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Cina, i droni intimano i cittadini a rispettare il lockdown: “come in 1984”

Gli eventi degli ultimi mesi, come la guerra in Ucraina e la morte della Regina Elisabetta, ci hanno in parte distratto dalla pandemia da COVID-19. Grazie anche ai vaccini, il coronavirus in parte non fa più paura come prima: in Italia la maggior parte delle restrizioni è stata tolta, e da molti mesi si parla più di “lockdown” e “zone rosse”. Questo però non è valido dappertutto: un esempio è la Cina.

Nella Repubblica Popolare Cinese il COVID-19 è ancora temuto dalle autorità, vista la densità di popolazione in alcune aree del Paese e, soprattutto, l’immagine che la nazione vuole dare al mondo. E così, nella città di Chengdu, capoluogo della regione del Sichuan, il governo ha imposto un lockdown totale, che viene fatto rispettare con controlli rigidi: come per esempio, dei droni che sorvolano la città e sorvegliano i cittadini chiusi in casa.

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Cina e droni

Droni in Cina per sorvegliare i cittadini: come in “1984”

Dalla scorsa settimana i 21 milioni di Chengdu sono costretti nelle loro case in un lockdown “draconiano”, nonostante non si siano registrati morti per COVID-19 nell’area dall’inizio della pandemia. La Cina non è nuova a procedure ferree di questo tipo, come già accennato: basti solo pensare alle misure prese a Wuhan nel gennaio 2020, o al lockdown totale di Shangai della scorsa estate.

Steve Hanke, economista delll’università di Baltimora sta riservando un’attenzione particolare per ciò che sta avvenendo a Chengdu. Su Twitter, per esempio, Hanke ha recentemente condiviso un video di Chengdu, in cui viene mostrato un drone che circola per la città e che intima ai cittadini di “rimanere in casa” visto il lockdown. Una scena per l’economista da “libro di Orwell”:

Il rispetto delle restrizioni deve essere assoluto: tanto che, come riporta ancora Steve Hanke, ai cittadini di Chengdu non è stato permesso nemmeno di evacuare dalle loro case o dalla città durante il recente terremoto avvenuto nel Sichuan. Il lockdown sarebbe dovuto terminare mercoledì scorso, ma il governo ha deciso di prolungarlo per un’altra settimana, con l’obiettivo di “riportare i casi a zero”.

Chengdu tra le altre cose è sede di una delle più importanti fabbriche per Apple, tanto che il lockdown mette a rischio le forniture di iPad e MacBook di tutto il mondo. In generale, come riporta anche Steve Hakek, le misure prese contro il COVID-19 dalla Repubblica Popolare negli ultimi anni hanno minato l’economia cinese, ma non ci sono dati affidabili sul costo che ha avuto il coronavirus in Cina (e, molto probabilmente, non li conosceremo mai)

Fonti: 1, 2, 3

Chengdu

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