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The Binding of Isaac: Vita morte e miracoli di un indie

Ecco la recensione di The Binding of Isaac

Col rilascio lo scorso 7 settembre di The Binding of Isaac su Nintendo Switch, il celebre rogue-like di Edmund McMillen (il padre di Super Meat Boy) allarga il suo pubblico dopo essere stato rilasciato già per New 3DS, Ps4 ed Xbox One.

Dalle origini all’ultimo sacrificio

Il gioco è uno dei pilastri della storia degli indie. Nato come flash game ispiratosi ai primi The Legend of Zelda, ha riscosso un grande ed inaspettato successo sin da quel lontano 28 settembre 2011 giorno del suo primo rilascio al grande pubblico. Il gioco si rinnovò in seguito col remake “The Binding of Isaac: Rebirth” , annunciato nel 2013 e rilasciato poi il 4 novembre 2014, cambiando veste grafica ed implementando grosse novità.

La schermata iniziale di questo remake

Il titolo si affermò in modo deciso nelle classifiche di gradimento, presentando solo recensioni estremamente positive su Steam, così McMillen, motivato dal grande amore dimostrato dai giocatori verso la sua opera, aggiunse alla sua “creatura” una nuova ed importante espansione, Afterbirth. Con questo dlc si aggiunsero oltre a nuovi nemici, nuovi boss ed oggetti, anche ulteriori sviluppi di una già parecchio contorta e controversa trama. In seguito venne proposto a Nicalis di realizzare un porting per console portatile e così nel luglio 2015 per la prima volta Isaac approdava su una nuova console e si trattava proprio del New Nintendo 3DS, scaricabile dall’e-shop ed esclusivo per questa console viste le peculiarità grafiche del titolo, inadatte alle vecchie versioni del 3DS. Nel 2016 poi, sbarca finalmente anche per next gen, così Ps4 e Xbox One arricchiscono il loro parco titoli con una vera perla degli arcade.

Delirium, il nuovo boss del dlc Afterbirth +

L’ultima e conclusiva impresa di McMillen fu il dlc finale Afterbirth+, tanto atteso dai fan, ma che ha generato un notevole malcontento in quanto ritenuto da molti poco innovativo e difficile in ciò che ha introdotto, come il tanto odiato Ultra Greed e la sua modalità, la Ultra Greedmode, ma soprattutto Delirium, un boss del quale non si riesce a prevedere le mosse e che non ha un pattern di movimento fisso.
Il contenuto è stato infatti patchato dopo una sola settimana ribilanciando boss e nemici standard.

Ma quali sono le ragioni del successo di questo titolo?

Il sacrificio di Isacco

Di sicuro fra queste possiamo citare la trama, una contorta storia che prende ispirazione dall’episodio biblico del sacrificio di Isacco (The Binding of Isaac appunto) fatta di religione ed esoterismo, che vede il piccolo Isaac, preda di una madre impazzita che cerca di sacrificarlo a Dio per volontà dello stesso. E’ una storia controversa, meglio chiarita dai vari boss incontrati dal nostro piccolo protagonista, come Hush, un feto ancora rivestito dalla placenta, ipotetico futuro genito della mamma di Isaac, lo stesso Delirium, la rappresentazione del vero e proprio delirio pre morte o Mega Satan, l’incarnazione del presunto peccato commesso dal piccolo protagonista.
Il gioco conta ben 20 finali, tutti sbloccabili raggiungendo determinati obiettivi all’interno del gioco e tutti diversi tra loro.

Isaac e sua madre

Gameplay e modalità di gioco

Un altro punto a favore del titolo è la varietà e complessità del gameplay, caratteristica che lo rende tale infatti, è l’unicità di ogni singola partita, grazie ad oltre 500 diversi collezionabili, 14 personaggi sbloccabili, due di questi segreti ed ognuno con delle peculiarità.
In totale abbiamo, contando anche l’ultimo dlc, 2 modalità principali, la partita singola giocabile in normal ed hard, la greed mode, implementata in Afterbirth, la ultra greedmode, aggiunta da Afterbirth+ e ben 35 challenge, diverse tra loro, alcune delle quali veramente difficili.

I personaggi sbloccabili e le modalità di gioco

Mod d’autore

L’ultimo e rilevante aspetto che ha favorito la fortuna del titolo, sono le mod, le quali hanno reso ben più longevo di quanto non fosse già il titolo, e gli hanno dato peculiarità ed innovazioni, la più celebre è Antibirth, riconosciuta addirittura da McMillen stesso il quale si è complimentato coi creatori della mod che sono riusciti a mantenere lo spirito originale del gioco senza stravolgerlo ed aggiungendo nuovi personaggi, bossfight completamente originali e nuovi collezionabili. Ecco tutti i boss presenti in questo contenuto

La celebre mod Antibirth

Conclusioni

Trovare evidenti e grossi difetti in questo gioco è difficile, se escludiamo la mezza delusione del dlc finale, ci si potrebbe lamentare della mancata localizzazione, ma dopo averlo giocato per molto tempo, l’inglese diventa una peculiarità del titolo, potrebbe capitarvi di incontrare qualche bug in una delle infinite run che farete, ma non rovinano l’esperienza di gioco.
In conclusione, The Binding of Isaac è davvero il rogue-like definitivo, i suoi punti di forza sono la longevità, una trama che rende il titolo unico del suo genere, gameplay immediato e un comparto di modding ben affermato, insomma una pietra miliare degli indie che ne ha fatto la storia e consiglio vivamente a chiunque non l’abbia mai giocato di cimentarsi in questo titolo completo e che riesce a dare sfida ad ogni singola partita. Il voto è di

9/10

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Antonio Maddaluno

Cresciuto a pane e videogames, con la passione per la musica ed il cinema.
Fin dalla mia prima console, la Playstation 1, ho capito che sarebbe stato amore eterno. Sono convinto che i videogiochi siano arte e lotterò sempre per difendere questa definizione.
Mi hanno detto che nella vita sarei potuto diventare quello che volevo , ecco perchè adesso scrivo per DrCommodore.it