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I 5 colpi di scena più inaspettati della storia dei manga

Quanto può essere bello un colpo di scena ben realizzato e soprattutto improvviso? Nei film, negli anime, nei libri e nei manga è importante, per la buona riuscita di un’opera, che i colpi di scena siano interessanti e stimolanti per lo spettatore o per il lettore: la loro qualità spesso può cambiare le sorti di un’opera, rendendola migliore se i colpi di scena sono stati curati e inaspettati, ma anche peggiorarla se invece queste scene sono scialbe e altamente prevedibili.

Sicuramente nella storia dei manga vi sono stati numerosi colpi di scena, sia belli che brutti, alcuni più prevedibili, altri completamente imprevisti e inaspettati. Va anche detto che, a mano a mano che una persona guarda anime e legge manga, uno riesce a prevedere meglio certi colpi di scena e situazioni tipiche del mondo giapponese, quindi diventa sempre più difficile “saziare l’appetito” di chi ricerca i colpi di scena più intriganti e spettacolari.

In questa rubrica, abbiamo raccolto 5 colpi di scena che a nostro avviso sono stati i più imprevedibili e inaspettati nella storia dei manga, e che difficilmente i lettori sarebbero stati in grado di aspettarsi.
Ovviamente, per la natura di questa rubrica, ci saranno tantissimi spoiler!

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Bleach: il tradimento di Sosuke Aizen

Bleach, uno dei manga shonen più apprezzati della storia e capolavoro di Tite Kubo, è ricco di scontri all’ultimo sangue dall’intensità raramente replicata in altre opere e colpi di scena soddisfacenti e spiazzanti, ma ce n’è uno particolarmente apprezzato e che nessuno avrebbe potuto prevedere al tempo: il tradimento del capitano della 5a divisione del Gotei 13 Sosuke Aizen.

Siamo quasi alla fine della prima, grande saga di Bleach, quella della Soul Society e del salvataggio di Rukia Kuchiki da parte di Ichigo Kurosaki e dei suoi amici, e Aizen è apparentemente morto: ciò ha causato forti dissidi e scontri tra i capitani e i luogotenenti del Gotei 13, gettando nel caos l’intera Soul Society.

Tutto sembra però risolversi per il meglio quando Ichigo salva Rukia dalla sua esecuzione… Ma ecco che Toshiro Hitsugaya, il capitano della 10a divisione, scopre il brutale assassinio dei membri della camera del 46, con lo stesso Aizen che sopraggiunge pochi istanti dopo, rivelando i suoi malvagi intenti. Rubato l’Hogyoku dal corpo di Rukia, Aizen fugge dalla Soul Society rifugiandosi nell’Hueco Mondo, pronto a formare il suo squadrone di Arrancar per ottenere i poteri di un Dio.

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Death Note: la morte di Elle

Nato dalla penna di Tsugumi Oba e Takeshi Obata, Death Note è un’altra di quei manga che sono entrati di diritto nella storia, grazie a una tensione senza pari e un approfondimento psicologico dei personaggi davvero sorprendente per gli standard dell’epoca, e con uno dei climax più intensi e inaspettati: la morte del detective L Lawliet, meglio conosciuto come Elle.

Dopo che Kira/Light Yagami comincia la sua scia di omicidi, a detta sua giustificati da un senso della giustizia parecchio traviato e malato, viene chiesto l’aiuto di L, un misterioso giovane del quale si conosce poco, se non che è uno dei più grandi detective del mondo, e metterà a dura prova gli intenti omicidi di Light.

Seppur leggermente differente da come succede nell’anime, anche nel manga di Death Note la sorte di L è infausta e inaspettata, perché ancora sembrava che il grande detective sarebbe stato in grado di smascherare Kira, ma viene purtroppo fermato da un abile stratagemma di Yagami e della shinigami di Misa Amane.

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Pandora Hearts: Oz è il B-Rabbit

Pandora Hearts è un manga che passa sempre un po’ in sordina, forse perché non è stato popolare quanto altre opere, ma ciò non nega il fatto che esso sia una delle opere più candide, delicate e che più toccano nel profondo il lettore; e ovviamente, non mancano colpi di scena importanti e assolutamente inaspettati.

Siamo nel pieno di un importantissimo flashback e di una delle scene più importanti dell’opera, dove vengono mostrate più nel dettaglio le memorie di Jack Vessalius, che rivela le sue vere intenzioni e la sua vera natura, molto differente da quella raccontata nella leggenda dell’eroe di Sablier.

Di per sé, la storia di Jack Vessalius e di Lacie è un colpo di scena molto ben scritto e sicuramente difficile da prevedere, ma ciò che più lascia sconcertato lo spettatore è che in realtà Oz Vessalius è lui stesso il B-Rabbit, un peluche di un coniglio reso vivo grazie a Lacie e alla Volontà dell’Abisso. Diventa poi il Chain incaricato da Jack Vessalius della distruzione delle Catene dell’Abisso, ma il piano di Jack fallisce, e l’anima di Oz si trasferisce nel corpo ringiovanito di Jack, mentre il suo potere da Chain viene preso da Alice.

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L’Attacco dei Giganti: il segreto della cantina

Una delle opere più rinomate degli ultimi tempi, grazie anche a una serie animata che sta per mostrare gli ultimi avvenimenti del manga, l’Attacco dei Giganti, creato e disegnato da Hajime Isayama, ha sempre avuto un enorme numero di colpi di scena, soprattutto tragici. Ma una domanda ha sempre attanagliato le menti dei lettori fin dai primissimi capitoli del manga: cosa diavolo c’è nella cantina del padre di Eren?

La chiave della cantina di Grisha Yeager è al collo di Eren fin da dopo la distruzione del distretto di Shiganshina da parte dei giganti, che è anche un motivo per cui nella prima parte del manga i protagonisti sono impossibilitati a tornare. Dopo una durissima lotta contro i Giganti Bestia, Corazzato e Colossale (che costa la vita a Erwin), finalmente il distretto è stato liberato, ed è possibile accedere alla famigerata cantina, con i protagonisti che pensano di trovare i segreti del mondo e dei giganti.

Dopo essere entrati (sfondando la porta, perché la chiave non girava), Eren scopre lo studio di suo padre dove sono principalmente contenute le sue memorie: il contenuto di esse è scioccante, perché si scopre che l’umanità non si è estinta, bensì vive in altre parti del mondo, e Grisha (come molti altri) fa parte di una razza chiamata Eldiani, ghettizzata dai Marleyani (gli altri abitanti) per la loro stirpe maledetta. L’intrigo politico che vi si delinea è macabro e scioccante: senza dubbio, uno dei colpi di scena più spiazzanti di sempre.

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Naruto: il vero motivo delle azioni di Itachi Uchiha

Assieme a Bleach e One Piece, Naruto è stato uno dei manga shonen di maggior successo nella storia, soprattutto grazie anche a una storia intrigante ma non complessa e dai disegni magistrali di Masashi Kishimoto. E, come moltissimi altri shonen, non mancano i colpi di scena, uno fra tutti quello che riguarda le vere motivazioni del fratello di Sasuke Uchiha, Itachi.

Itachi Uchiha ci viene fin da subito presentato come un antagonista schivo e brutale, ricercato a livello internazionale per aver sterminato il clan Uchiha, sterminio dal quale solamente Sasuke è riuscito a salvarsi, risparmiato dal fratello. Apparentemente, le uniche motivazioni di Itachi è che volesse testare le sue capacità in combattimento, e lascia vivo Sasuke solo per poterlo affrontare in futuro.

Ma è solo alla morte di Itachi che si scopre il suo vero piano: il clan Uchiha aveva in mente di tradire e attaccare il Villaggio della Foglia, ma ciò avrebbe causato un’altra Guerra Mondiale Ninja. Per evitare il conflitto, Itachi stermina completamente il suo clan ma risparmiando l’adorato fratellino Sasuke, e fuggendo dal suo villaggio al fine di essere un capro espiatorio e sperando di essere ucciso da Sasuke così che egli potesse essere salutato come un eroe.

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Leggi anche: NON SOLO JUMP: I 7 MIGLIORI MANGA SHONEN PUBBLICATI SU ALTRE RIVISTE

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Riccardo Coda

Riccardo Coda

22 Giugno 1999. Amo l'ignoto, ciò che è poco convenzionale, le storie d'amore smielate e Neon Genesis Evangelion.

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