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Venom: La furia di Carnage – La nostra recensione

A distanza di circa tre anni dal suo esordio cinematografico, Venom, uno dei personaggi più enigmatici e complessi dell’universo Marvel, fa il suo ritorno al cinema. Ancora una volta, il simbionte è accompagnato su schermo da Tom Hardy, e si prepara allo scontro con Carnage, sua nemesi per eccellenza.

Contrariamente a quanto accaduto per il primo lungometraggio dedicato a Venom, questa volta, al timone, in cabina di regia, c’è Andy Serkis, che si mette alla prova per la terza volta nei panni di regista, tirando le fila del suo primo film a tema supereroi – o quasi. Di fatto, Serkis nasce come attore, ed è noto per le sue capacità di motion capture artist, che lo ha reso l’icona di saghe cinematografiche di successo come Il Signore degli Anelli, nel quale interpreta Gollum.

Lavorando a Venom: La furia di Carnage, Serkis ha più volte descritto il film come una storia d’amore tra i due personaggi, tra il “parassita” e l’ospite, tra Eddie Brock (Tom Hardy) e Venom. E sì, uno dei livelli di lettura del nuovo film è sicuramente quello romantico: non solo nel rapporto tra il protagonista e la sua controparte aliena, ma anche tra l’antagonista e la sua amata. Addentriamoci quindi nella storia di Venom: La furia di Carnage.

venom

Eddie e Venom: nemici amici

Dopo lo scontro tra Venom e il suo leader Riot, il primo film si era concluso con la vittoria del protagonista e la sua decisione di rimanere sul pianeta Terra legato a Eddie Brock. La scelta è dovuta a molteplici fattori: in primo luogo il rapporto fisiologico tra Eddie e Venom, che consente una simbiosi e sincronizzazione totale tra l’alieno e il terrestre – eliminando possibilità di rigetto come avvenuto nella sperimentazione mostrata nel primo film.

Segue la volontà di “divertirsi” di Venom, stanco di vivere passando da un corpo all’altro di razze aliene differenti, simpatizzando per la Terra e per i cervelli degli esseri umani, sua prima fonte di nutrimento. Infine, nelle ultime scene del primo film, Venom decide di combattere il crimine di San Francisco, eliminando rapinatori e ladruncoli di strada, mentre Eddie tenta di ripristinare il suo profilo professionale di giornalista d’inchiesta.

Ecco quindi che la scena dopo i titoli di coda del primo film fa da apripista a Venom: La furia di Carnage. Eddie, impegnato nella visita presso il carcere di San Quentin, fa la conoscenza di Cletus Kasady – interpretato da Woody Harrelson –, serial killer arrestato da tempo ma con dei segreti alle spalle. Il film termina con una particolare frase di Kasady, che annuncia la volontà di uscire di prigione e fare una carneficina – in inglese “carnage”.

Il nuovo film del simbionte riparte proprio da quella scena post-credit, introducendo lo spettatore a uno spaccato di vita di Eddie, “costretto”a convivere con Venom. Sin da subito è chiaro che i due hanno stili di vita diametralmente opposti: mentre Eddie cerca di guadagnarsi da vivere lavorando, il simbionte pensa solo a divertirsi, mangiando cioccolata e pregando il suo ospite di portarlo a caccia di cervelli, di cui ha bisogno per poter sopravvivere.

La decisione di Eddie di evitare omicidi, comporta una lacuna nella dieta di Venom che, non potendosi nutrire di cervelli umani è costretto a ricorrere al pollame. La casa del protagonista è al limite del vivibile, continuamente danneggiata dagli attacchi di rabbia del simbionte e dalla presenza di galline. Una convivenza difficile che porterà presto a un litigio e poi a una rottura, per cui Eddie e Venom resteranno separati per buona parte del film.

Amor vincit omnia

Parallelamente alla vita del protagonista, il film racconta il passato e il presente di Cletus Kasady. Rinchiuso in orfanotrofio sin dalla tenera età, è vittima di bullismo e violenze da parte di altri bambini, fatta eccezione per Frances Barrison (Naomie Harris), una giovane ragazza mutante. I due, seppur isolati in celle differenti, coltivano un forte amore reciproco che li lega nel dolore. Non appena Frances viene trasferita in un altro istituto a causa dei suoi poteri, Cletus capisce che il suo scopo è fuggire dalla prigionia, trovarla e sposarla. E così, durante un loro incontro, in un momento di colluttazione con Eddie, Cletus acquisisce parte del potere del simbionte e, diventato Carnage, si libera.

Venom

Come summenzionato, il rapporto tra Eddie e Venom e quello tra Cletus e Frances viaggia su binari paralleli. Protagonista e antagonista sentono la necessità di ricongiungersi con ciò che hanno perso, a causa dei propri errori, e di saldare quell’unione per sempre. Il film vede quindi una successione di scontri tra Venom e Carnage, che porteranno il simbionte protagonista a eliminare e divorare il rosso discendente, celebrando la riunificazione con Eddie.

Sotto certi punti di vista, quello dell’amore e del romanticismo, è un tema ben presente e che fa eco a tutta la narrazione di Venom: La furia di Carnage. Andando oltre ai rapporti summenzionati, c’è anche quello tra Eddie e la sua ex-fidanzata Anne (Michelle Williams), e quello più intimo tra Venom e il concetto di umanità, sugellato dall’iconica scena in discotecatanto discussa.

È quindi possibile essere d’accordo con la visione di Andy Serkis, e definire Venom: La furia di Carnage una storia d’amore, sanguinosa, violenta e sovrannaturale. Non sarebbe la prima volta che la vita di un personaggio Marvel è raccontata totalmente in chiave romantica – tornano alla mente i film di Deadpool e la campagna marketing relativa.

Oltre Venom

Per quanto concerne il reparto tecnico del film, tutto è in linea con gli standard estetici e stilistici già impiegati nel primo lungometraggio dedicato al simbionte. Sotto questo punto di vista, niente colpisce particolarmente lo spettatore: Andy Serkis ha ripreso sapientemente le redini dove erano state lasciate, concentrandosi maggiormente sulla struttura narrativa.

In particolare, è possibile affermare che il nuovo film finisca col botto, non tanto relativamente all’epilogo della narrazione principale, quanto più alla visione generale del futuro di Venom: la scena dopo i titoli di coda – le cui immagini girano in rete da settimane – vale forse più di tutto il film, e lancia il simbionte verso un universo narrativo ancora in espansione.

Di fatto, questo è forse il più grande pregio e difetto del film. La scena post-credit è talmente inaspettata e dirompente che annulla quanto visto nell’ora e mezza passata, rendendo la storia di Venom: La furia di Carnage, estremamente fine a se stessa, senza possibilità di sviluppo – salvo un minuscolo dettaglio presente durante lo scontro fra i simbionti. Introducendo la scena dopo i titoli di coda, il film si salva, proiettandosi in un futuro indeciso, enigmatico e complesso, tanto quanto la personalità di Venom.

Voto: 7/10

Cosa ne pensate commodoriani? Andrete a vedere Venom e Carnage al cinema? Fatecelo sapere con un commento!

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Riccardo Retez

Riccardo Retez

Alla deriva nel mare della pop culture ho fatto dei videogiochi prima una passione, poi uno studio e infine un lavoro. Scrivo, curo e creo contenuti dentro, fuori e intorno ai mondi videoludici.

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