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L’Attacco dei Giganti 4 | Episodio 11 – Gabi avrà imparato la lezione?

Con Impostori, L’Attacco dei Giganti ci prepara ad un radicale cambiamento per Gabi e Falco

A dispetto del titolo Impostori, che riprende il capitolo 110, l’episodio adatta la restante parte del capitolo 108 e tutto il 109… e si vede. Come per l’episodio 8, quando ci si prende il tempo necessario e si fa tutto con calma, l’adattamento risulta ottimo. Soprattutto il ritmo dei dialoghi e delle scene è, questa volta, perfetto, con la ciliegina sulla torta della scena post credit piazzata abilmente e la chicca della conclusione, molto romantica, sulle note della bellissima ending. Ma passiamo alla ciccia.

Principalmente in questo episodio vediamo due storyline: quella di Gabi e Falco e quella del corpo di ricerca.

Partendo dall’ultima, Hanji e tutti gli altri si ritrovano a dover fare i conti di quanto accaduto a Liberio con l’opinione pubblica: i volontari sono stati messi in carcere, così come anche la “fazione Yaeger”, ovvero gli estremisti – capitani da Floch – che ritengono assolutamente giusto l’attacco spietato inflitto da Eren a Liberio e che hanno divulgato informazioni top secret. Molto bella e significativa – ma assente nell’adattamento animato – è Hanji che puntualizza che il tutto è per salvare la Nazione di Eldia, e non l’Impero di Eldia. Ma la gente vuole la verità. Hanji assicura Flegel Reeves e tutti gli altri che, anni prima, l’aiutarono col colpo di stato che tutto ciò che sta facendo è per il bene di Eldia.

attacco dei giganti - attack on titan

Intanto assistiamo anche ad un dialogo tra Mikasa e Louise, ragazzina salvata da Mikasa durante l’attacco a Trost (stagione 1). Ispirata dalla forza sovrumana della Ackerman, Louise è ora nelle file del corpo di ricerca e più precisamente della fazione Yaeger, pronta a tutto per la sua patria; Mikasa, con atteggiamento distaccato, proverà a farle capire però che è in una posizione molto pericolosa.

Veniamo anche a scoprire che, prima del raid a Marley, Eren è inoltre entrato in contatto con Yelena e Floch, motivi per cui sono tenuti (e temuti). Staranno tramando ancora qualcosa o hanno finito tutte le carte in tavola?

Ma veniamo al succo dell’episodio, a uno dei più begli archi narrativi de L’Attacco dei Giganti: Gabi e Falco sull’isola di Paradis.

attacco dei giganti - attack on titan

I due guerrieri scappano dalla cella e si imbattono in Kaya, la bambina che fu salvata da Sasha quando gli abitanti di Rakago furono trasformati in giganti. Kaya ospita i due finti fratellini Mia e Ben a casa sua, proprio dai genitori di Sasha; l’atteggiamento irrispettoso e rivoltoso di Gabi, dovuto all’assoluta convinzione di star pranzando con dei mostri, viene scambiato per diffidenza a causa di un brutto passato.

La contrapposizione tra Gabi e Falco è nettissima. Lei è vendicativa e rancorosa, vuole uccidere tutti i demoni dell’isola, tutti coloro che non le hanno permesso di vivere una bella vita. Tenta anche di ammazzare Kaya, davanti a tutti, per due volte, ripudia anche il contatto con uno sporco Eldiano. Gli Eldiani dell’isola per Gabi sono e saranno sempre il nemico da uccidere, lei sembra quasi essere nata con questo obiettivo e farà di tutto per portarlo a termine, perché lei è un’Eldiana buona e se riuscirà a sconfiggere i mostri dell’isola allora sarà libera, libera di vivere una vita normale. Vi ricorda qualcuno?

E se Gabi è tutto questo, Falco è esattamente l’opposto. Ricordando un po’ Marcel, che aveva già capito quanto sciocca fosse la guerra e i suoi intenti e decide di salvare Porco mettendolo in cattiva luce con l’esercito, Falco ha compreso quanto stupida sia la lotta tra Eldiani dell’isola e Eldiani di Marley. Certo, Falco ha anche assistito al dialogo tra Eren e Reiner durante la dichiarazione di guerra, e quindi ha degli elementi in più per comprendere entrambe le parti, ma ha sempre dimostrato una maggiore empatia, fin dal primo episodio in cui salva un Marleyano morente sul fronte di battaglia.

attacco dei giganti - attack on titan

Empatia che si rivela tutta nella meravigliosa sequenza finale che rimane, ad oggi, uno dei momenti risolutivi più belli di tutta l’opera. Kaya porta i due ragazzini nel posto in cui, anni prima, sua mamma fu divorata da un gigante, chiedendo cosa avesse fatto di tanto brutto per meritare quella fine. Gabi la attacca con una retorica non-sense, perché gli Eldiani sono cattivi per i loro crimini commessi millenni fa, perché hanno ucciso, perché sono nemici, sono peccatori. Ma Kaya, e tutti gli altri, cosa hanno fatto? Gabi è confusa, non sa più dove attaccarsi, finché Falco non interviene svelando il piano per la riconquista del progenitore di 9 anni prima in cui, con l’arrivo di Zeke, sua madre è stata spiacevolmente coinvolta.

Non solo, Falco ha anche l’umiltà di chiedere scusa a Kaya. Cerca il perdono per qualcosa che non sapeva nemmeno fosse successa. E Kaya, di tutto punto, gli dice che non deve scusarsi solo perché è nato a Marley. Una frase così semplice ma così d’impatto: non può e non deve essere il luogo in cui siamo nati a porre barriere o a definirci, mai e poi mai. In un finale toccante, Kaya vuole aiutare i due ragazzini a tornare a casa… perché? Perché è quello che Sasha avrebbe fatto. Gabi rimane completamente spaesata di fronte questo atteggiamento propositivo di Kaya, nonché di quello permissivo di Falco, ma sarà proprio questo a rendere la bambina non solo l’emblema di una tematica, quella del razzismo, così importante tutt’oggi, ma anche uno dei più bei personaggi de L’Attacco dei Giganti.

attacco dei giganti - attack on titan

E intanto a Marley ci si prepara per una controffensiva a Paradis, più che immediata. Reiner sa che Zeke ed Eren pensano di avere del tempo e puntano tutto sull’offensiva immediata per sorprendere gli isolani. La guerra si sta avvicinando.

Lato tecnico

Matteo: Chi di voi segue con piacere questa sezione avrà notato che è da un paio di episodi che non ci si becca. La recente qualità delle puntate è scesa in maniera alquanto drastica, e noi di Anime&Manga cerchiamo, per quanto possibile, di concentrarci principalmente su ciò che di positivo il settore ha da offrire. Non che questa sezione sia estranea a giudizi negativi nei confronti del lavoro svolto da MAPPA, anzi, però sarebbe disonesto affermare che non mi sia mai limitato nell’avanzare critiche, anche a causa del clima di intolleranza che si è venuto a creare nei confronti di chiunque faccia notare un qualcosa che non va, anche argomentando in maniera pacata.

Cercare di trovare il giusto compromesso tra la necessità di giudicare esclusivamente il risultato finale e la consapevolezza delle circostanze di produzione attorno alle quali quest’ultimo viene alla luce è certamente un compito tutt’altro che semplice, e il verdetto definitivo su quanto le nostre parole si siano avvicinate ad esso spetta esclusivamente a voi lettori. Questa settimana il problema però non si pone affatto, perché Impostori non è soltanto un episodio di quelli con la “e” maiuscola, ma anche e soprattutto uno di cui c’era disperatamente bisogno.

Nel difficile tentativo di preservare il retaggio estetico e filosofico di Wit Studio, lo staff della Stagione Finale sembrava essersi quasi completamente dimenticato di avere tra le mani un’opera drasticamente diversa da ciò che era prima. Da un momento all’altro i dialoghi e i risvolti politici hanno iniziato a diventare significativamente più importanti, e nonostante ciò il team ha comunque deciso di dare priorità ai combattimenti in termini di gestione e assegnazione delle risorse. Risulta difficile biasimarli in un mercato in cui è la spettacolarità a generare maggior engagement, ma nel pensare a ciò che certi momenti chiave della narrazione sarebbero potuti essere nelle giuste circostanze resta inevitabilmente un forte retrogusto amaro.

È esattamente questo il motivo per cui Impostori è un episodio così importante: non perché riesce a rendere interessanti i dialoghi in un momento così cruciale della storia; non perché fa giustizia al materiale originale elevandolo attraverso la grammatica visiva della regia, ma perché dimostra che per lo staff questi specifici avvenimenti della storia, tutt’altro che ricchi di scontri spettacolari o esplosioni mozzafiato, dovevano essere presentati al meglio.

L’ironia della sorte (e forse anche una qualche sconosciuta divinità della giustizia) ha voluto che ad avere un ruolo incisivo in quest’episodio fosse proprio Teruyuki Omine, esattamente quel regista che venne preso di mira ed insultato dai “fan” qualche tempo fa a causa della “OST sbagliata”. Pur non scadendo mai nella bassezza dell’insulto, anche noi siamo stati critici proprio di quel suo episodio, Dichiarazione di Guerra, ma è chiaro che la bravura ed il talento hanno bisogno di certi standard minimi — se non proprio delle giuste circostanze — per venir fuori nel modo che si desidera.

D’accordo, ma quindi cos’è che ha quest’episodio di così interessante da spingermi a riaprire questa sezione? 

L’attenzione in fase registica nel riprendere gli avvenimenti da prospettive intriganti è già un enorme salto di qualità rispetto a quanto la Stagione Finale ci abbia abituati. Tale scelta si rivela azzeccata non soltanto perché, come già detto prima, rende interessanti i dialoghi, ma anche perché permette agli sfondi e di conseguenza alla fotografia di spiccare maggiormente. Rilevante è anche la quantità di primi e primissimi piani sui volti dei personaggi, i quali fanno parlare con chiarezza cristallina le loro emozioni.

Occhio, perché non è assolutamente un caso che ciò sia avvenuto proprio nell’episodio in cui i nostri neo-battezzati Ben e Mia scappano dalla torre ed hanno modo di esplorare l’Isola di Paradis per quello che è davvero. Per la prima volta dopo il finale della terza stagione, quella maledetta landa, un tempo piena di orrendi giganti, ci viene ripresentata con grande fascino, ed è commovente accorgersi di come quella che ha maggiormente bisogno di vederla in questa luce sia proprio Gabi.

Vi ricordiamo che gli episodi vanno in onda ogni martedì dalle 8:00 su VVVVID e nel pomeriggio su Prime Video.

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Lorenzo De Padova

Lorenzo De Padova

Laureato in economia aziendale, appassionato di manga, anime, videogames e pop music e in generale di ciò che non è mai scontato e banale.

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