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Stand & Powerbank – Guida agli accessori per Nintendo Switch!

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Ecco il secondo episodio della guida agli accessori per Nintendo Switch!

A cura di Samuele Sanesi

In questo secondo appuntamento parleremo dei migliori stand per Nintendo Switch, per avere la migliore esperienza possibile con la modalità da tavolo, e delle powerbank che ci permetteranno di non rimanere mai senza carica quando siamo in mobilità!

Gli stand, tra portatilità ed estetica

Nintendo Switch è progettata anche per essere usata in modalità da tavolo. Di base la console ha il suo stand integrato, ovvero la linguetta che fa da copertura allo slot SD. Non discutiamo la solidità del mezzo: funziona ed è abbastanza stabile. Se volete più stabilità o desiderate più gradi di inclinazione rispetto allo standard, questo capitolo della guida è per voi. Dunque ecco un po’ di soluzioni facili facili, scelte naturalmente nel rispetto della portatilità, dunque niente accessori ingombranti.

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Lo stand integrato di Nintendo Switch!

Gli stand si trovano di tante e forme e di diversi materiali. Un buono stand può essere la cover a libro citata nello scorso articolo, ma ci sono tante diverse soluzioni – alcune di esse richiedono anche la vostra fantasia.

La plastica è la via più diretta, ma c’è di più

Attualmente gli stand più gettonati sono quelli in plastica ripiegabili, degli accrocchi brutti da vedere ma che fanno il loro lavoro. Purtroppo alcune non riescono ad entrare nelle borse più minimali per la console, dunque parliamo di altro. Ci sono stand che ci permettono di non rinunciare al piacere estetico, fatti di materiali migliori e con una silouette molto gradevole. Nel prossimo paragrafo, il mondo tablet e quello Nintendo collidono: molti accessori pensati per i dispositivi di altre case – come iPad, Surface o altri tablet – sono ottimi anche per Nintendo Switch.

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Ecco un famoso stand in plastica!

Stand in alluminio, soluzione che viene dal mondo tablet

Una soluzione elegante e non costosa può essere questa – adottata dal sottoscritto. Uno generico stand per tablet, in alluminio, a 2 snodi con il foro per far passare i cavi sotto la console. Alcuni di questa tipologia vengono venduti assieme ad un applicabile in silicone che aumenta il grip. Oggetti di questo tipo ingombrano davvero poco e restituiscono al tatto un senso di solidità maggiore rispetto alla plastica.

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Lo stand in alluminio usato dal sottoscritto!

Le dimensioni, a meno che non vi rivolgiate a soluzioni più elaborate, permettono il trasporto anche nelle borse flat per Nintendo Switch.  Anche se all’apparenza la superficie di appoggio può sembrare scarsa, per esperienza possiamo confermare che la stabilità è buona – a meno che non abbiate animali in casa, questa è la soluzione. Anche se all’apparenza può sembrare instabile, vi garantisco che è a prova di un Golem che usa terremoto. Non finisce qui…

La stamperia 3D può soddisfare i vostri desideri più reconditi

Le stampanti 3D hanno infinite potenzialità, e proprio parlando di accessori per Nintendo Switch  si esprimono in mille modi. Online si trovano tanti esperimenti fatti da utenti a cui piace “spippolare”, i quali mostrano i loro stand personalizzati. In questo caso il lavoro è più lungo. Un eventuale stand di questo tipo va pensato, disegnato, modellato con programmi appositi e poi dato in pasto ad una stampante 3D.

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Ecco il modello 3D per uno stand autocostruito!

Per fortuna alcuni dei suddetti utenti hanno deciso di rendere pubblici i loro progetti, tra i quali troviamo anche Dock alternative, Joy-Con Grip fantasiosi e cover, oltre che Stand personalizzati. Dei video interessanti in merito sono stati realizzati da Francesco Miceli – “Fraws” di Parliamo di Videogiochi – con i quali potete farvi un’idea della resa finale degli accessori stampati in 3D.

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Ecco un esempio di stand alternativo con stampante 3D!

Le Powerbank, tra ignoranza, prodotti scadenti e oggetti di qualità

Molti di voi sicuramente si sono ritrovati con la console scarica nel mezzo di un lungo viaggio in treno. La domanda sorge spontanea: “Come aumentare la longevità della batteria in mobilità?”. Il primo pensiero è una bella Powerbank: facile da usare e da riporre in una borsa. Questo tipo di dispositivo è diffuso nell’ambiente smartphone, amico dei pendolari e degli utenti più attivi. Chiaro che per scegliere una powerbank adatta occorre tenere d’occhio alcuni parametri. Acquistare con leggerezza espone a pesantissime delusioni, quindi seguite con attenzione.

Quello delle Powerbank è un mondo in continua evoluzione. Può darsi che mentre stai leggendo questo articolo, la tecnologia abbia già fatto progressi.

Parametri da tenere a mente e concetti base, utili per fare l’acquisto giusto

Il caricatore stock della console riporta i seguenti dati 5V/1.5A – 15V/2.6A (V=Volt; A=Ampere). Le Powerbank attualmente sul mercato possono garantire l’efficienza con valori come il primo, ma non come il secondo. Non preoccupatevi, è chiaro che l’ultimo parametro – 15V/2.6A – sia valido per la console all’interno della Dock – o comunque con il caricatore in dotazione – dunque non è di nostro interesse. Invece di suggerirvi il prodotto da comprare, vi insegneremo come riconoscere il prodotto adatto alla vostra Nintendo Switch.

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Il caricatore stock!

Tenete sempre a mente che la maggior parte delle batterie portatili operano al 65% circa della loro capacità. Questo vuol dire che per caricare completamente i 4,310mAh di Switch, avremo bisogno di una Powerbank da almeno 6,630mAh (mAh indica gli Ampere-Ora, ovvero la quantità di carica necessaria per erogare un ampere di corrente per un’ora, ovvero 3600 coulomb). La console monta la tecnologia USB type-c come porta input/output/ricarica ma potete benissimo utilizzare una powerbank con USB A o B, utilizzando cavi con uscite diverse dall’altra estremità.

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Ecco le generalità di USB-C!

Occorre tenere conto di un fatto che tuttavia non è trascurabile: le tecnologie antecedenti a Type-C hanno – nella maggior parte dei casi -un output di 2,4A. Chiaramente ci sono delle eccezioni, dunque suggeriamo di verificare caso per caso. È preferibile acquistare un dispositivo con uscita nativa Type-C, che col cavo giusto garantisca un minimo di 3 A. Parlando del cavo giusto, fate attenzione alle trappole: alcuni cavi type-c da ambe le estremità, ricaricano più lentamente rispetto a dei cavi col vecchio protocollo USB 2.

Quelli che dovete cercare sono dunque USB Type-C con protocollo USB 3.1, attualmente i più veloci sul mercato. Per approfondire la questione dei protocolli, e saperne di più sulle relative velocità, suggeriamo di dare un’occhiata a questo link Wikipedia.

Powerbank di fascia High-End, prezzo alto ma ottima efficienza

Parlando di fascia high-end, che comprende tutte le powerbank che – a fronte di una spesa consistente – offrono il massimo in termini di efficienza, i modelli di riferimento sono due: La Ravpower Powerstation da 20100mAh e la Omnicharge. Chiaramente la spesa per questi due modelli è elevata, ma è anche chiaro che non possiamo aspettarci di caricare una console con le Powerbank di scarsa fattura che si trovano in negozi loschi o a pochi spiccioli online. Una Powerbank va scelta in base alla longevità, la capienza e la velocità di ricarica, prerogative che si presentano in maniera ottimale nei dispositivi sopracitati. Vediamoli nel dettaglio!

La Ravpower Powerstation da 20100mAh: ottima, ma con qualche difetto

Per la bellezza di 80 Sterline, questa Powerbank offre una elevata capacità, che permette all’utente di effettuare più ricariche. Il prezzo è elevato dalla porta di ricarica da 65W – utilizzabile per dispositivi che non supportano USB per la ricarica – l’input da 19V e l’amperaggio di 1,6A. Ricordiamo che, come per molte altre powerbank, questa è efficiente al suo 65%.A fronte di una elevata capacità, la batteria si ricarica in sole 4 ore. Non a caso, questo modello è spesso utilizzato da persone che guidano droni per professione. Conosciamo piloti che riportano un dato rilevante: Nonostante i loro droni siano dotati di rotorini e action cam, non riescono a consumare tutta la carica fornita dalla Powerbank. Ma parliamo di Nintendo Switch, la nostra console. Per la carica, questa Ravpower offre due porte differenti, tra cui quella che ci interessa a noi: la USB-C da 5V/3A.

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Ravpower e e la sua potente Powerstation!

Questo dispositivo però ha tre problemi. Il primo consiste nel fatto che nella confezione non è presente un cavo USB-C to USB-C. L’utente è dunque forzato ad adottare cavi di conversione. Il secondo problema è che – nonostante garantisca una carica veloce – non supporta il protocollo Quick Charge, presente in molti smartphone. Il terzo – il più significativo – è che le dimensioni sono notevoli: 69x69x146mm, che rendono questa Powerbank meno portatile di quanto si pensi.

Omnicharge, una buona soluzione che proviene dal popolo

La seconda opzione e’ la Omnicharge. Si va nel particolare, poiché il dispositivo proviene da un progetto Indiegogo, la famosa piattaforma di crowdfunding. Anche in questo caso dovete essere disposti a spendere molti soldi, a fronte però di un dispositivo estremamente versatile, oltre che potente. La Omnicharge si presenta in una versione standard da 13600mAh ed una versione pro da 20400mAh – quest’ultima dotata di carica wireless. La particolarità di questo dispositivo, nelle sue due versioni, è che l’efficienza raggiunge il 90%, contro il 65% di molte powerbank.

Ciò vuol dire che la versione standard offre una capacità sfruttabile di 12,240mAh, che dovrebbe permetterci quasi 3 ricariche complete della console. Il costo delle Omnicharge è portato in alto anche dal pannello Oled che fornisce le informazioni sulla carica e sul flusso di corrente attraverso i dispositivi collegati. Una soluzione che molti possono ritenere inutile, ma invece utile per non perdere traccia dello status della batteria portatile.

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Omnicharge, un progetto che viene da Indiegogo!

La powerbank – sia in versione standard che potenziata – è dotata di diverse prese, tra cui una standard AC/DC. Questo è un grande pro, perché è possibile caricare praticamente ogni tipo di dispositivo. Non è il nostro caso, ma se volessimo collegare l’alimentatore stock della console alla powerbank, potremmo farlo. In più, le prese type-c di nostro interesse hanno il supporto al rapid charging. La Omnicharge può essere ricaricata tramite il proprio blocco alimentatore in circa 3 ore. Un “di più” interessante è il fatto che la powerbank in questione può essere utilizzata per il traferimento di file da un device all’altro.

Non ci riguarda, ma questa feature rende le due versioni di Omincharge davvero complete. Ahinoi, il prezzo da pagare ammonta alla bellezza di 180 dollari, e non sempre è disponibile per l’acquisto, in quanto di produzione indipendente. I feedback sul web dicono che ne vale la pena, ma capiamo che non è una soluzione per tutti.

Powerbank più accessibili, con compromessi

Non tutti sono disposti a spendere cifre simili per una batteria portatile (Si, le stesse persone che si lamentano della scarsa longevità del proprio iPhone), dunque abbiamo individuato alcune Powerbank più accessibili, economicamente parlando. Non possiamo aspettarci il rendimento complessivo delle sopracitate, ma sicuramente esistono dei buoni compromessi.

Se l’idea è quella di caricare il vostro Nintendo Switch mentre è riposto in uno zaino, dunque non in uso, esistono dei modelli capaci di effettuare la ricarica, seppur lentamente, anche senza spendere decine e decine di sacchi. Con una Anker PowerCore+ 26800, ad esempio, le ore di gioco in mobilità, dalle 3-4 di media, passano alle 20 circa. La Powerbank in questione non rientra esattamente nella fascia economica, ma nemmeno in quella alta. Si può acquistare, con attenzione, a circa 60 Euro.

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Anker PowerCore+ 26800!

Una soluzione che costa sensibilmente meno – con una resa molto minore – è la Anker Powercore 10,000, reperibile per circa 30 Euro. Purtroppo i compromessi sono diversi, a partire dal fatto che non si ottiene una vera ricarica, bensì un prolungamento delle ore di gioco in mobilità. Con qualche accorgimento, si ottengono circa 5-6 ore di gioco aggiuntive – chiaramente in base al gioco. Il test che abbiamo eseguito con Super Mario Odyssey, con la luminosità massima, il volume al 50% e lasciando operativa la scheda di rete, ha dato il suddetto risultato. Dimezzando la luminosità, si ottengono un paio d’ore in più: complessivamente 7.

In conclusione

Prima di darci appuntamento al prossimo episodio della guida, ci teniamo a sottolineare che l’obiettivo dell’articolo non è elencare le “migliori Powerbank per Nintendo Switch”, quanto più fornire gli strumenti per essere in grado di riconoscerle per conto vostro. Come sempre, speriamo di essere stati utili e di aver accresciuto in modo costruttivo la vostra conoscenza. Ci rivediamo nelle prossime settimane con un nuovo episodio. Per qualsiasi dubbio, non esistate a lasciare un commento, al quale risponderemo prontamente.

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Samuele Sanesi

Giocatore da sempre, Game Designer come stile di vita. Caporedattore nel tempo libero (a volte anche in quello occupato). Mangio salutare e bevo tanta acqua, perché i videogiochi tra settanta anni non si giocheranno da soli. Ho predilezione per ogni forma di intrattenimento ludico. Amo la mia città, le tradizioni Italiane e la mia famiglia. Uno dei miei hobby è la critica del Tiramisù. Ho visto navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione.