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Jova Beach Party: spiagge protette distrutte per l’evento ambientalista, di chi è la colpa?

Siamo in estate, ed estate significa per molti anche “Jova Beach Party”. Il festival itinerante di Jovanotti, tenutosi già nel corso del 2019 in 15 spiagge italiane e che ritorna quest’anno in 21 spiagge, è un progetto volto ad intrattenere per 15 giorni i fan attraverso la musica, celebrazioni, proiezioni, tutto godendosi una giornata in riva al mare.

Tuttavia, sin dalle origini del primo evento sono nate molte polemiche da parte degli ambientalisti, i quali hanno subito denunciato come le ruspe utilizzate per spianare l’arenile andassero a deturpare l’ambiente protetto del Fratino, un uccellino in pericolo d’estinzione che abita le spiagge italiane.

In aggiunta a ciò, una questione che ha fatto alzare un vero e proprio polverone da parte delle associazioni e persone interessate all’ambiente riguarda specialmente il comune di Fermo, per diversi motivi. Oltre alla presenza degli animali in via d’estinzione, è scattato l’allarme per la perdita dell’ecosistema dunale che dovrebbe essere soggetto a tutele eccezionali delle amministrazioni locali. Questi elementi naturali erano già stati pesantemente alterati nel 2019, e mentre in questi anni c’è stato modo di effettuare una sorta di restauro, con la tappa del 2022 ogni sforzo pare sia stato vanificato.

jova beach party jovanotti fermo

La denuncia degli ambientalisti sul Jova Beach Party

Su Facebook, il Comitato TAG Costa Mare racconta dal principio l’intera vicenda. Questo comitato è nato il 16 dicembre 2017, e riunisce le maggiori associazioni di protezione ambientale d’interesse nazionale presenti nelle Marche, prendendo il nome di “Torri a Guardia della Costa e del Mare Adriatico”, e riunendo nomi importanti tra cui il WWF, Legambiente, LIPU, MareVivo. Il comitato elabora vari progetti volti ad individuare i siti di maggiore interesse nei vari comuni, e tra essi vi era “Litorale Fermo 2020”, presentato alla Stampa e davanti al Sindaco e Assessori competenti, i quali esaltarono quest’iniziativa.

Quando nel 2019 iniziò a circolare la voce sul Jova Beach Party, evento da svolgere sulle spiagge e con temi di difesa all’ambiente, si seppe che anche il Comune di Fermo si mostrò interessato nell’ospitare il concerto del cantante. Per il Comitato TAG Costa Mare, però, questo evento si preannunciava del tutto incompatibile con i progetti di tutela presentati solo poco tempo prima, e decise di muoversi per evitare che alcuni spazi di costa venissero interessati.

Tuttavia, racconta il Comitato sempre su Facebook, il Comune di Fermo e l’azienda organizzatrice dell’evento, Trident Music, avrebbero fatto credere al WWF che il tutto si sarebbe svolto in un luogo non delicato dal punto di vista naturalistico, deliberando l’affidamento dell’area di Casabianca (area di tutela del Fratino, dov’era ache vietato per ordinanza del Sindaco persino il calpestio) come zona in cui tenere l’evento.

Ed ecco che allora, nel luglio del 2019, le ruspe entrarono sulla spiaggia spianando le dune embrionali e livellando la superficie per la preparazione del concerto, distruggendo l’intera vegetazione dunale e permettendo a oltre 30mila persone di accalcarsi nella zona poco prima vietata anche al normale accesso.

Nel 2020 il Comune di Fermo sembrava però essersi reso conto del danno arrecato, decidendo d’incaricare un botanico per restaurare l’ambiente dell’area, in modo da ricreare il più possibile l’ambiente appena distrutto. Furono traslocate piante, talee, semi di specie rare, tutto con un complesso iter autorizzativo in accordo con diverse importanti enti e donatori di piante protette.

Nel 2021, gli operai incaricati, gli esperti delle aree protette donatrici e le associazioni ambientaliste locali deciso volontariamente di effettuare il restauro ambientale, portando così ad un barlume di speranza nella ripresa della vegetazione dunale negli anni a venire. Grazie alla pandemia, la ridotta frequentazione dei luoghi ha fatto credere che con il tempo ci sarebbe stata la possibilità di tornare ai momenti prima dello scempio avvenuto nel 2019.

Eppure, pare che la storia fosse obbligata a ripetersi: sempre nel 2022 il Sindaco di Fermo annuncia il ritorno del Jova Beach Party, e Casabianca torna ad essere la spiaggia di riferimento. Con una convocazione urgente, il TAG Costa Mare riunisce tutte le Associazioni per chiedere la delocalizzazione in altre strutture adatte, ma mentre il 12 maggio il Sindaco di Fermo con un’ordinanza rinnova la necessità di porre sotto massima tutela l’area di Casabianca fino al 20 luglio 2022, il 17 maggio il Comune di Fermo approva lo svolgimento del Jova Beach Party sulla spiaggia, prevedendo l’entrata delle ruspe il 21 luglio 2022, ovvero il giorno dopo il termine dell’Ordinanza di protezione assoluta.

Come se questo smacco non bastasse, sembra che quest’anno il WWF abbia firmato un’intesa con il Comune di Fermo su questo evento, ed avrebbe inviato inoltre una diffida al TAG Costa Mare vietando loro anche l’utilizzo del suo logo. In un comunicato, essa è anche andata a difendere il concerto dalle accuse degli ambientalisti:

“Ci vediamo costretti a intervenire sulle due tappe del Jova Beach Party di Fermo a causa di una serie di notizie non rispondenti alla realtà che vengono diffuse da alcune settimane, nonostante fossero già state smentite in occasione di un incontro pubblico tenutosi proprio a Fermo lo scorso 28 maggio. Tutte le spiagge interessate dai concerti, compresa quella di Fermo, si trovano in aree fortemente antropizzate dove, quindi, l’impatto delle attività antropiche è purtroppo già molto forte.

Ogni location è stata sottoposta a screening ambientale, una procedura finalizzata ad evidenziare le caratteristiche ecologiche del sito prescelto in termini di habitat e specie presenti, nonché i possibili impatti. Dalle attività di screening ambientale sono scaturite le prescrizioni per gli organizzatori.

Sebbene nel periodo invernale anche quella spiaggia, come tantissime altre, può essere interessata dalla presenza sporadica del Fratino, non vi si registrano nidificazioni dal 2017. Il concerto, in ogni caso e su specifica richiesta del WWF Italia, sia nel 2019 che nel 2022 è stato calendarizzato in una data di “sicurezza” rispetto ad eventuali nidificazioni e ad ulteriore garanzia la spiaggia è stata monitorata costantemente sin dal mese di maggio.”

Secondo Greenme, però, dei fratini avrebbero nidificato nel 2020 in una spiaggia a Porto San Giorgio, vicino la spiaggia di Fermo; inoltre, sembra che questa data di “sicurezza” non sia veramente tale, poiché nei giorni scorsi sarebbero nati due fratini a Ladispoli, luogo vicino a un’altra area interessata all’evento di Jovanotti. essere poi così tanto sicura, considerando che nei giorni scorsi sono nati due fratini a Ladispoli.

E mentre la sezione locale del WWF ha deciso di chiudere per dissociarsi dalle azioni del nazionale, il WWF ha avuto da dire anche su questo, ritenendola una strumentalizzazione volta ad alimentare polemiche da parte di una sezione che non raggiungeva da anni i requisiti di partecipazione e rappresentatività previsti dal WWF. Infine, nel comunicato c’è stato anche spazio per parlare delle dune:

“Non vi è stato il livellamento di nessuna duna. Al riguardo è singolare che alcuni di coloro che nel 2019 avevano denunciato il livellamento di presunte dune oggi ripetano la stessa accusa dal momento che queste certamente non si erano ricostituite in questi 3 anni. Prima degli interventi di predisposizione dell’arenile le piante di valore presenti sono state estratte e messe a dimora per poi essere successivamente ricollocate nel nuovo progetto più specifico per il Fratino e che riguarderà lo stesso tratto dell’arenile, mentre un altro sarà destinato a spiaggia libera al posto di una delle concessioni balneari previste in origine.”

Il WWF ha scelto di supportare la manifestazione anche nel 2019, e quest’oggi sembra essere una dei pochi (se non l’unica) tra tutti gli esperti e le associazioni ambientaliste a dirsi sicura di come quest’evento sia innocuo o non dannoso per l’area dal punto di vista ambientale.

Anche il Codacons si è schierato contro il Jova Beach Party, con il presidente Carlo Rienzi che ha affermato a Adnkronos come sia intollerabile che un evento pubblico dedicato inoltre alla sostenibilità produca disagi e danni sul fronte ambientale.

Jovanotti però si è difeso da tali accuse, e ha annunciato un progetto a favore dell’ambiente che ha come obiettivo pulire 20 milioni di metri quadri di spiagge, laghi, fiumi e fondali, e un piano formativo per più di 250mila studenti, 8 workshop universitari, borse di studio e programmi didattici.

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Marina Flocco

Marina Flocco

Fruitrice seriale di videogiochi, anime, manga, tutto ciò che è traducibile dal giapponese.

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