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MacBook Air M1 Recensione

Recensione MacBook Air M1: ne vale la pena a fine 2021?

“Se solo conoscessi il potere del Lato Oscuro!”

Mac vs Windows, una contrapposizione che va avanti da diversi anni, e che non ha mai visto e non vede ancora oggi un vincitore. Diciamolo fin da subito: sono due sistemi operativi con i loro pregi e difetti, non ce n’è uno migliore in assoluto. Semplicemente, a seconda delle proprie esigenze e situazioni, può risultare migliore l’uno o l’altro. Punto. I battibecchi tra una tifoseria e l’altra lasciamoli da un’altra parte.

Ma perché questa premessa? Abbiamo acquistato da poco più una settimana un MacBook Air M1 (2020), più precisamente la versione da 8GB di RAM e 256GB di SSD, Grigio Siderale; e soprattuto, monta ancora la versione precedente di MacOS, Big Sur (11.6). Chi vi scrive proviene da quasi 20 anni di utilizzo di soli computer Windows, e quindi sarà anche un’indicazione delle possibili difficoltà nel passaggio alla piattaforma Apple.

Chiusa questa necessaria parentesi introduttiva, addentriamoci nella recensione di questo MacBook Air M1, per capire se è un valido acquisto per questo 2021 che sta giungendo a conclusione, alle porte del Black Friday e soprattutto delle Festività e del Natale; soprattutto ora che si trova spesso in offerta cifre inferiori ai 1000€, anche a 899€.

MacBook Air M1 Recensione

La confezione e il suo contenuto: la parola chiave è “minimal”

In questa sezione c’è poco da dire. La confezione è molto minimal: troverete molto semplicemente il MacBook Air, un cavo USB-C (su entrambi i lati) di 2 metri e l’alimentatore USB-C da 30W. E basta, non molto altro se non due adesivi con il noto logo Apple e il foglietto anche questo molto spartano come le istruzioni per il primo avvio.

Se da una parte una confezione così “semplice” strizza l’occhio all’ambiente, dall’altra qualcosa in più ci sarebbe potuta stare. Se non un HUB USB-C, data la presenza di “sole” due porte, per lo meno una custodia anche di tessuto o di altro materiale per infilare il computer in zaini e borse senza il timore di graffiarlo.

MacBook Air confezione contenuto

Anche il caricatore poteva starci uno più prestante e per una carica più rapida, come quello da 65W contenuto nella confezione del “fratello maggiore” Pro 13″. Con l’alimentatore da 30W l’Air M1 carica dal 20% al 100% in 2 ore e 30 minuti: sono tante, sì, ma come vedremo dopo, l’autonomia elevata non fa sentire troppo la mancanza di una carica rapida.

Il design di questo MacBook Air: cambiamenti minimi, ma questa volta la ventola non c’è

Di certo questo MacBook Air M1 non spicca per novità nel design: si tratta dello stesso form-factor rinnovato nel 2018 e poi per l’appunto mantenuto fino ad oggi. Se da una parte non necessita di stravolgimenti questo design, avendo linee molto eleganti ed essendo già molto sottile e leggero (parliamo di 1,29Kg), dall’altra però qualche centimetro in meno di cornice sullo schermo non sarebbe guastato. I concorrenti in ambito Windows fanno decisamente meglio nel design: non sfigura l’Air M1, sia chiaro, però confrontato con altri notebook sa un poco di “vecchio”.

L’unica novità è quasi “invisibile” nel form-factor: nei modelli precedenti era presenta una piccola griglia nella parte superiore della tastiera, dove si congiunge allo schermo per far uscire l’aria dalla scocca. Su questo Air M1, invece, è assente. Per una banale motivo: è fanless.

MacBook Air M1 finless

La dissipazione di questo MacBook è totalmente passiva, non c’è nessuna ventola: il silenzio è assoluto. Questo è sicuramente un punto di forza di questo Air M1, specie per chi vuole la massima mobilità e comodità nei viaggi. Sul discorso fanless e temperature ci torniamo dopo parlando delle prestazioni.

La tastiera è la “Magic Keyboard”, solida e piacevole nella battitura; questa sostituisce la vecchia “Butterfly Keyboard”, che ha dato tanti problemi nel lungo periodo ai MacBook per il fragile meccanismo “a farfalla” dei tasti. La retroilluminazione è buona, è facilmente regolabile con un’apposita opzione nel Centro di Controllo del MacBook.

In alto a destra su un piccolo tastino è posizionato il Touch ID: assolutamente fulmineo, forse anche più di altri prodotti Apple dotati di sblocco con impronta.
Altro protagonista è l’enorme TrackPad dotato di Force Touch, uno dei punti di forza dei MacBook in generale. E anche su questo Air M1 la tradizione è rispettata.

MacBook Air M1 tastiera

Con le gesture bisogna farci l’abitudine, soprattutto con il fatto che bisogna “cliccare” sul Trackpad e non semplicemente “toccare” come avviene su altri portatili. Tra le gesture e per l’appunto le sue ampie dimensioni, per un uso “leggero” si può lasciare da parte qualsiasi mouse e utilizzare anche solo il Trackpad.

Soprattutto, i gesti permettono di usare il trackpad con una mano sola. Per esempio, basta cliccare con due dita per simulare il tasto destro, o scorrere in varie direzioni con le dita per aprire il Centro Notifiche o anche per trascinare elementi a schermo. Per un uso non troppo complesso, un mouse diventa superfluo.
E chi scrive parla da persona che ha sempre mal sopportato i touchpad e ha sempre preferito un Mouse Wireless o Bluetooth.

Sui lati è possibile notare le due casse, che restituiscono un sono molto corposo, ottimo ma non eccelso: il Pro 13″ per dire suona leggermente meglio, forse per il maggiore spessore o per componenti più “premium”.

Specifiche tecniche: diamo i numeri

Prima di parlare di altri aspetti di questo MacBook Air M1, ecco le sue caratteristiche tecniche (in GRASSETTO le specifiche del modello recensito).

MacBook Air (M1,2020)
Schermo-13.3″, Display Retina LED;
-2560×1600 a 227ppi;
-Luminosità fino a 400 nit;
-Ampia gamma cromatica P3.
Dimensioni/
Peso
-Altezza: 1,61 cm;
-Larghezza: 30,41 cm;
-Profondità: 21,24 cm;
-Peso: 1,29kg.
Processore (CPU&GPU)Apple Silicon M1: CPU 8-Core, GPU 7 o 8-Core
RAM8GB, 16GB
Archiviazione (SSD)256GB, 512GB, 1TB, 2TB
Connettività Wireless-Wi‑Fi 6 802.11ax;
-Bluetooth 5.0
Porte-Due porte USB Type-C;
-Thunderbolt 3;
-Jack 3.5mm.
Tastiera/ Trackpad-Magic Keyboard retroilluminata con 79 tasti,
compresi 12 tasti funzione e 4 tasti freccia;
-Trackpad Force Touch
Touch ID
Touch BarNo
Batteria/ autonomia-Batteria da 49,9Wh;
-Fino a 18h di riproduzione video (con Apple TV).
VideocameraFaceTim HD (720p)
AlimentatoreAlimentatore da USB-C da 30W
Per le specifiche complete, LINK al sito Apple

“È un bello schermo, un Santo, un apostolo!”

Si sa che a Apple piace usare paroloni (efficaci) in un marketing (di successo) per descrivere le caratteristiche dei propri prodotti, come per esempio “Display Retina” per questo MacBook Air M1. La risoluzione è di 2560×1600, con una densità di 227 ppi; è anche il primo Air a supportare la gamma cromatica P3, che garantisce “più colori” rispetto a uno schermo sRGB.

Il risultato concreto di tutti questi numeri, nella pratica, è eccellente: lo schermo è davvero bello, la densità dei pixel è superiore alla stragrande maggioranza dei portatili della stessa fascia di prezzo. Un display di una qualità del genere si trova solo su portatili dai 1000/1200€ in su (anche nei prezzi “street price”). C’è anche un trattamento antiriflesso molto efficace, utile in presenza della luce del sole o di altre fonti artificiali.

MacBook Air M1 Schermo
“Ciao Peter”

Il processore M1 e le prestazioni: ARM fa la differenza nel rapporto prestazioni/consumo energetico..

Il 22 giugno 2020 la casa di Cupertino aveva annunciato l’inizio della transizione dei propri Mac dalla piattaforma Intel ai processori ARM Apple Silicon. I primi prodotti dotati del nuovo chip proprietario M1 sono stati proprio il MacBook Pro 13″, il Mac mini e, per l’appunto, il MacBook Air 13″, presentati nel mese di novembre 2020. La transizione durerà due anni circa, a detta di Apple, durante i quali gli sviluppatori potranno scrivere le loro applicazioni e programmi per essere compatibili nitidamente con i nuovi chip ARM, e la stessa di casa di Cupertino rinnoverà la sua line-up con prodotti dotati di Apple Silicon, sostituendo gli attuali Intel. Dopo i citati prodotti M1, poche settimane fa sono arrivati anche i nuovi MacBook Pro 14″ e 16″ (ma parliamo di prodotti di fascia “ultra premium” e per professionisti).

MacBook Confronto Modelli

Tornando al MacBook Air, la “svolta” di questo portatile e di tutti i Mac di casa Apple sta proprio nel passaggio alla piattaforma ARM, la quale garantisce un rapporto consumi/prestazioni migliore rispetto all’architettura x86.

L’Apple Silicon M1, che è il cuore pulsante di questo Macbook Air ne è una prova. Il processore, a 5 nanometri è composto innanzitutto da una CPU a 8-Core: 4 sono gli Icestorm ad “alta efficienza”, sempre attivi e a bassissimo consumo; gli altri 4 sono i Firestorm per “performance” più elevati, e si attivano insieme agli Icestorm per fornire prestazioni più elevate.

Le altre componenti sono la GPU da 7-Core (così nella nostra configurazione; 8-Core per la versione più costosa), i 16-Core dell’NPU (Neural Processing Unit); ma soprattutto, uno degli aspetti che rendono così efficienti gli Apple Silicon è la Memoria Unificata: come si traduce questo in parole “povere”? In sostanza, CPU e GPU possono accedere alla stessa quantità di RAM, che è per l’appunto condivisa tra le due componenti.

Componenti M1

Ma tutti questi numeri come si traducono nel quotidiano? Si vedono i risultati di tale efficienza e velocità? In una parola: Sì.

In un uso medio come molte schede di Safari aperte (anche 10), video di piattaforme streaming e/o YouTube in riproduzione, e anche Word aperto in modalità Split View, il MacBook Air non ha mai un’incertezza, nessun lag; è sempre affidabile e veloce nell’aprire e nel recuperare le varie schede del browser e dei programmi, anche per l’appunto avendo “solo” 8GB di RAM (nel modello da noi recensito).

Lato RAM però attenzione: per un utilizzo come di colui che scrive (appunti, navigazione web e streaming), 8GB possono anche bastare tranquillamente, non si arriva mai a un punto critico. Ma se volete fare un utilizzo più pesante, come editing video, Photoshop, Final Cut ecc, 16GB di RAM potrebbero diventare imprenscindibili.
Sempre a proposito della RAM, non abbiamo registrato problemi di “memory leaks” con il nostro MacBook Air: un bug di MacOS che è stato rilevato da diversi utenti, specie dopo l’aggiornamento a Monterey (qui per saperne di più).

..garantendo un freddo M1 e un’ottima autonomia

Come detto, l’efficiente rapporto prestazioni/consumi ha anche un riscontro positivo nelle temperature: questo MacBook Air M1 (sempre come ribadito in un uso medio-intenso) rimane freddo, o appena tipiedo, così che non dia mai fastidio se appoggiato sulle gambe mentre si è in viaggio o sul divano.

Apple ha costruito un Air M1 fanless non per risparmio sulla componentisca o per differenziarlo dal “fratello maggiore” Pro 13″: lo ha fatto perché in effetti può viaggiare tranquillo senza ventole, la dissipazione passiva fa il suo egregio lavoro.
Certo: come per il discorso sulla RAM, i testi hanno dimostrato che in effetti che l’Air M1 perde prestazioni con un uso davvero pesante. Ma come detto, per un utilizzo base e medio-intenso, l’essere fanless è un vantaggio piuttosto che una mancanza.

MacBook Air M1 Batteria

Tutto ciò si ripercuote in positivo sul discorso autonomia. Apple dichiara per questo Air M1 una durata della batteria di 15 ore di schermo attivo navigando su internet sostanzialmente, e 18 ore con la riproduzione video/streaming su Apple TV+. Sono numeri riscontrabili nella vita reale? No, ma non sono così distanti da un utilizzo “concreto.

Infatti, in questi giorni abbiamo notato una certa costanza nella batteria di questo MacBook Air, e più o meno sono tre le durate possibili nella realtà (in tutti e tre gli scenari illustrati la luminosità era impostata poco sotto la metà; Wi-Fi e Bluetooth erano costantemente accesi; la retroilluminazione della tastiera quasi sempre attiva):

  • 15/16 ore: utilizzando solo Microsoft Word per la scrittura di un documento. Questo è il caso che si avvicina di più alle stime indicate da Apple sul suo sito;
  • 12/13 ore: quest’autonomia si può raggiungere con due utilizzi. Il primo, è la navigazione web con Safari, anche con varie schede aperte, e con in costante riproduzione in backgruond video di YouTube. Il secondo, è la riproduzione streaming: utilizzando Netflix, per esempio, si raggiungono quelle ore di schermo;
  • 11/12 ore: utilizzando Microsoft Teams seguendo delle lezioni in diretta. Sempre 11 circa utilizzando un’applicazione come PS Remote Play, già compilata per i processori Apple Silicon tra l’altro.

Le nostre sono stime raggiunte controllando il rapporto consumo/per ora, e notando quanto sia costante se si rientra negli scenari sopra descritti.
C’è solo un momento in cui abbiamo notato un calo “serio” della batteria: utilizzando la funzione “Sidecar” con un iPad. Ma di questo ne parliamo nel prossimo paragrafo.

M1 e la compatibilità dei programmi

Fin da subito, ma soprattutto nel corso di questi 12 mesi, gli sviluppatori e le varie aziende hanno rilasciato le principali app in versioni pienamente compatibili con Apple Silicon: il pacchetto Microsoft Office, per dire, gira nativamente su M1 da svariati mesi; persino l’app di riproduzione remota PlayStation supporta pienamente gli Apple Silicon.

Se un programma non è stato ancora compilato per M1, questo girerà senza problemi sul MacBook Air, grazie a Rosetta 2, il software Apple che “converte” l’applicazione Intel per farla funzionare sulla nuova piattaforma ARM.
Rosetta 2 è come “invisibile” nel computer: la primissima volta che aprirete un’applicazione che non supporta direttamente i nuovi M1, il portatile vi chiederà di installare Rosetta 2. Da quel momento in poi, non vi verrà più chiesto nulla all’avvio di un applicazione priva della versione ARM, farà tutto il programma di conversione Apple.

MacBook Air M1 processore

Ci sono due metodi per scoprire se un programma supporta nativamente M1 o meno: il primo, piuttosto lampante, è quando andrete a installare una determinata applicazione, che vi mostrerà subito l’opzione “compatibile con M1. E questo è il caso di Google Chrome, che nella pagina di download del programma vi darà proprio l’opzione di scaricare la versione M1.

Il secondo metodo è meno immediato: aprire Monitoraggio Attività (il task manager di MacOS), e nella sezione “CPU” c’è una colonna intitolata “Tipo”. Qui, accanto alle voci dei singoli programmi aperti in quel momento, ci sarà riportato “Apple” se il tal programma supporta l’M1; se invece c’è “Intel” significa che la versione non lo supporta e sta girando con Rosetta 2.

MacBook Air M1 Monitoraggio attività

MacBook, una delle parti dell’ecosistema Apple

Se c’è una cosa per cui è famosa Apple è sicuramente il suo ecosistema: Mac, iPhone, iPad, Apple Watch, tutti dispositivi che hanno diverse funzioni che li connettono tra di loro, creando quella famosa “gabbia dorata” Apple. E questo MacBook Air M1 come si integra con gli altri device di casa Cupertino? Potremmo dire, molto bene.

Sono varie le funzioni di questo ecosistema. Le principali sono collegate alla presenza di iCloud: grazie al sistema di archiviazione cloud Apple, appena avviate il MacBook troverete svariate cose già salvate sugli altri dispositivi. Per esempio, le connessioni Wi-Fi salvate e registrate sul vostro iPhone; le password dei vari account, anche quelle salvate con Safari; le Foto e così via. Qui solo una piccola nota negativa: 5GB di memoria base gratuiti sono molto pochi, la concorrenza (Google per dire) parte da 15GB di spazio gratuito nel proprio cloud.

C’è poi Handoff: diverse applicazioni, come Safari supportano questa funzione. In cosa consiste? Se avete un iPhone che ha aperto una determinata scheda di Safari, vi comparirà sull’Air M1 sull’icona del browser il simbolo di Handoff, così da poter aprire anche sul portatile proprio la stessa scheda.

Un’altra funzione veramente utile è Sidecar, che abbiamo già citato nel paragrafo “Autonomia”. Forse è la migliore nell’ecosistema Apple: sostanzialmente tramite collegamento Bluetooth, il vostro iPad si trasformerà in un secondo display del vostro Air M1; il mouse per esempio scorrerà da MacBook all’iPad senza interruzioni, e sullo schermo del tablet compariranno vari pulsanti rapidi, compresa una simulazione della Touch Bar (che ricordiamo essere presente sui MacBook fino al Pro 13″ M1; e ora è stata fisicamente rimossa da Apple).

MacBook Sidecar

Purtroppo Sidecar ha un lato negativo da tenere conto: un notevole consumo della batteria. Per esempio, avevamo aperto sul portatile l’app PS Remote Play, mentre sull’iPad una scheda di Twitch. Ebbene, il consumo sul MacBookAir M1 si aggirava sul 9/10% ogni 20/25 minuti di schermo, più del doppio rispetto a un uso simile ma senza Sidecar.
Una funzione quindi veramente utile, ma da usare con parsimonia se non si ha un caricatore vicino.

Altra funzione veramente utile, è la possibilità di sbloccare il MacBook Air con l’Apple Watch: se si ha al polso l’orologio di casa Cupertino, nel momento in cui si va ad aprire l’Air M1, questo riconosce l’Apple Watch e si sblocca senza bisogno di inserire la password o di appoggiare il dito sul Touch ID.
Senza contare come si può rispondere a una chiamata che si sta ricevendo sul proprio iPhone: comparirà in alto a destra una piccola notifica che permetterà appunto di rispondere anche sul MacBook.

Conclusioni

Tirando le somme: consigliamo questo MacBook Air M1 (2020)? Nel complesso, assolutamente sì. Nella sua fascia di prezzo non ha sostanzialmente rivali fanless, con queste prestazioni e con un’autonomia che tocca le 15h di schermo attivo.

Ma attenzione, dipende sempre dal vostro uso: se necessitate di programmi specifici, potreste trovare problemi non tanto per l’Air in questione, o per i processori ARM Apple Silicon, ma proprio perché non presenti su MacOS. Se non avete esigenze particolari, ribadiamo il nostro “sì” a questo MacBook Air M1.

Al momento, sta a 999€ su Amazon.it (acquistabile a questo LINK). Vi invitiamo però ad aspettare eventuali sconti per il Black Friday e/o il Cyber Monday, ormai prossimi, visto che in passato lo si è trovato anche scontato a 899€; ed è facile che i principali negozi replichino la medesima offerta.

Apple MacBook Air M1

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