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The Terminal List, la recensione: il “Memento” tormentato di Chris Pratt

The Terminal List di Prime Video parte con una storia davvero originale, che mescola l’action e la guerra pura al Thriller psicologico, creando un mix sorprendere e decisivo.

Tra i produttori è presente anche Chris Pratt, dove si mette in gioco con questa serie di qui ne è anche il protagonista assoluto. Una delle prove maggiori dell’attore, che tramite espressioni, toni e movenze fisiche riesce ad entrare alla grande nel personaggio di James Reece, ispirato ai libri di Jack Carr.

Quella che inizialmente sembra essere la solita zolfa in cui un Marine va in guerra e distrugge tutto, fin dai primi minuti ci troviamo di fronte ad un’opera più sfaccettata e complessa e proprio per questo la serie presente su Prime Video a partire dal primo di luglio, è promossa a pieni voti.

The Terminal List – il “Memento” tormentato di James Reece

Come è giusto che sia da “protocollo” sono comunque presenti alcuni cliché del genere e proprio per questo la serie è una vera bomba, dato che ne fa un punto di forza. Un Chris Pratt ispirato e in stato di grazia presenta tutta la sua foga al pubblico e picchia talmente forte da distruggere lo schermo.

Un personaggio così complesso e sfaccettato “switcha” dalla guerra più nuda a cruda alla dolcezza più “efferata” dove l’amore per sua moglie e sua figlia inteneriscono il protagonista, che a missione compiuta si rifugia nelle braccia del suo piccolo mondo, composto dalla moglie Lauren e la figlia Lucy.

La trama sarà appena accennata, visto e considerato gli enormi spoiler a cui potremo incorrere se si rivelasse qualche piccolo dettaglio in più, e dato che la serie non è ancora uscita cerchiamo di evitare.

The Terminal List mescola amore e guerra

Una missione di routine si trasforma quindi in qualcosa di più grande, un complotto altamente complesso che inizialmente scombussola e confonde lo spettatore, compreso il protagonista che come accennato dal titolo si ritrova come Guy Pierce in Memento.

La formula del Thriller Piscologico si ispira fortemente a questa “politica” permettendo al pubblico di “giocare” insieme alla storia ed al protagonista, che deve ricostruire e far combaciare dei ricordi confusi e frastagliati, scaturiti da qualcosa di più grande di lui.

Uno dei fattori più interessanti da come potete ben capire, è sicuramente la costruzione e frammentazione mentale di Reece, gestita alla grandissima da Chris Pratt, che questa volta sorprende e non poco.

Un lato tecnico eccezionale e una regia ispirata

Serie di questo calibro e con questa caratura scritturale di certo devono eccellere nella regia, dato il fattore rivelante per la sua controparte action, che deve ovviamente evitare scene confuse e poco ispirate.

Per quanto possa sembrare “semplice” girare film d’azione, la struttura e la coreografia generale deve essere funzionale e amalgamarsi perfettamente alle movenze degli attori, costruendo un “edifico” mattone dopo mattone che deve incastrarsi alla perfezione con fondamenta solide.

The Terminal List questo riesce a farlo e non pecca mai dal lato tecnico, data anche l’enorme mole di ispirazione a livello registico ed anche scritturale, dato che spesso ci troviamo di fronte a frasi e scene molto singolari, che trasudano violenza e anche epicità da tutti i pori.

Un Pratt veramente incazzato mena come un fabbro e per dei motivi che passo dopo passo saranno rivelati riesce a dare un volto malinconico, rabbioso, violento, nubiloso, depresso e a tratti felice al suo personaggio, regalando una performance completa, commovente, decisiva ed efficace.

La sua preparazione a livello fisico e mentale fa presagire un elevato tasso di allenamento da Navy SEAL per prepararsi al ruolo, donando al pubblico un realismo davvero raffinato, coronato, come accennato in questa recensione, da una regia caotica e pulita, dove sono presenti anche alcuni piani sequenza molto efficaci e conformi al complesso della storia.

The Terminal List – Una guerra psicologica

Conclusioni

The Terminal List non ha difetti evidenti, o meglio possono essere soggettivi in realtà, visto che l’unica nota dolente può essere una sceneggiatura iniziale interessante e intrigante che sfocia nel già visto e nel cliché, mantenendo comunque un livello elevato sotto tutti i punti di vista.

Di certo non ci sono personaggi originali e alcuni sono anche stereotipati, ma spesso e volentieri non serve essere Lynch per confezionare un prodotto di ottima caratura se nel roster si hanno delle figure di spicco capaci di dare un tono generale interessante.

Una storia che intrattiene alla grande e anche se spesso banale regala anche dei colpi di scena funzionali e rilevanti, recuperando i punti persi nelle scene ed episodi precedenti. La serie prodotta da Chris Pratt e Prime Video è promossa a pieni voti e vi invitiamo a guardarla se volete qualcosa di interessante da aggiungere al vostro palinsesto televisivo.

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