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Due parole su Sing Yesterday For Me di Kei Toume

Tokyo è una metropoli che offre tante opportunità, ma non tutti ce la fanno a realizzarsi. Tali individui la società giapponese li definisce “falliti”, e Rikuo è proprio uno di questi. La laurea gli ha portato soltanto un lavoro part-time in un konbini, e dinanzi a sé non ha altro che incertezze e timori.

Sing Yesterday for Me

È proprio all’interno di questo contesto tanto specifico quanto universale che si collocano le vicende narrative di Sing Yesterday for Me di Kei Toume: una storia sull’amore e sulla crescita; sulla voglia di superare le fasi di stallo della condizione umana, ma anche sulla paura di ciò che si trova al di fuori della propria comoda bolla. Una storia sulla vita, narrata in tutti i suoi alti e bassi — in tutte le conseguenze delle decisioni e non-decisioni che la compongono.

Il compromesso tra le aspirazioni e la necessità; l’incapacità di lasciarsi il passato alle spalle; il dilaniante scontro tra coscienza e apatia; le bugie che raccontiamo a noi stessi e poi agli altri; il rimorso di un amore mai confessato; l’adolescenziale fretta di crescere. È questo che sono i personaggi di Sing Yesterday for Me, dei banali esseri umani che affrontano problemi comuni.

A renderli vivi è la complessità della loro semplicità. In altre parole, è l’immedesimazione.
Rikuo, Shinako, Haru e Rou: potremmo essere ognuno di loro, rivederci in un qualche aspetto di ognuno. Non ci sono Megazord, multiversi, poteri magici o nemici immortali. C’è soltanto il comune ostacolo dell’esistenza e il modo in cui ognuno decide di affrontarlo.

In questo complesso quadro di sottili e silenziose lotte quotidiane si inserisce il rosso dell’amore con tutta l’irruenza che lo caratterizza. Sconvolge, sorprende, confonde. Conduce i personaggi verso la crescita e l’accettazione, ma anche verso la stagnazione e il rifiuto. Intreccia i fili delle loro vite e poi li separa bruscamente. In alcuni è più forte che mai. In altri, forse, alla fine non c’è mai stato per davvero.

D’altronde è questo che significa vivere, no? Aggrapparsi sempre a qualcosa. Che sia per noi stessi o per gli altri; per trovare coraggio o per fuggire; per convincerci che siamo ancora vivi o per illuderci di non esserlo più.

Per Kei Toume vivere significa amare, e allora amiamo.

Sing Yesterday for Me è edito in Italia da Planet Manga.

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Matteo Mellino

Matteo Mellino

Matteo Mellino, sul web Mr. Gozaemon. Tormenta continuamente amici e familiari parlando dell'argomento che più lo affascina e al quale dedica tutto il suo tempo libero: l'animazione giapponese. Più pigro di Spike, testardo quanto Naruto ma sempre positivo come Goku.

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