Dr Commodore
LIVE
Fate

Fate/Grand Order: tutto ciò che dovete sapere prima di guardare il film di Solomon

Vediamo gli elementi che dovreste assolutamente conoscere prima di guardare l’adattamento della Singolarità Finale del nuovo film di Fate.

Fate/Grand Order è una serie che purtroppo non può vantare di un adattamento completo. Ad essere state adattate sono infatti solo le ultime singolarità, assieme alla prima pseudo-singolarità, Fuyuki, pertanto alcuni elementi di trama orizzontale molto importanti sono andati perduti.

CloverWorks ha cercato in parte di far fronte a queste mancanze inserendo alcuni elementi di trama fondamentali, seppur parziali, nell’anime di Babilonia: la presenza di Solomon nell’episodio 4 o di Sherlock Holmes nell’11 sono i due elementi più importanti da segnalare in questo senso.

Oggi cercherò di fare chiarezza su ciò che dovete assolutamente conoscere per guardare Fate/Grand Order: The Temple of Time senza avere difficoltà a seguire gli eventi.

Vi ricordo che qui e qui potete vedere i due trailer estesi rilasciati per il film e che in un articolo apposito potete trovare la mia analisi del primo di essi. 

Okeanos: i Demon Pillar

Un primo fondamentale elemento di trama orizzontale ci viene presentato brevemente durante Okeanos quando, nel corso del viaggio per restaurare la singolarità, Fujimaru e Mash incontrano David, secondo re di Israele e padre di Re Solomon.

Già nel prologo vengono sollevati dei punti abbastanza importanti da Romani e Leonardo: chi sono veramente i Demon Pillar?

Romani ha una risposta a questa domanda, anche se lui stesso stenta a crederci. I Demon Pillar (tradotti nella versione americana di Fate/Grand Order come Demon Gods) sembrano essere i 72 famigli di un “certo re del passato”, che Da Vinci definisce come Re Solomon. Il motivo per cui Roman stenta a credere alla possibilità che quegli esseri, che incontriamo già nelle prime singolarità del gioco, siano realmente i Demon Pillar di Re Solomon è il fatto che sembrano seguire fin troppo fedelmente le leggende e il folklore sui demoni quando, in realtà, il concetto di “demone” si è creato molto dopo il periodo in cui visse il re di Israele:

“Supponiamo che quel re sia davvero diventato uno Spirito Eroico. La sua Arma Nobile dovrebbe essere molto più semplice e furba di così. Sarebbe strano vedere un demone inquietante, uno di quelli basati su ciò che conoscono le persone di oggi, al suo servizio.”

Leonardo a questo punto concorda, dicendo che in mancanza di conferme specifiche potremo supporre si tratti semplicemente di demoni che stanno imitando i nomi molto noti dei demoni di Salomone.

L’incontro con Re David

A questo punto il topic del discorso cambia e dobbiamo aspettare la fine della singolarità per trovare altri importanti elementi di trama orizzontale e per parlare, come già anticipato, col padre di Solomon, David.

Alla fine di Okeanos i protagonisti si scontrano con Forneus, uno dei Demon Pillar, e David ci fornisce le risposte che aspettavamo: il demone viene riconosciuto proprio come uno di quelli che il figlio controllava. Anche Medea, presente nella singolarità, fa un chiari riferimento a Solomon e sostiene che, come maghi, non abbiamo la minima possibilità di sconfiggerlo.

Successivamente abbiamo un breve dialogo con David. Il re non parla molto del figlio, si limita a segnalare che le creatura incontrate dal Master di Chaldea potrebbero essere effettivamente i suoi Demon Pillar.

A commentare le parole di David è soprattutto Romani da Chaldea. Romani continua a negare la possibilità che quelli siano i demoni di Solomon e che il grande re possa avere a che fare con affari tanti pericolosi e malvagi. Scopriamo, grazie a Leonardo, che Romani è un grande ammiratore di Re Solomon, perciò non riesce ad accettare la possibilità che il suo idolo abbia creato quelle spaventose creature e stia cercando di incenerire l’umanità.

Fate

David risponde definendo il figlio meschino e crudele ma che nonostante ciò dubita che sarebbe in grado di attuare un piano tanto malvagio come l’incenerimento dell’umanità. La frase finisce con una battuta e David dice, scherzando, che se Solomon fosse stato tradito da una delle sue mogli ne sarebbe in grado, dopotutto.

Fate

David sembra non conoscere il figlio a sufficienza per giudicarlo da quel punto di vista e, lasciandoci col beneficio del dubbio, dobbiamo aspettare la prossima singolarità per saperne di più riguardo Solomon.

Londra: chi è Solomon?

Il primo confronto diretto tra Chaldea e Solomon avviene alla fine della singolarità di Londra quando, dispersa la nebbia, l’immagine del Re dei Maghi si para dinnanzi a loro in tutta la sua minacciosità e crudeltà. Abbiamo quindi una conferma: colui che stanno combattendo è Re Solomon.

“Io sono la destinazione verso la quale vi state dirigendo. Colui che comanda i 72 demoni e che distruggerà l’umanità dal suo trono. Il mio nome è Solomon. Sto al di sopra di tutti gli altri Spiriti Eroici come uno dei sette Grand.” 

fate

Scopriamo che la classe è Caster, tuttavia non si tratta di un Caster “normale”. Solomon è il Grand Caster, il Caster cioè che più di tutti incarna la specificità di questa classe. Inoltre non è stato evocato da nessuno: è sia un essere vivente sia uno Spirito Eroico, dopo la morte tramite il proprio potere ha revitalizzato il proprio corpo, e con esso tutti i 72 demoni. Inoltre, le “bande di luce” che vediamo circondare i cieli di ogni singolarità (e che abbiamo visto anche in Babilonia) non sono altro che la sua terza Arma Nobile: Ars Almadel Salomonis.

Ogni banda, spiega, possiede la stessa energia di Excalibur, pertanto tutti quei cerchi nel cielo sono potenti quando centinaia di milioni di spade sacre. È un’Arma Nobile Anti-Umanità, con la quale Solomon conta di incenerire tutte le epoche dell’umanità con un colpo solo.

Il Grand Caster

Il significato del termine “Grand” ci viene spiegato da Hans Andersen, uno dei servant incontrati dai protagonisti nel corso della Singolarità, che precisa che se i servant normali sono evocati per fronteggiare le minacce per l’umanità, i Grand sono su una scala del tutto diversa e vengono evocati per fronteggiare le minacce per il pianeta intero. Tutti i servant presenti riconoscono quanto pericoloso lui sia, come detto da Shakespeare:

“La sua energia magica è praticamente infinita. Questo dominio schiaccia tutto ciò che vi si trova attorno semplicemente esistendo.”

La battaglia contro il Re dei Maghi, patriarca della magia, quindi, sarà più dura di quella contro qualsiasi altro servant Fujimaru possa incontrare nel corso dei suoi viaggi.

Durante il confronto Solomon esorta Fujimaru e Mash ad arrendersi. Perché combattere, dice, quando sanno già che verranno sconfitti? Perché sforzarsi se l’unico scopo della vita è in definitiva soffrire?

Se tutte le forme di vita sono destinate a morire e svanire per quale motivo occorre sforzarsi tanto per dare un significato a quella morte? Tanto vale morire subito, è questa la logica con cui Solomon ha scelto di distruggere l’umanità intera.

Solomon sceglie di non uccidere Fujimaru perché non lo considera una minaccia. Se riuscirà a recuperare tutti i Graal e a restaurare tutte le singolarità, dice, allora potrebbe considerarlo un avversario degno di schiacciare col proprio potere.

Il primo dialogo con Solomon

Fujimaru a quel punto si alza in piedi di fronte al patriarca della magia e gli chiede se ci sia qualcosa di divertente nel distruggere l’umanità. A quella domanda, Solomon risponde con una risata:

“Mi chiedi se sia divertente? Se distruggere l’umanità intera sia divertente? Ovviamente! È il più grande divertimento del mondo! Se non lo fosse stato, perché avrei dovuto sprecare il mio tempo uccidendo ciascuno di voi? Io mi sto divertendo. La vostra morte mi rende felice. La vostra fine mi soddisfa. Il vostro ultimo respiro mi dona più gioia di qualsiasi altra cosa!

Dopo queste parole è Mash a prendere la parola, rimproverando Solomon di non avere il minimo rispetto né gratitudine per la vita. Solomon risponde, ancora una volta:

“Gratitudine per la vita? Voi che cosa avete fatto per gli ultimi 2000 anni? Avete solo continuato a morire e a far nulla. Siete delle creature che non sono riuscite a sconfiggere la morte e continuate ad averne paura. […]. È patetico. È semplicemente patetico. Tu non sei diverso, Master di Chaldea. Perché combatti? Sapendo che la tua vita finirà, sapendo che sta per finire, perché continui ad aggrapparti alla vita, pur sapendo che non c’è alcuna salvezza?”

Il dialogo finisce così e Solomon scompare, lasciando sconvolti Mash e Fujimaru.

Sherlock Holmes, Chaldea e Marisbury Animusphere

Abbandoniamo adesso Solomn per parlare di un altro dei punti più enigmatici ma anche più importanti dell’intera timeline di Fate/Grand Order: Marisbury Animusphere. Padre di Olga Marie, fondatore e primo direttore (al quale sono seguiti Olga Marie e Romani) di Chaldea, di lui sappiamo solo quelle poche informazioni che ci vengono fornite durante la singolarità di Camelot e che CloverWorks ha deciso di inserire come flashback nell’anime di Babilonia.

Sappiamo che ha partecipato ad una Guerra per il Graal a Fuyuki e ne è uscito vincitore, ci viene riferito da Sherlock Holmes, e che Romani Archaman era con lui come assistente, poco tempo prima di entrare ufficialmente a lavorare per Chaldea. Un anno dopo la guerra Romani è entrato a Chaldea ed è diventato capo ufficiale medico dopo pochi anni.

Non sappiamo inoltre cosa Marisbury abbia desiderato alla fine della guerra, ma sappiamo che in seguito ad essa l’uomo è riuscito a completare il sistema CHALDEAS, del quale precedentemente aveva realizzato solo un prototipo funzionante, ma che richiedeva fin troppa energia per rimanere attivo.

Altro dettaglio molto importante è che, come vediamo in Initium Iter, a Chaldea diversi bambini furono cresciuti come designer baby in modo da diventare cavie per il progetto Demi-Servant: Mash è l’unica sopravvissuta e dentro di lei si è manifestato lo Spirito Eroico Galahad, che tuttavia si è rifiutato di aiutare Chaldea ed è rimasto dormiente dentro la ragazza.

Tornando al dialogo con Holmes, il detective intima Fujimaru a non fidarsi di Romani Archaman.

Romani Archaman e Leonardo da Vinci

Neanche Leonardo, come Galahad, condivideva ciò che Marisbury e gli altri stavano conducendo e aveva addirittura pensato di rifiutarsi anche lei di collaborare.

Questo dialogo avviene durante Camelot, subito dopo quello con Holmes. Fujimaru parla con Leonardo di ciò che Holmes gli ha detto a proposito di Romani e Leonardo da una parte gli dà conferma: è vero che Romani sta nascondendo qualcosa riguardo la Guerra per il Graal, ma ciò non implica che non sia dalla parte di Chaldea.

Romani, questo ci viene detto da Leonardo, sarà sempre dalla parte di Chaldea. Ciò viene confermato dallo stesso Merlino che a Camelot dice a Bedivere di fidarsi solamente della “Chaldea di Romani Archaman”.

Leonardo spiega che il motivo per cui è rimasta ad aiutare Chaldea è proprio Romani. Romani le ha sempre dato l’impressione del tipo di uomo che carica tutto il peso sulle proprie spalle senza neanche capire per quale motivo quell’onere tocchi proprio a lui, perciò ha deciso di restare, per aiutarlo a sopportare il peso di qualcosa che lui per primo non comprende né riesce più a gestire da solo.

Conclusioni

Naturalmente questo non è tutto ciò che Fate/Grand Order in sette singolarità ha da offrire e che negli adattamenti è stato perduto. Ho omesso alcune informazioni riguardanti Mash perché Initium Iter è abbastanza esaustivo su di lei e perché penso che il film cercherà di recuperare quanto perso. Ho inoltre scelto di non inserire all’interno dell’articolo alcune informazioni che nel gioco sembravano superflue ma che poi, col senno di poi, avrebbero potuto aiutare a comprendere alcuni colpi di scena del finale.

Non è assolutamente mia intenzione rovinarvi l’esperienza o rischiare di farvi intuire elementi prima del tempo. Non ci resta che aspettare che il film arrivi da noi, anche se non sappiamo in che modo né quando, per vedere che genere di lavoro ci proporrà CloverWorks questa volta.

Articoli correlati

Daniela Reina

Daniela Reina

Studentessa, nel tempo libero viaggia attraverso tempo, spazio e mondi di fantasia in compagnia di qualche buona lettura o serie. Il suo manga preferito è Berserk, l'anime Neon Genesis Evangelion.

Condividi