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Osaka 1945 | Osamu Tezuka ci insegna a essere “veri uomini”

Di fronte alla disperazione l’uomo diviene in grado di commettere gesta disumane pur di sopravvivere. Si tratta soltanto di uno dei messaggi che Osamu Tezuka vuol trasmettere in Osaka 1945. Un’opera che descrive una città sul finire della Seconda Guerra Mondiale e nel dopoguerra, ma che non racconta eclatanti avvenimenti di personaggi noti, quanto piuttosto storie brevi di persone come tante che provano ad andare avanti nonostante gli orrori della guerra e le sue conseguenze.

I B29 hanno crudelmente raso al suolo parte delle costruzioni della città. La popolazione non può vivere spensierata, i giovani non possono godersi l’infanzia e le amicizie poiché la priorità è soltanto una: sopravvivere. Il governo si è dimenticato dei giapponesi, e ora ognuno deve pensare a se stesso. In queste circostanze, alcuni sono più fortunati di altri. Dopo la guerra, quei pochi che possono permettersi un’istruzione e dei sogni sono comunque poco fiduciosi sul futuro a causa della situazione che li circonda. Gli altri lottano, rubano, e talvolta uccidono, pur di poter resistere un giorno in più.

Osamu Takatsuka, uno dei personaggi raccontati in Osaka 1945, gironzola per la città sognando di diventare un mangaka. Ma ai giapponesi interesserà davvero leggere fumetti? Nonostante il ragazzo abbia la possibilità di studiare e vivere dignitosamente, le sue incertezze lo fanno sentire vicino a quella parte di comunità che lotta contro le circostanze. Il dio dei manga si serve del ragazzo per spiegare ai lettori il suo punto di vista: ricercare il proprio benessere ignorando i disagi altrui non è la strada migliore.

Kenji Katsuragi, figlio di un ricco imprenditore che ha guadagnato molti soldi proprio grazie alla guerra, si oppone all’egoismo della propria famiglia rinunciando ai suoi privilegi. Kenji vuole sentirsi parte di quel popolo che sta lottando per la sopravvivenza e vuole partecipare ai loro sforzi. L’intelligenza di Katsuragi e la sua generosità manifestano l’importanza della solidarietà per il maestro Osamu Tezuka: la guerra si scaglia ingiustamente contro ai più deboli, e chi ne ha la possibilità deve lavorare al servizio degli indifesi.

Nonostante l’intelligenza e le abilità dimostrate a più riprese dai due personaggi, sia Osamu che Kenji sembrano non rispettare la definizione di vero uomo, di cui molti esponenti della società giapponese sentono la necessità nel periodo della guerra. Chi pensa fuori dagli schemi appare molto pericoloso agli occhi di chi vuol avere il controllo delle masse, e si viene criticati anche solo per il desiderio di cioccolato, o per avere idee bizzarre.

Il maestro Tezuka sottolinea più volte, nel corso di Osaka 1945, la centralità dello stereotipo del vero uomo nell’epoca descritta. Qualunque significato si dia a quest’espressione, la verità è che nel corso della storia è stata spesso strumentalizzata e allontanata dalla sua più profonda valenza: essere umano. L’idea che passava era che, per essere un uomo, quasi non si potesse essere umano. Chi si lasciava andare alla propria umanità, non andava bene, non era controllabile, causava problemi.

In Osaka 1945 il mangaka gioca magistralmente con lo stereotipo, servendosi a volte di immagini forti, come ad esempio quella di persone che mangiano il proprio gatto o cane per sopravvivere. Ancora una volta, un’azione disumana, che paradossalmente rivela l’umano desiderio di sopravvivenza che alberga in ognuno di noi. La verità è che per Tezuka, la guerra ci pone sempre dinanzi a sensazioni e sentimenti ambivalenti, spingendoci a compiere azioni che non faremmo mai in condizioni normali.

L’essere umano per eccellenza, quello che vuole vivere e rendere felici i propri cari, è descritto perfettamente con Tetsu, un orfano costretto a brancolare nella malavita per essere in grado di sopravvivere. Tuttavia, il giovane desidera sinceramente lavorare, arricchirsi e consentire a sua sorella una vita dignitosa.

Tetsu non riesce a sopportare che quest’ultima abbia deciso di prostituirsi per guadagnarsi da vivere, e la sua scelta lo modifica nel profondo, nella sfera più intima che esista per un essere umano. Il ragazzo è turbato al punto da non riuscire a godersi la sua vita sessuale, andando a smontare un altro degli aspetti legati allo stereotipo del vero uomo, che Tezuka tenta di abbattere e rimodellare in Osaka 1945.

Anche se teme di non essere uomo abbastanza per poter stare con una donna, anche se non riesce a concretizzare la forte attrazione che prova per una ragazza, anche se non regge nemmeno mezzo bicchiere di liquore, Tetsu ci insegna cosa significa essere un vero uomo: empatia, genialità e voglia di vivere. Un uomo, dunque, proprio nel senso di umano. Ecco che, in Osaka 1945, Osamu Tezuka ci trasmette un messaggio sicuramente dedicato alle persone che vivevano in quel periodo storico, ma talvolta ancora attuale.

Le espressioni dei personaggi, spesso buffe ed esagerate come quelle di un manga comico, esprimono alla perfezione il contrasto tra le difficoltà del periodo storico e la voglia di vivere dei Giapponesi che si sono messi in discussione, di cui lo stesso Osamu Tezuka fa parte. Le storie di Osaka 1945, che inizialmente sembrano scollegate tra loro, finiranno per intrecciarsi ed emozionare il lettore, che potrà godere anche di riferimenti culturali legati al Giappone dell’epoca riguardo a cinema e altri media.

Osaka 1945 è consigliato?

J-Pop ci ha fortunatamente portato Osaka 1945, un’opera da recuperare assolutamente per i fan di Osamu Tezuka. Anche chi non apprezza tutte le opere del dio dei manga, potrà emozionarsi e stupirsi grazie alla sensibilità del maestro dinanzi alle tragedie del periodo.

Il volume unico di 15 € dotato di sovracoperta è una gioia per gli occhi: Osaka 1945 fa la sua bellissima figura in libreria, insieme alle altre opere di Tezuka.

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Giovanni Parisi

Giovanni Parisi

Laureato in Ingegneria Chimica, aspirante professore alla Great Teacher Onizuka, esploratore di universi di fantasia, illuso sognatore, idealista, cinico a tratti. Ma ho anche dei pregi.

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