuto adattare il titolo a un pubblico vastissimo. Se ai principianti è concessa l’accessibilità tramite combo preimpostate, per i più esperti entrano in gioco meccaniche che, a prima vista, sembrano non esserci.

Più profondo di quanto si pensi

Gli occhi più attenti lo avranno notato subito, mentre i neofiti (come il sottoscritto) hanno avuto bisogno di diverse ore per notare il vasto mondo nascosto in FigterZ. Durante la battaglia è infatti possibile concatenare diverse combo tra loro assieme ai compagni di squadra per creare attacchi con assist dalle svariate possibilità. Inoltre è fondamentale analizzare i fotogrammi per poter parare e/o attaccare in maniera vincente e causare non pochi problemi all’avversario. Tutto questo dipende anche dall’abilità con cui si utilizzano i compagni di squadra. Essi, infatti, giocano un ruolo fondamentale nelle battaglie. Grazie ai loro assist si possono creare delle combo potenzialmente letali per l’avversario, nonché concatenare le super.

Naturalmente non mancano i dash, la possibilità di schivare i proiettili ed il teletrasporto alle spalle del nemico (al costo di una barra di stamina).
L’ammontare dei danni recati all’avversario varia in base alle combo utilizzate. Le combo preimpostate affliggono un danno minore rispetto alle combo “originali”. Infatti più a fondo si esplora il combat system e migliori saranno le sinergie tra assistman e danni inflitti.

Ogni mossa richiede un tempismo maniacale: dash, combo, movimenti e assist risultano essere approfonditi minuziosamente per permettere una padronanza del titolo. Naturalmente le variabili sono tante, e per questo FighterZ rimane frenetico ed imprevedibile anche ad alti livelli. Un’altra meccanica interessante è lo “sparkling blast”, la quale permette di annullare per un breve periodo alcuni attacchi avversari con uno scatto e garantirà un piccolo boost d’attacco. Inoltre renderà più veloce lo scambio dei personaggi accelerando il recupero di salute. Sarà possibile utilizzarlo una sola volta per match

Insomma, il videogioco ti permette di spammare colpi o di approfondire il gameplay accedendo ad un mondo competitivo di tutto rispetto grazie alle meccaniche “velate” dei classici picchiaduro. In poche parole mena, ma se sei competitivo devi menare più forte.

Una delizia per gli occhi

La tecnica del Cel Shading risulta sempre vincente nei titoli a tema Dragon Ball, soprattutto se il videogioco è basato sull’Unreal Engine manipolato da Arc System. La mano dell’artista è evidente, FighterZ rispecchia a pieno lo stile grafico della casa di produzione nipponica.

I modelli risultano molto fedeli all’opera originale e le mosse speciali hanno un impatto visivo non indifferente, mentre le ambientazioni sono le classiche che noi tutti conosciamo. Ma c’è una questione che ha acceso gli animi di tutti i fan.

Se da una parte troviamo una schiera di nostalgici del 2D, dall’altra troviamo gli affezionati del 3D. I primi hanno ben accolto la scelta di Bandai di pubblicare un videogioco in 2.5D, mentre gli estimatori dei modelli tridimensionali hanno addirittura reputato il titolo “un’involuzione del videogioco”. Non ci vogliamo soffermare troppo sulla questione, quindi prendiamo le distanze da ambo le parti e vi diciamo che, visivamente parlando, il titolo riesce a distinguersi.

WAIFU SPOTTED

Un videogioco di Dragon Ball è sicuramente un titolo in cui il combattere vale più di tutte le storie. Resta il fatto che la story mode è sempre stata presente ed è stata proposta in modi più o meno fedeli. Gli ultimi videogiochi (Xenoverse e Xenoverse 2) hanno conquistato l’utenza anche per l’originalità tramite la quale la solita storia è stata rappresentata. Questa volta, però, Arc System ha voluto cambiare totalmente le carte in tavola proponendo una modalità storia originale con l’aiuto del maestro Akira Toriyama, il quale ha disegnato appositamente per il titolo un nuovo personaggio: Androide N°21.

Androide N°21 – Personaggio disegnato da Akira Toriyama

La struttura della narrazione

La storia è divisa in 3 archi narrativi, ognuno dei quali presenta diversi capitoli di gioco. Se gli ultimi titoli di Arc System lamentavano poche sessioni di combattimento nella campagna, in FighterZ accade l’esatto opposto: le cut scene sono brevi a favore di una maggiore azione di gioco.

La storia ha una struttura molto semplice e ci ritroveremo, per ogni capitolo, a muoverci con un sistema a caselle in pieno stile “gioco dell’oca”. Alcune caselle presentano dei nemici da sconfiggere prima della Boss Fight del capitolo.

Capiterà di incontrare dei boss opzionali che, se sconfitti, daranno più punti. Nella campagna di gioco sarà infatti possibile livellare i personaggi durante la storia. Il punteggio varia in base ai nemici sconfitti, i quali possono droppare delle abilità da equipaggiare che doneranno dei piccoli boost. Boost alquanto inutili vista la semplicità delle battaglie che affrontiamo, ad eccezione delle ultime fasi di gioco che presentano dei nemici più ostici.

La trama è piuttosto banale e colma di fan service, ma non per questo meno interessante. La storia parla dell’associazione Fiocco Rosso, la quale ha creato dei cloni malvagi dei nostri eroi. Durante la campagna dovremmo soccorrere i personaggi e, così facendo, li recluteremo potendoli usare nel corso della storia.

Piccole ma interessanti

Non mancano però degli spunti interessanti. Completando una boss fight con determinati personaggi possiamo trovare cut scene post battaglia diverse che invogliano il giocatore a rigiocare i livelli con personaggi diversi per scoprire tutte le chicche nascoste nei dialoghi. Un altro elemento gradevole è l’utilizzo degli androidi, spesso passati in secondo piano, come punto focale della storia. Parlando di androidi, come precedentemente citato, ritroviamo Androide N°21: puro fan service derivato dalla matita del maestro Toriyama. Il personaggio sarà giocabile una volta terminata la modalità storia.

Androide N°21

Alla fine, FighterZ sì o FighterZ no?

Arc System Works ha sfornato un gioiellino. La cura maniacale nella realizzazione del titolo è evidente anche dalla rappresentazione fedele delle animazioni dei personaggi e delle loro mosse. La software house, oltre che aver collaborato con Akira Toriyama, ha studiato a fondo l’intera storia introducendo nel videogioco dei personaggi fedeli all’opera del maestro.

Il roster presenta un numero ristretto di personaggi, ma realizzati con un’attenzione minuziosa. Nessuno di essi è così sbilanciato da rendere impossibile l’esperienza di gioco e ognuno è interessante a modo suo. Ho trovato più stimolante utilizzare i personaggi umani come Crilin e Yamcha, rispetto ai classici Goku e Vegeta.

Dragon Ball FighterZ è sicuramente un ottimo picchiaduro adatto a tutti i tipi di videogiocatori che ha portato nell’universo videoludico di Dragon Ball una componente competitiva che mancava. Anche noi ci uniamo al coro e reputiamo FighterZ il miglior tie-in a tema Dragon Ball che sia mai stato prodotto.

 

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9

Gameplay

9.5/10

Grafica

9.0/10

Longevità

9.0/10

Curva d'apprendimento

9.0/10

Bilanciamento

8.5/10

Pros

  • Meccaniche approfondite
  • Nessuna microtransazione
  • Ciò che è tradizionale si ripropone come una potente novità
  • Buona ottimizzazione

Cons

  • La sezione tutorial è scarna
  • Trama un po' banale
Voto Finale
  • 9.5/10
    Gameplay - 9.5/10
  • 9/10
    Grafica - 9/10
  • 9/10
    Longevità - 9/10
  • 9/10
    Curva d'apprendimento - 9/10
  • 8.5/10
    Bilanciamento - 8.5/10
9/10

Simone Mascia

Incantato sin da bambino dall'Arte Videoludica, oggi studia Scienze della Comunicazione e scrive analizzando l'industria. Il suo obiettivo è migliorarsi ogni giorno per offrire un'informazione chiara e concisa, sperando che il suo forte sentimento per questa arte venga recepito da tutti.