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Anonymous sottrae a Nestlé 10GB di dati? No, è stata Nestlé

Nestlé è una delle multinazionali più famose al mondo ed è specializzata nella produzione di una grande varietà di beni alimentari, tra cui cereali, caffè, bevande e omogeneizzati.

Negli anni, la Nestlé è stata al centro di numerosi scandali, per citarne solo 2: la questione del latte in polvere per neonati nei paesi del Terzo Mondo che, a detta dell’UNICEF, avrebbe portato alla morte di 1,5 milioni di lattanti ogni anno e quella della riduzione in schiavitù di alcuni lavoratori e dell’utilizzo di manodopera minorile nel Mali.

L’ultimo fatto ad aver destato lo scalpore dell’opinione pubblica è stata la decisione della multinazionale di non cessare la propria attività in Russia, a seguito dell’invasione dell’Ucraina. Proprio questa sarebbe il motivo dietro ad un attacco hacker di Anonymous, che sarebbe riuscito a sottrarre più di 10GB di e-mail e password appartenenti ai clienti della società. Ma le cose non sono esattamente come appaiono.

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Nestlé

Le informazioni “sottratte” a Nestlé

La notizia dell’avvenuto attacco e del successivo “data leak” ai danni della multinazionale è stata resa nota dall’account Twitter @LatestAnonPress, secondo cui “un gruppo di hacker ha rilasciato 10GB di dati dalla compagnia svizzera Nestlé. Questa è la rappresaglia del collettivo per tutte quelle compagnie che svolgono ancora la loro attività in Russia”.

I dati rivelati conterrebbero le e-mail e le password di circa 50.000 clienti della società svizzera.

La smentita di Nestlé

La risposta di Nestlé non è tardata ad arrivare. Questa sottolineato come abbia ridotto sensibilmente la propria attività in Russia: ha sospeso tutti gli investimenti in pubblicità, ha smesso di trarre profitto dalle attività che sorgono in suolo russo e ha interrotto l’importazione e l’esportazione dei prodotti (salvo quelli essenziali per fornire alimenti di prima necessità) verso la Federazione Russa.

Successivamente la multinazionale ha affermato che il data leak non sarebbe opera di Anonymous, bensì deriverebbe da un errore commesso dalla stessa Nestlé. Questa avrebbe infatti pubblicato involontariamente, lo scorso febbraio, alcuni dati (si parla di quasi 6MB, non di 10GB) per un breve periodo di tempo. Di conseguenza è verosimile pensare che Anonymous o non abbia mai lanciato l’attacco informatico o che questo non abbia avuto il successo sperato.

Fonti: HDblog

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