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Identity Credential, il servizio che sostituirà documenti fisici con versioni digitali

Si chiama Identity Credential ed è il nuovo servizio creato da Google e Qualcomm per sostituire patenti e carte d’identità fisiche con documenti digitali. Una rivoluzione che segue quella della digitalizzazione di libri e delle fatture elettroniche, guidata dal supporto del 5G, ormai in arrivo per tutti grazie ai nuovi Snapdragon 765 e 865. Ma che cosa comporterà?

Un passaggio “naturale”…

È durante lo Snapdragon Tech Summit che l’azienda produttrice di SoC ha mostrato la potenza dei nuovi chip e ha annunciato il nuovo servizio, Identity Credential. Quest’ultimo sarà disponibile quando Android R (o Android 11) verrà rilasciato nell’autunno 2020, mentre la sua presentazione avverrà in occasione dell’evento annuale Google I/O. Tempo uno-due anni quindi e pian piano il mondo potrà digitalizzarsi ulteriormente, usando gli smartphone come passaporto, carta d’identità e patente.

Snapdragon 865 sarà il cavallo di battaglia che guiderà questo cambiamento, essendo che l’azienda lo metterà a disposizione di tutte le aziende produttrici di telefoni (eccetto Huawei e Apple). Di conseguenza, come detto in questo nostro articolo, Identity Credential sarà disponibile solo negli smartphone di fascia alta, almeno inizialmente. Una possibilità concessa grazie anche alla nuova connettività 5G, sempre più accessibile. Il presidente brasiliano di Qualcomm, Cristiano Amon, si è espresso così:

“Entro la fine del prossimo anno abbiamo previsto ci saranno almeno 2 milioni di sottoscrizioni ai nuovi piani tariffari, per arrivare a 2,8 miliardi di persone connesse in 5G entro il 2025. Sarà una transizione veloce che affiancherà 4G a 5G, rendendo i migliori telefoni 4G del 2020 anche dei telefoni 5G.”

5G

…ma con dei rischi

Documenti cartacei e tessere di plastica dunque arriveranno a una possibile fine, riducendo quindi costi sui materiali che, notoriamente, sono poco eco-friendly. Ma questo potrebbe comportare costi aggiuntivi: per chi volesse affidarsi a questa nuova tecnologia, la scelta dei dispositivi si limiterà a smartphone oltre i 300/400 euro con Snapdragon 865. L’idea di Qualcomm, però, è che la qualità di questi telefoni contribuirà a mantenere i propri documenti in sicurezza, e da qui l’eventuale giustificazione del prezzo.

Ancora, in Cina e negli USA (con Mobile Passport) questa rivoluzione è già in atto. In Europa invece sarà molto più difficile, essendo che l’Unione Europea con i GDPR del 2016 e altri provvedimenti sta puntando alla massima tutela della privacy dell’individuo. Oltretutto, anche se l’UE accettasse e regolasse l’utilizzo di Identity Credential, la decisione finale spetterebbe agli Stati membri. In effetti ognuno di essi ha diritto a riservarsi la possibilità di accertarsi la protezione e validità dei dati biometrici nel telefono.

E poi provate a immaginare di avere il dispositivo scarico proprio nel momento in cui ne avete più bisogno. Servirebbe una funzione in grado di mostrare i documenti anche quando la batteria è “morta”. Questo però è già stato considerato da Google e Qualcomm, che provvederanno a ideare un metodo simile e funzionante.

Identity Credential

Insomma, serve ancora un’attenta valutazione del rapporto rischi/benefici e dei costi necessari a sostenere tale cambiamento. Nell’insieme infatti affidarsi a una quasi-completa digitalizzazione potrebbe rivelarsi poco vantaggioso, per quanto allettante.

FONTE

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Francesco Santin

Francesco Santin

Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche, ex telecronista di Esports, giocatore semi-professionista e amministratore di diversi siti e community per i quali ho svolto anche l'attività di editor e redattore.

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