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Zerocalcare annulla la partecipazione al Lucca Comics per il patrocinio dell’ambasciata israeliana

Il Lucca Comics & Games non è ancora iniziato eppure già affiorano le prime polemiche sulla fiera. Il celebre fumettista Michele Rech, in arte Zerocalcare, ha infatti deciso di disdire la propria partecipazione all’evento, che si terrà nella città di Lucca dal 1° al 5 novembre, a causa del patrocinio concesso dall’ambasciata di Israele.

Il tremendo e sanguinoso conflitto che vede contrapporsi in Medio Oriente lo Stato di Israele con la Palestina è riuscito a coinvolgere, in un certo senso, anche alla fiera del fumetto più attesa della Penisola italiana.

Zerocalcare abbandona Lucca per l’ambasciata israeliana: “Per me rappresenta un problema”

Con un lungo messaggio affidato a Instagram, Zerocalcare ha deciso di annullare la propria partecipazione al Lucca Comics & Games di quest’anno. Parimenti, il celebre fumettista ha cercato di spiegare le ragioni che lo hanno portato a una simile decisione.

Zerocalcare Lucca Comics 1

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Purtroppo il patrocinio dell’ambasciata israeliana su Lucca Comics per me rappresenta un problema”, così inizia il lungo post di Michele Rech. L’autore mette subito in chiaro e “senza troppi giri di parole” che la causa della sua assenza è proprio il patrocinio concesso al Lucca Comics & Games dall’ambasciata di Israele.

Dunque Zerocalcare procede a riassumere in breve la tragica situazione che stanno vivendo gli abitanti di Gaza, racconta di “due milioni di persone che non sanno nemmeno se saranno vive il giorno dopo”, delle “6000 morti civili” già causate dal conflitto sul fronte palestinese, di “uomini, donne e bambine affamati e ridotti allo stremo in attesa del prossimo bombardamento o di un invasione via terra”. Tutto ciò accade “mentre politici sbraitano in TV […] che Gaza deve essere distrutta”.

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Per il noto fumettista “venire a festeggiare lì dentro rappresenta un corto circuito” che non sa gestire. Egli, comunque, ammette che quello sul manifesto del Lucca Comics & Games è solo un simbolo che, però, rappresenta per molte persone che gli stanno a cuore “la paura di non veder sorgere il Sole domattina, le macerie sotto cui sono sepolti i propri cari, minaccia di essere intrappolati in quel carcere a cielo aperto in cui tanti ragazzi e ragazze sono nati e cresciuti senza essere mai potuti uscire”.

A questo punto, Michele racconta del suo viaggio a Gaza avvenuto “diversi anni fa” e racconta di aver conosciuto persone che ancora vivono e lavorano lì che, adesso, gli chiedono “com’è possibile che una manifestazione culturale di questa importanza non si interroghi sull’opportunità di collaborare con la rappresentanza di un governo che sta perpetrando crimini di guerra in spegio al diritto internazionale”.

Per questi motivi, Zerocalcare ha deciso di non prendere più parte alla fiera, augurandosi che, in un tempo non troppo lontano, ci “possano essere anche i fumettisti palestinesi che al momento non possono lasciare il loro paese”.

Fonti: 1

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