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Google regala in Italia funzioni per didattica a distanza

L’emergenza coronavirus sta colpendo fortemente la didattica italiana, dalle scuole alle università, forzando un’evoluzione forse troppo rapida verso piattaforme d’insegnamento per via telematica. I decreti pubblicati in queste settimane confermano tutti la possibilità – o forse il dovere – di attivare tali modalità, ma docenti e infrastrutture non sono altrettanto rapidi nell’adattarsi a questi mezzi. Per fortuna però c’è Google! Per far fronte al Covid-19 ha messo a disposizione a ogni scuola iscritta a G-Suite for Education delle funzionalità esclusive di Google Hangouts Meet, gratuitamente e fino al 1° luglio.

Insegnare ai tempi del coronavirus

Per il resto dell’anno scolastico e accademico dunque Big G ha deciso di aiutare gli insegnanti di tutta Italia a modo suo, ovvero contribuendo al passaggio, provvisorio o meno, all’insegnamento telematico. Grazie alle suddette funzionalità di Meet i docenti potranno creare e gestire riunioni virtuali con massimo 250 persone contemporaneamente, o ancora offrire teleconferenze in live streaming per 100.000 spettatori, con chat, sottotitoli automatici e possibilità di conservare i video su Google Drive.

I docenti o membri del personale che hanno accesso alla G-Suite for Education riceveranno una mail per avvisare loro di questa possibilità. Essa verrà attivata automaticamente e senza riattivazione futura salvo consenso dell’utente.

Google

Molte scuole secondarie si sono già adattate a G-Suite for Education, in particolare per aiutare studenti con specifiche esigenze causa disabilità. Tale piattaforma è infatti un’ottima possibilità sia per i docenti. Essi infatti potranno sviluppare e mantenere contatti positivi con gli studenti. Questi ultimi invece potranno continuare il loro percorso di studi senza ulteriori intoppi causati dall’emergenza attuale.

Al momento non sono previsti provvedimenti ufficiali da parte del MIUR, ma pensare a produrre una piattaforma unica di e-learning per tutte le scuole italiane. Ad oggi infatti sono gli insegnanti, a livello locale, a prendere le misure necessarie a contrastare queste problematiche, quando servirebbe un “rimedio statale”.

FONTE

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L'autore

Francesco Santin

Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche, ex telecronista di Esports, giocatore semi-professionista e amministratore di diversi siti e community per i quali ho svolto anche l'attività di editor e redattore.

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