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Lucca Comics & Games: Zerocalcare ribadisce la propria posizione con un fumetto

Non c’è dubbio che la Guerra Mediorientale sia la questione più importante di questa seconda metà dell’anno 2023. Il problema della coesistenza fra lo Stato d’Israele e le realtà limitrofe, differenti per storia, religione e cultura, si staglia irrisolto sull’Occidente dal 1948 come un oscuro macigno di colpa.

Mentre scriviamo queste righe si consuma la ventottesima giornata di guerra. Gaza City è ancora assediata via terra e bombardata incessantemente. Ad oggi, quasi diecimila morti nella Striscia di Gaza. Al Jazeera riporta raid aerei contro il campo profughi di Jabalia, mentre Hamas accusa Israele di aver colpito un convoglio di ambulanze partito dall’ospedale di Shifa verso il valico di Rafah e in Europa riesplode l’antisemitismo.

Come spesso accade quando l’ora si fa grave, il dibattito pubblico in Occidente si è diramato in maniera rizomatica tramite piattaforme social, testate giornalistiche ed eventi culturali. Ha fatto rumore l’annuncio del fumettista Michele Rech alias Zerocalcare di annullare la propria presenza al Lucca Comics & Games di quest’anno a causa del patrocinio dell’Ambasciata Israeliana alla popolare manifestazione. Dopo le polemiche seguite al suo annuncio, oggi Zerocalcare ha deciso di spiegare meglio la propria posizione come sa fare meglio, cioè attraverso le pagine di un fumetto.

Di Lucca, di morte e d’altre sciocchezze

Elencare qui i successi di Zerocalcare ci sembra superfluo. Potrebbe non essere del tutto inutile, però, ricordare alcune opere tramite le quali ha tentato di uscire al di fuori della comfort zone dei suoi fumetti consueti per abbracciare (sempre fedele al proprio registro, tra la parodia e la malinconia) tematiche di più ampio respiro. Del 2015 è il reportage a fumetti Kobane Calling, nel quale l’autore romano racconta il viaggio compiuto assieme a un gruppo di volontari fino al confine fra Turchia e Siria, a poca distanza dalla città assediata di Kobane, simbolo della resistenza dei curdi del Rojava allo Stato Islamico.

Zerocalcare

Nel 2022 è stato pubblicato invece No Sleep Till Shengal, diario di viaggio nel quale il fumettista ha raccontato la permanenza nel nord dell’Iraq, per testimoniare la vita e le lotte della comunità ezida di Shengal, teatro di un massacro ad opera dei militanti dell’ISIS. Grande successo di vendite, No Sleep Till Shengal è stato il fumetto italiano più venduto nel 2022.

Zerocalcare

Habitué della nota manifestazione Lucca Comics & Games, dove un adattamento teatrale di Kobane Calling era stato rappresentato in anteprima nel 2018, Zerocalcare era atteso anche quest’anno. Ma il conflitto israelo-palestinese scoppiato lo scorso 7 ottobre e il patrocinio dell’Ambasciata Israeliana, concesso alla fiera come riconoscimento culturale per il coinvolgimento dei due artisti gemelli israeliani Asaf e Tomer Hanuka, hanno portato l’artista romano a rinunciare alla partecipazione per quest’anno.

La sua decisione ha sollevato un polverone mediatico e politico, con un effetto cascata che ha coinvolto i social e la politica nazionale e ha portato diversi artisti a interrogarsi sui modi e i luoghi della discussione pubblica. Tra i tanti, si sono espressi giornalisti, cariche dello Stato come il Vicepremier Matteo Salvini e Alfredo Antoniozzi (vicecapogruppo di FdI alla Camera), artisti come Igort, Roberto Recchioni e Tito Faraci, mentre altri autori come Fumettibrutti hanno deciso di seguirlo nel boicottaggio della manifestazione. Stamani, sulle pagine di Internazionale, Zerocalcare ha affidato a un breve fumetto il resoconto della sua sofferta decisione.

Corto circuito

Il fumetto si intitola Corto circuito – Appunti e cronistoria della vicenda Lucca Comics e si apre con una introduzione che chiarisce la necessità di esprimersi ancora per definire meglio la propria posizione in merito, anche per disinnescare polemiche strumentali e avvelenatori di pozzi che hanno a suo dire distorto il messaggio leggendoci antisemitismo e sostegno ad Hamas.

Lo so che parlare ancora di Lucca mentre a Gaza continua incessante il massacro è grottesco, ma al centomillesimo articolo pieno di menzogne che mi mette in mezzo personalmente, io o faccio un fumetto o vado in cronaca.

Nel fumetto, Zerocalcare racconta come il dissidio interiore scatenato dal patrocinio israeliano alla fiera, anche per non venir meno agli impegni presi con i lettori e l’editore, Bao, sia stato in un primo momento risolto con un comunicato congiunto in cui si esprimeva l’intenzione di portare il dissenso all’interno della manifestazione.

zerocalcare

Poi, le voci delle persone vicine al popolo palestinese sono emerse facendo esplodere quella che dal suo punto di vista appare come una contraddizione. Da qui, la decisione di rinunciare alla partecipazione e di comunicarlo prima all’editore e agli organizzatori, poi la pubblicazione di un post sui suoi social per chiarire il senso e lo scopo della propria scelta.

Sono stato a Gaza diversi anni fa, conosco persone che ancora ci vivono e persone che ci sono andate per costruire percorsi di solidarietà, di sport, di hip hop e di writing. Quando queste persone mi chiedono com’è possibile che una manifestazione culturale di questa importanza non si interroghi sull’opportunità di collaborare con la rappresentanza di un governo che sta perpetrando crimini di guerra in spregio del diritto internazionale, io onestamente non riesco a fornire una spiegazione.

Le reazioni al post di Zerocalcare non si sono fatte mancare. Abbiamo citato Salvini, ma Zerocalcare riporta anche le dichiarazioni di Maurizio Gasparri, del vicedirettore del Foglio Maurizio Crippa e di Nicola Porro, con accuse più o meno velate di antisemitismo e di istigazione alla violenza e all’odio, dedicando poi ampio spazio all’articolo di Francesco Merlo che dalle colonne di Repubblica attaccava ieri il fumettista sancendo la sua “somiglianza” ad Hamas e accusandolo tra le altre cose di aver detto “no agli artisti israeliani” (il 31 ottobre scorso Asaf e Tomer Hanuka avevano nel frattempo ritirato la propria partecipazione alla 57esima edizione di Lucca comics & Games proprio per le polemiche politiche innescate dalla questione-patrocinio).

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Diverse firme importanti di Repubblica si sono poi smarcate dall’editoriale di Merlo creando un caso all’interno della redazione del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, in un incredibile effetto-domino che non accenna ad arrestarsi. Lo stesso Zerocalcare riporta un post inviato da Asaf Hanuka all’editore Bao in cui si chiarisce l’intenzione dei due artisti di non trovarsi al centro di un caso politico e si dichiara rispetto per la posizione del fumettista romano, che “ha seguito la propria coscienza così come abbiamo fatto noi”. Corto circuito si conclude con un testo finale in cui Zerocalcare tira le fila di tutto il discorso fatto.

Per me la coerenza non è dire: siccome sono contro il fondamentalismo, allora Israele ha diritto di ammazzare migliaia di palestinesi per vendetta. Per me significare dire che proprio perché considero atroci i massacri subiti dai civili israeliani, non posso che considerare altrettanto atroce la punizione collettiva a cui sono sottoposti i civili palestinesi.

Mentre in Italia il dibattito infuria, ricordando tra le altre cose il rastrellamento del ghetto di Roma come “La pagina più buia della mia città”, Zerocalcare tenta di riportare il discorso sui popoli e sulla necessità di convivere da pari. Il più grande successo del Lucca Comics di quest’anno potrebbe essere stato quello di dimostrare che una fiera dedicata alla cultura può diventare la pietra angolare di un dibattito pubblico su uno degli argomenti di maggior rilievo di questa prima parte di Ventunesimo secolo.

Leggi anche: LUCCA COMICS, I FUMETTISTI ISRAELIANI AUTORI DEL MANIFESTO DELL’EDIZIONE 2023 NON PARTECIPERANNO PIÙ ALLA FIERA

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Manuel Crispo

Manuel Crispo

Medico, vive e lavora a Siena. Scrive un po' di tutto. "La lettura è piacere e gioia di essere vivo o tristezza di essere vivo e soprattutto è conoscenza e domande".

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