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Boruto 60 | Il peso di un coprifronte

Il capitolo 60 di Boruto: Naruto Next Generations ha posto il focus su uno degli elementi più importanti di tutto il mondo ninja: il coprifronte. Infatti, nelle ultime pagine, Boruto regala a Kawaki il segno di riconoscimento più significativo per uno shinobi, che normalmente attesta sia il superamento dell’esame all’accademia che l’appartenenza al villaggio.

Nel corso della serie si è sempre data molta importanza al primo dei due significati: chi ha il coprifronte è ufficialmente un ninja, e può mettersi al servizio della comunità per svolgere missioni che dovrebbero migliorare il benessere del villaggio e dei suoi singoli componenti. Si tratta di una certificazione di cui si deve essere degni, e per la quale bisogna allenarsi tanto: non la si rilascia al primo che passa.

Naruto, da studente, lo ha imparato a sue spese, affrontando gli esami più di una volta e soffrendo molto per le numerose bocciature. E proprio il Settimo Hokage lo aveva tolto a Boruto, sorpreso a barare durante l’esame di selezione dei chunin, poiché il suo comportamento non era da ninja.

Ma allora, perché donarlo a qualcuno che non è un ninja, e per di più davanti agli occhi di Naruto, che attualmente rappresenta l’autorità massima tra gli shinobi di Konoha? Perché mai l’Hokage non si è opposto a un regalo del genere, ma sembra aver accettato di buon grado la decisione del figlio?

Il senso della decisione di Boruto

La ragione è molto semplice: Naruto riconosce anche il secondo significato del coprifronte, e non può opporsi alla scelta di Boruto, poiché l’appartenenza ad una comunità è ciò di cui Kawaki ha maggiormente bisogno adesso. In ciò il ragazzo sembra seguire le orme del padre, nonostante più spesso abbia affermato di volersi differenziare da lui.

Il comportamento di Boruto non è molto diverso da quello attuato da Naruto, nella serie originale, nei confronti di Sasuke: anche se il membro del Clan Uchiha si era comportato da traditore, anche se aveva violato ogni norma etica dei ninja, Naruto desiderava che l’amico si sentisse ancora parte di quella comunità, dove erano cresciuti insieme. In quell’occasione, mettendo da parte gli insegnamenti ricevuti, Naruto aveva dato un peso maggiore all’altro valore del coprifronte, quello dell’appartenenza a una comunità.

Nonostante ciò, padre e figlio non sembrano pensarla esattamente allo stesso modo. Mentre sono assolutamente d’accordo sul secondo significato del coprifronte, sul primo hanno, probabilmente, idee un po’ discordanti: per Boruto essere un ninja non vuol dire rispettare quelle norme noiose e restrittive del codice degli shinobi, ma piuttosto vivere a modo proprio, come il suo amato maestro Sasuke.

Anche per questo, proprio come aveva fatto l’Uchiha con lui dopo l’esame di selezione dei chunin, non si tira indietro dal donare qualcosa di così prezioso nella comunità ninja a una persona cara. Si tratta forse della scelta più importante del giovane genin, dal punto di vista simbolico.

Infatti, Boruto sceglie di indossare il coprifronte di Sasuke, poiché è a quel tipo di ninja che ambisce. Non gli interessa imitare il padre, non gli interessa seguire i consigli di quelli che si professano saggi e credono di essere nella posizione di potergli indicare la via: a lui basta poter seguire l’esempio del proprio maestro. Ma è proprio nel fare ciò, però, che risulterà simile a Naruto.

Il Settimo Hokage del Villaggio della Foglia ha rivoluzionato gran parte delle regole e delle usanze del mondo ninja modellandole secondo il proprio nindo, andando spesso contro corrente. Anche se agli occhi del figlio incarna le tradizioni e l’autorità degli shinobi, in realtà non è mai stato del tutto così.

Infatti, Sasuke ha affermato a più riprese che il suo rivale è un ninja migliore di lui, e ha spinto Boruto a prendere esempio dal padre sin da subito, facendogli apprezzare e conoscere chi è davvero Naruto. In tal modo, il ragazzo potrebbe prendere il meglio da entrambi, e, forse, diventare il ninja più grande di tutti i tempi, superando finalmente suo padre.

Il capitolo 60 ha anche posto il focus sui poteri di Code, che ci sono stati finalmente spiegati, e sulle intenzioni di Amado, che restano ancora parzialmente velate.

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Giovanni Parisi

Giovanni Parisi

Laureato in Ingegneria Chimica, aspirante professore alla Great Teacher Onizuka, esploratore di universi di fantasia, illuso sognatore, idealista, cinico a tratti. Ma ho anche dei pregi.

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