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Editori italiani contro Telegram, chiusi 19 canali e app a rischio chiusura?

Telegram down, problemi per l'app di messaggistica

Dopo le richieste della FIEG di sospendere la diffusione illegale di giornali, la guerra a chi pirata i quotidiani e magazine cartacei è ufficialmente cominciata.

Due settimane fa abbiamo visto come la Federazione Italiana Editori Giornali abbia chiesto all’AGCOM un certo intervento contro Telegram. Secondo gli editori italiani l’app di Pavel Durov avrebbe un ruolo fondamentale nella diffusione dei giornali tramite pirateria. Dopo aver scoperto molti canali, dunque, avrebbero chiesto la chiusura dell’app. Senza alcuna risposta ufficiale dagli sviluppatori, è stata la Procura di Bari ad avviare le pratiche.

Le prime vittime della guerra tra FIEG e Telegram

Nelle ultime ore la Procura di Bari ha ordinato il sequestro di 19 canali Telegram. L’iniziativa contro questi canali pirata, che diffondono tutti i quotidiani ma anche fumetti e mensili, ha coinvolto ovviamente l’AGCOM e la Guardia di Finanza. Il procuratore aggiunto Roberto Rossi ha infatti firmato il “sequestro preventivo d’urgenza” delle suddette chat con migliaia di iscritti. Ai gestori di Telegram Rossi ha infine contestato una serie di reati per violazione del copyright.

Distribuivano, trasmettevano e diffondevano in formato PDF, riviste, giornali e libri (beni tutelati dal diritto di autore). Questo dopo aver acquisito illecitamente, mediante accesso abusivo al sistema informatico (o comunque con sottrazione illecita ai legittimi detentori) decine di migliaia di files a fini di lucro (costituito dalla cessione dei dati personali a fine pubblicitario), immettendoli in decine di canali Telegram liberamente accessibili al pubblico.”

Tra i reati contestati figura anche quello di riciclaggio dato che, secondo la Procura di Bari, Telegram non avrebbe voluto collaborare all’identificazione e chiusura dei canali interessati.

L'Italia vuole "mangiare" Telegram eliminando l'app dal territorio causa pirateria

Telegram potrebbe addirittura chiudere

In caso di continuo mancato intervento di Telegram, i finanzieri sarebbero pronti a domandare agli ISP nazionali di impedire l’accesso ai canali o addirittura all’intero servizio. Questo perché le perdite nel settore dell’editoria, a causa della pirateria dei giornali, sarebbero molto elevate.

Ma ha senso un intervento simile o dichiarare di voler chiudere l’intera applicazione? Solo in parte. Il problema infatti può essere visto sin da subito così: fino a quando esisterà Internet, quotidiani e magazine verranno piratati. Telegram è soltanto uno dei servizi più immediati e facili da usare, in questo caso preso come esempio e forse “capro espiatorio”. Oltretutto, prendersela con l’app e i suoi sviluppatori, ovvero quelli che Rossi chiama “gestori di Telegram”, è insensato. Bisognerebbe cercare i creatori di quei canali ed eventualmente muoversi contro di loro.

Altro problema fondamentale che potrebbe contribuire al traffico illecito dei PDF però potrebbe essere lo scarso apprezzamento dei media italiani. Molti si lamentano infatti della qualità degli articoli e dei titoli clickbait, non solo online ma anche nelle versioni cartacee. Molti quotidiani sono anche di parte, rendendo la possibilità di crearsi un’opinione di base neutrale pressoché impossibile. La situazione del giornalismo italiano è secondo molti estremamente grave e la pirateria potrebbe benissimo essere visto come uno “strumento di protesta” nei confronti degli editori stessi.

Cosa ne sarà di Telegram? Vedremo. La chiusura del servizio sarebbe non solo un provvedimento esagerato ma anche un torto al cittadino. Ma si sa che in Italia tutto è possibile.

AGGIORNAMENTO 28 Aprile 2020 ore 19:03

Oggi Telegram ha bloccato 20 canali dopo la richiesta della Procura di Bari. Il gestore dell’app, con una mail titolata “Telegrama DMCA”, ha comunicato alla GdF e alle autorità interessate di essere intervenuta colpendo i canali interessati. Solo uno, chiamato “Edicola Settimanali” con circa un migliaio di utenti, non è stato trovato e dunque risulterebbe ancora aperto o rimosso dal creatore del canale.

FONTE

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L'autore

Francesco Santin

Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche, ex telecronista di Esports, giocatore semi-professionista e amministratore di diversi siti e community per i quali ho svolto anche l'attività di editor e redattore.

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