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La Cina ha paura di Starlink: gli scienziati studiano un piano per abbattere i satelliti

Il servizio satellitare in banda larga di Elon Musk fa ancora parlare di sé, stavolta per la presunta minaccia militare nei confronti della Cina. Le antipatie iniziano quest’inverno, quando i satelliti di Musk avevano incrociato la traiettoria della Stazione Spaziale Cinese Tiangong, costringendola a cambiare rotta per evitare la collisione.

Adesso un gruppo di ricercatori militari afferma che Starlink potrebbe rappresentare più che un piccolo inconveniente per gli astronauti, arrivando perfino a studiare un piano per sabotare e distruggere la rete di satelliti americani.

In un fascicolo su Modern Defense Technology (una rivista cinese destinata ai vertici dell’esercito) vengono infatti elencate le potenzialità belliche nascoste” dei 2000 satelliti in bassa quota di Elon Musk. Secondo i ricercatori guidati da Ren Yuanzhen, Starlink sarebbe in grado di centuplicare la potenza dei segnali di droni e caccia stealth, connettere le truppe di terra agli HQ, ma anche iniziare attacchi orbitali e trasportare carichi militari.

Starlink-Cina-missili

Ecco quindi che viene approntato un piano di difesa: consiste nell’utilizzo di cannoni laser e radiazioni a microonde per impedire le comunicazioni della rete Starlink e causare guasti ai satelliti. Questo metodo viene preferito ai missili perché consente di attaccare in modo anonimo, e sarebbe in grado di “distruggere il sistema operativo della costellazione” senza lasciare prove evidenti.

Starlink contro la Russia

Le preoccupazioni dei cinesi trovano eco quantomeno presso il Cremlino, che aveva reso manifesti i propri affanni con una dichiarazione di Dmitry Rogozvin, capo dell’agenzia spaziale russa Roscosmos ed ex primo ministro. L’alleato di Putin ha accusato Elon Musk di “aiutare le truppe fasciste in Ucraina con Starlink“, aggiungendo poi che Musk avrebbe dovuto “rispondere di ciò che aveva fatto,” provocando così una trafila sui social che ha fatto temere per la vita del miliardario americano.

L’impegno di Starlink sul fronte Ucraino è effettivamente una realtà, e la rete di Starlink viene impiegata perfino in prima linea, al fine di guidare droni ed individuare bersagli da colpire poi con i caccia. Ma neutralizzare i carri armati russi non è l’unica mansione di Starlink, che fornisce un fondamentale collegamento tra il resto del mondo e le zone distrutte dai bombardamenti, le quali si ritroverebbero altrimenti prive di infrastrutture e mezzi di comunicazione, isolate e alla mercé delle bombe.

Il potenziale bellico di Starlink quindi esiste, e nonostante sia improbabile che il miliardario decida di lanciare un attacco contro la Cina, le paranoie degli scienziati non sono del tutto infondate. Per di più Starlink e gli Stati Uniti sono al momento legati da un contratto che affida a Elon Musk il compito di sviluppare tecnologie per l’individuazione dei missili ipersonici, un’arma posseduta da Russia e Cina che il dipartimento della difesa USA non è in grado di contrastare da solo.

Le preoccupazioni degli astronomi

Non solo Russia e Cina hanno da ridire sui piani di Elon Musk, al coro si unisce infatti (per ragioni diverse) la voce degli astronomi di tutto il mondo. La versione finale di Starlink prevede più di 30mila satelliti in orbita bassa, un numero ritenuto da molti davvero troppo alto.

Sempre più frequenti i casi di “photobombing” dei satelliti, che si intromettono tra i corpi celesti e le lenti dei telescopi ostruendo il lavoro degli astronomi. In più ci sarebbero potenziali problemi di interferenza delle onde radio, che riuniscono la comunità scientifica nella richiesta di ridimensionare il progetto Starlink onde evitare di cadere nella sindrome di Kessler, un terribile scenario in cui la Terra sarebbe completamente circondata da macerie orbitanti.

Ulteriori punti di conflitto sorgono col governo francese, che blocca l’ingresso di Starlink nel mercato per timore di favorire un monopolio della rete internet, sollevando anche varie preoccupazioni ambientali tra cui l’inquinamento luminoso.

La rete Starlink è al momento disponibile anche in Italia, che è stata al centro di una controversa dichiarazione di Elon Musk sulle dinamiche della procreazione.

Fonti: HDBlog, DailyMail, Modern Defense Technology

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Enrico Tonon

Enrico Tonon

Sono un tonno romanticissimo che nuota nella rete. Nonostante le pinne, mi ostino ad impugnare tastiere e controller. Ben ferrato in shitposting. Aerodinamico. Giallo.

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