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One Piece e le ispirazioni storiche dietro Gol D. Roger

Nonostante i suoi 1000 e più capitoli, il mondo di One Piece ha ancora tantissimi misteri da svelare e man mano che si va avanti con la storia sembra solo se ne aggiungano altri, mentre le risposte siano ancora fin troppo sporadiche: dalla vera natura dello One Piece (del quale possediamo comunque diversi indizi da cui possiamo supporre di cosa si tratti almeno in generale) fino ad arrivare alla verità sui 100 anni di vuoto e alla natura di personaggi ancora avvolti nel mistero come Im, o il recentemente tanto discusso Joy Boy.

Un altro personaggio del quale molti fan vorrebbero sicuramente sapere di più è Gol D. Roger, figura cardine del mondo creato da Eichiiro Oda che ha dato origine, morendo, alla Grande Era della Pirateria. Della storia di Roger abbiamo diverse informazioni: in particolare, dalla saga di Sabaody, veniamo a conoscenza di numerosi dettagli sui suoi viaggi, sulla sua personalità e i suoi ultimi anni di vita grazie a Rayleigh, suo vicecapitano nella ciurma.

La figura di Roger, però, non è stata completamente inventata da Oda ma per tratteggiare il personaggio l’autore si è ispirato a delle figure storiche realmente esistite, ossia i pirati Henry Avery e Olivier Levasseur, rispettivamente attivi nel ‘600 e nel ‘700. Difficile dire quale sia stato più di ispirazione per Oda, ma è molto più probabile che per realizzare Roger l’autore abbia tratto tanto dall’uno quanto dall’altro.

One Piece Gol D. Roger

Henry Avery, pirata attivo tra il 1659 e il 1717, fu protagonista di quello che secondo molti fu l’atto di pirateria più redditizio della storia e che gli valse anche il soprannome di Re dei Pirati, lo stesso soprannome che Gol D. Roger ottiene dopo aver conquistato l’isola di Laugh Tale.

L’evento che lo consacrò alla storia della pirateria fu un assalto ad un convoglio di 25 navi di Grand Mughal, cariche di merci e tesori a causa del pellegrinaggio annuale alla Mecca. Henry Avery, in occasione del pellegrinaggio, riuscì a riunire le flotte di altri cinque capitani e si mise a capo dell’assalto, formato così da oltre 400 pirati, e riuscì a rubare l’equivalente odierno di circa 93 milioni di sterline in gioielli, pietre preziose e altre merci.

Il tesoro di Henry Avery non fu mai ritrovato ma sappiamo che dopo soli due anni di pirateria il vero Re dei Pirati si ritirò, probabilmente cambiando nome. Sulla sua testa fu posta una taglia di oltre 1000 sterline, e l’uomo divenne il primo ricercato mondiale noto nella storia della pirateria.

Anche il fatto che Henry non fu mai acciuffato può portarci a porre un secondo parallelismo con Gol D. Roger. Anche quest’ultimo, proprio come Henry Avery, nonostante la fama e l’enorme taglia sulla sua testa (5.564.800.000 milioni di berry secondo quanto detto dal capitolo 957 di One Piece) non fu mai catturato: si consegnò piuttosto alla giustizia quando sapeva che la sua vita stava per giungere al termine a causa di una malattia. Ma consegnandosi pronunciò le enigmatiche parole “io non morirò”, perché effettivamente la sua morte e la sua dichiarazione sul patibolo daranno vita alla Grande Era dei Pirati in One Piece e consacreranno la sua figura all’eternità e alla leggenda.

Proprio sulle circostanze della sua morte ruotano le somiglianze col secondo pirata che abbiamo menzionato poco prima, Olivier Levasseur. Come Henry Avery anche Olivier Levasseur fu un pirata estremante ricco il cui nome è associato alla leggenda di un tesoro mai trovato da nessuno e di un codice lasciato dal pirata stesso in punto di morte.

La leggenda narra che di fronte al patibolo Levasseur lanciò la collana contenente un crittogramma in 17 linee che portava al collo e urlando le parole:

“Trovi il mio tesoro, colui che può capirlo! L’ho lasciato in quel posto.”

Queste parole sono quasi identiche a quelle che Gol D. Roger pronunciò, anch’egli di fronte al patibolo:

“Il mio tesoro? Se lo volete è vostro: andate e cercatelo. L’ho lasciato in quel posto.”

Il crittogramma di Levasseur non è mai stato decifrato ma delle ipotesi sostengono che si tratti di un messaggio scritto utilizzando dei simboli appartenenti alla pirateria. Così come il crittogramma non è stato mai decifrato, comunque, neppure l’immenso tesoro di Levasseur, che si stima superasse il miliardo di sterline, è mai stato trovato.

Un ulteriore parallelismo che possiamo tracciare tra il mondo di One Piece e quello della pirateria, e che rafforzerebbe l’idea che Oda si sia effettivamente scontrato e abbia preso spunto dalla figura di Olivier Levasseur, è proprio la presenza all’interno dell’opera dei Poignee Griffe, enormi pietre con delle informazioni scritte in un’antica lingua sconosciuta alla stragrande maggioranza dei personaggi di One Piece.

I Poignee Griffe rossi sono quattro e contengono ciascuno le informazioni per arrivare ad un luogo diverso e che se messi insieme dovrebbero svelare l’esatta posizione dell’isola di Laugh Tale, in cui si trova il tesoro di Gol D. Roger. Al tempo stesso anche il crittogramma di Levasseur, se decifrato, dovrebbe contenere le informazioni per raggiungere il tesoro del pirata. Anche il tipo di scrittura usato nei due, vagamente cuneiforme e quasi geometrico, si somiglia parecchio.

Insomma, l’opera di Eichiiro Oda è disseminata di riferimenti alla reale storia della pirateria e questo fattore non fa altro che renderla più interessante e farci capire quanto l’autore abbia messo l’anima nel creare questo suo vastissimo mondo, del quale non vediamo l’ora di scoprire tutti i misteri.

Per approfondire la storia di Henry Avery e Olivier Levasseur:

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Daniela Reina

Daniela Reina

Studentessa, nel tempo libero viaggia attraverso tempo, spazio e mondi di fantasia in compagnia di qualche buona lettura o serie. Il suo manga preferito è Berserk, l'anime Neon Genesis Evangelion.

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