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Classroom of the Elite 2 è l’emblema delle pessime condizioni dell’industria dell’animazione giapponese

La seconda stagione di Classroom of the Elite è senza ombra di dubbio uno degli anime più seguiti di questa stagione estiva 2022, con migliaia e migliaia di spettatori in tutto il mondo che attendevano con ansia il ritorno di uno dei titoli più influenti per quanto riguarda il panorama delle Light Novel giapponesi.
D’altronde, come gli appassionati di vecchia data ben sapranno, Classroom of the Elite sin dalla conclusione della sua prima stagione nel Settembre del 2017 è sempre stato etichettato come uno di quei prodotti creati con l’unico scopo di “pubblicizzare il materiale originale” e per tanti anni questa affermazione si è rivelata tristemente veritiera.

Tuttavia, sin da quando il colosso dell’editoria nipponica Kadokawa annunciò l’intento di produrre oltre 40 stagioni animate all’anno, le chance per un ritorno di opere come Classroom of the Elite e di The Devil is a Part-Timer, altro titolo in onda in questa stagione estiva dopo 9 anni di silenzio assoluto, erano nettamente lievitate, fino a diventare realtà per la gioia di tutti gli appassionati che apprezzarono tali prodotti durante il loro esordio e che rimasero scottati per l’assenza di interesse nei confronti di potenziali sequel.

Ciononostante, come abbiamo avuto modo di constatare negli ultimi tempi, l’industria dell’animazione giapponese è da parecchi anni che non naviga in buone acque e questo esponenziale incremento degli adattamenti animati che vengono prodotti ogni anno si è dimostrato nel corso del tempo come una delle cause principali di questa condizione (oltre ovviamente alla pandemia di Covid che ha ridimensionato parecchio le schedule di parecchi studi e produzioni).

Classroom of the Elite

Classroom of the Elite 2 e l’industria degli anime

Come abbiamo detto poc’anzi, il progetto di Kadokawa di produrre oltre 40 stagioni all’anno sta risultando, a lungo andare, deleterio per l’industria dell’animazione giapponese in toto.
D’altro canto è risaputo che sempre meno giovani talenti stanno entrando nel mondo degli anime, vista la pessima nomea che si porta da diversi anni e le tragiche condizioni lavorative e salariali alle quali tali prospetti andrebbero incontro.
Di conseguenza aumentano le produzioni, ma non la forza lavoro a sostenerle, creando un circolo vizioso che va a danneggiare sempre di più le già traballanti fondamenta di quest’industria.

Kadokawa d’altronde, in quanto colosso dell’editoria nipponica, è uno dei membri più importanti, potenti ed influenti del comitato di produzione. La casa editrice ha quindi la forza per imporre le proprie condizioni sulle produzioni di tali adattamenti animati, influenzandone le schedule, e costringendo di conseguenza gli studi d’animazione ad adeguarsi a tali paletti pur di rimanere a loro volta all’interno del comitato e quindi ottenere lavoro in maniera ciclica e continua (con il rischio, altrimenti, di andare incontro a fallimento certo).

Classroom of the Elite 2 viene quindi programmato sotto questa cattiva luce e l’adattamento della seconda stagione viene preso in carico da Lerche, lo studio che si occupò nel 2017 di trasporre la prima parte.
In questa istanza glisseremo sull’adattamento del materiale originale in sé e per sé, dato che è cosa comune per le trasposizioni delle Light Novel tagliare parecchio e riarrangiare molti degli eventi.
Ciò che è più emblematico di Classroom of the Elite 2 è la terribile gestione della produzione delle puntate e ciò riguarda puramente i tempi di produzioni, i fondi stanziati inizialmente dal comitato e la gestione del capitale umano.

Nel momento in cui stiamo scrivendo questa analisi, è da poche ore uscito il 7′ episodio di Classroom of the Elite 2 e la situazione è tutt’altro che rosea; di 7 puntate andate in onda sino ad ora, ben 4 sono state subappaltate (outsourced) a differenti studi d’animazione terzi che hanno dimostrato di non essere all’altezza del compito.
Ciò, inoltre, va a confermare come Lerche non avesse la capacità di caricarsi interamente sulle spalle la produzione di un intero cour (senza considerare il fatto che è già stata annunciata anche una 3′ stagione di Classroom of the Elite).

Tutte queste quattro puntate frutto di outsourcing sono state interamente prodotte da studi cinesi, sintomo di quanto sia stato impossibile per Lerche ottenere un aiuto da parte di qualche altro studio giapponese che fosse in grado di rispettare le schedule o da freelancer internazionali dall’agenda più libera.
Come possiamo vedere qui sotto, per esempio, la 5′ puntata di Classroom of the Elite 2 ha avuto giusto una manciata di animatori chiave e ciò si è tradotto in un episodio veramente statico e macchinoso che ha fatto infuriare persino gli spettatori giapponesi che solitamente pongono poca attenzione a dettagli di questo tipo.

Considerando che abbiamo superato la metà di questa seconda stagione di Classroom of the Elite, molti appassionati vivono con la speranza che Lerche stia tenendo tutte le proprie cartucce per la seconda parte, quella che dovrebbe contenere gli eventi di maggior interesse per i fan.
Ciò, tuttavia, è più una vana speranza che una verosimile realtà; anche le puntate prodotte in-house da Lerche non sono state particolarmente degne di nota in nessun ambito, ma, quantomeno, non hanno sofferto in maniera così evidente delle stesse carenze degli episodi figli dell’outsourcing.

Quindi, anche qualora la seconda metà del cour dovesse essere tutta farina del sacco di Lerche, aspettarsi un incremento della qualità media del prodotto è più una speranza che una reale possibilità.
Anche perchè, come potete vedere qui sotto, anche Lerche non è esente da errori grossolani quando è il proprio turno di lavorare con mano al prodotto.

Per molti spettatori alcune delle manchevolezze o degli errori grossolani che si stanno ciclicamente ripetendo in questa seconda stagione possono risultare a malapena percettibili, ma ad un occhio “allenato” che presta attenzione ai dettagli non possono che far storcere il naso in molteplici occasioni.
Ad esempio, qui sotto vedete 3 frame che (per qualche strano motivo) hanno passato il check da parte del sakkan (direttore dell’animazione) nonostante il primo fosse renderizzato terribilmente, il secondo fosse insufficiente sia sul lato del character design che sulla prospettiva e l’ultimo fosse, beh, semplicemente sbagliato.

Notare i capelli di Kushida (ragazza sulla sinistra)
Un’inquadratura a mezza figura grossolana e sproporzionata
Le comunissime 6 dita

Insomma, se un franchise di estremo successo come Classroom of the Elite si ritrova ad avere un adattamento animato che vive in queste condizioni, la prospettiva per le prossime trasposizioni di Light Novel in cantiere sembra tutt’altro che rosea.
L’intenzione di Kadokawa di portare oltre 40 anime all’anno rischia di appiattire il livello tecnico delle produzioni dei prossimi anni in maniera preoccupante, sacrificando la qualità in nome di una quantità di cui, per la maggior parte, non se ne sente il bisogno.

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Matteo Comin

Matteo Comin

Sono Matteo, scrivo da Desenzano (BS), Studio Scienze della comunicazione e lavoro in un cinema multisala. Sono appassionato, come tutti voi, di tutto ciò che riguarda la cultura nerd, in particolar modo di anime e manga.

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