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L’errore di un corriere Amazon costa caro a un fedele cliente: l’intera casa gli viene “disattivata”

Quando si affida l’intera casa ad Amazon attraverso i suoi accessori smart home, è sempre meglio cercare di mantenere un buon rapporto con l’azienda. Questo lo ha provato a sue spese un cliente del colosso americano, che a causa di un malinteso si è visto “spegnere” tutti i dispositivi da essa prodotti per la domotica, come punizione per il trattamento che avrebbe riservato a un loro corriere.

Il protagonista della storia è Brandon Jackson, che ha raccontato la sua bizzarra storia in queste ore sul web. A quanto pare, diverse parti vitali della sua casa intelligente sono state disattivate da Amazon per una settimana, mentre l’azienda investigava uno spiacevole evento avvenuto durante una consegna, mentre non era nemmeno in casa.

Un corriere dell’azienda infatti ha denunciato di aver sentito “commenti di stampo razzista” nei suoi confronti provenire dal campanello intelligente di Amazon che gran parte degli americani utilizza (simile a Ring Doorbell), e che permette di rispondere al campanello anche quando non ci si trova in casa. Dopo questa denuncia, la sua compagnia sarebbe intervenuta in maniera piuttosto drastica, facendo trovare a Brandon un’amara sorpresa il giorno seguente alla consegna.

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Come sono andate le cose

Brandon racconta che, intorno a fine maggio, un pacco è stato consegnato da Amazon presso la sua residenza. Il giorno dopo, però, ha scoperto con gran sorpresa che tutti i dispositivi Amazon presenti nella sua casa non rispondevano più ad alcun comando. Le luci sono tutte state spente, e l’intera casa è stata disattivata ancor prima dell’inizio dell’investigazione da parte dell’azienda.

Brandon ha pensato inizialmente che qualcuno avesse tentato di accedere senza il suo consenso all’account che controlla i dispositivi, e che quella fosse una risposta di sicurezza del sistema. Dopo alcune verifiche, si è reso conto che in realtà non risultava alcuna anomalia nel suo account. Si è dunque rivolto al servizio clienti per risolvere il problema, ed è a questo punto che ha fatto una scoperta assurda.

Al cliente era stata inviata una mail con cui avrebbe dovuto contattare uno dei manager di Amazon. Brandon ha chiamato il numero contenuto sulla mail, dove il manager in questione gli ha domandato se era cosciente della ragione che aveva portato al blocco del suo account. Brandon ne era totalmente ignaro.

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A questo punto, il manager l’ha informato dell’accaduto. Ha riferito a Brandon che il corriere responsabile della consegna del giorno precedente aveva denunciato un increscioso comportamento attuato attraverso il suo campanello intelligente. In particolare, lo accusava di aver fatto commenti razzisti. La cosa bizzarra è che Brandon non era nemmeno in casa al momento della consegna incriminata.

L’uomo è rimasto piuttosto scioccato da tale accusa, considerando che nessuno aveva risposto a quel campanello, e che è stata sfruttata invece la sua risposta automatica. È dunque ricorso ai filmati che, fortunatamente, erano stati registrati dalle videocamere attorno alla sua proprietà. I filmati infatti dimostravano che non c’è stato alcun tipo di “commento razzista”, ma che il campanello si era limitato a rispondere: “Scusi, posso aiutarla?”.

Nei filmati si vedeva il corriere indossare delle cuffie, e probabilmente deve aver capito male il messaggio. In ogni caso, il giorno dopo a questo evento tutti i dispositivi erano stati spenti dall’azienda. Con le prove video, ci sono voluti diversi giorni per riportare tutto alla normalità, e l’accaduto non è stato certo apprezzato dal povero cliente, che adesso pensa di disfarsi di buona parte della sua domotica targata Amazon.

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Camilla Flocco

Camilla Flocco

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