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YouTube, chiariamo il dilemma sui nuovi Terms of Service

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La vicenda AdBlock-YouTube di cui si è parlato la settimana scorsa ha destato molto scalpore, ma non era completamente corretta. Noi stessi abbiamo seguito altre fonti come GizChina, ovviamente consultando anche i nuovi ToS di YouTube ufficiali, ma come c’è stato segnalato da qualche utente la notizia non era chiara. Almeno, non del tutto. Perché?

Un “nuovo” articolo e molte polemiche

Nel nostro primo articolo sul possibile ban da YouTube per gli utenti con AdBlock, abbiamo ripreso una parte specifica dei nuovi ToS:

YouTube may terminate your access, or your Google account’s access to all or part of the Service if YouTube believes, in its sole discretion, that provision of the Service to you is no longer commercially viable.

Tradotto semplicemente, YouTube potrebbe terminare il tuo accesso, o quello del tuo account Google, a tutto o parte del servizio. Questo soltanto se YouTube stessa, a sua discrezione, ritiene che la fornitura del servizio nei tuoi confronti non sia più “commercialmente praticabile”. In altre parole, redditizia per l’azienda.

Il problema di questa nuova versione dei ToS è, come hanno evidenziato diversi utenti su Reddit e Twitter, che cambia veramente poco rispetto a quella precedente.

L’ambiguità cambia le interpretazioni

In poco tempo sono giunte non poche polemiche da parte degli utenti e dei maggiori content creators. Questo perché l’articolo citato sopra è molto ambiguo. Le interpretazioni, come ha evidenziato anche Barbaroffa in un suo video, sono molteplici e vanno a nuocere persone diverse.

Quali sono queste interpretazioni, tutte basate sul “commercially viable” (ovvero la capacità di YouTube di guadagnare soldi tramite i video, ndr)? Vediamo le più importanti ed evidenti:

  • YouTube può prendersi la libertà di cancellare account non utilizzati da diversi mesi
  • YouTube può cancellare account di content creators non più redditizi
  • L’azienda è libera di eliminare o limitare gli account che bloccano le pubblicità, ovvero che usano AdBlock e simili (del resto, le pubblicità sono una delle fonti di sostentamento del servizio, ndr)

Mentre la prima idea non viene criticata da nessuno, poiché non colpisce utenti attivi, la seconda e la terza preoccupano rispettivamente i content creators e gli utenti “tradizionali”. I primi temono una seconda Adpocalypse, in grado di abbattere gli youtubers; i secondi temono il ban da YouTube o, addirittura, da tutto l’account Google – almeno, per come traspare da una prima lettura dei ToS citati.

In seguito all’allarmismo internazionale degli utenti c’è stata una risposta-smentita su Twitter da parte di YouTube stessa, che però non ha eliminato tali interpretazioni, anzi ha confuso ulteriormente le carte in tavola poiché tanto vaga quanto i ToS stessi.

Anche le seguenti dichiarazioni riportate da Mashable e citate da Barbaroffa in realtà non aggiungono niente di nuovo e non chiariscono la vicenda. O meglio, si limitano solo a confermare la prima delle suddette interpretazioni e a tranquillizzare i content creators rassicurandoli che non avverrà una seconda Adpocalypse.

“We made some changes to our Terms of Service in order to make them easier to read and to ensure they’re up to date. We’re not changing the way our products work, how we collect or process data, or any of your settings.”

Tradotto, YouTube ha cambiato i ToS per rendere la loro lettura più facile e per aggiornarli. In aggiunta, non cambieranno il modo in cui i loro prodotti funzionano, come raccolgono e processano dati, o qualsiasi impostazione dell’utente.

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Ban o non ban? Questo è il dilemma

Dunque cosa accadrà agli utenti? Verranno bannati in caso di uso di AdBlock et similia? Se sì, il ban riguarderà solo YouTube o tutti i servizi del parco Google? Le rassicurazioni di YouTube diffuse su social media, blog e altre testate online, come abbiamo visto non aggiungono chissà quali dettagli specifici al riguardo. La possibilità di ban, quindi, in realtà sembrerebbe rimanere aperta.

Per verificare tale evenienza servirebbe un annuncio da parte dell’azienda in cui si specifica: “No, bloccare le pubblicità non causerà il ban dall’account (YouTube e/o Google)”. Una dichiarazione del genere, però, difficilmente arriverà, poiché mantenere viva – ma nascosta in quanto ambigua – questa opzione è potenzialmente proficua per YouTube.

Quindi non ci resta che aspettare il 10 dicembre, data in cui i nuovi ToS diventeranno effettivi. In tale occasione, o nei giorni a venire, vedremo se chi usa estensioni come AdBlock o uBlock Origin verrà bannato o meno. Nel mentre, come ha detto anche Barbaroffa, proviamo a “sopportare” le pubblicità così da pagare almeno un caffè ai nostri cari content creators.

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Francesco Santin

Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche, ex telecronista di Esports, giocatore semi-professionista e amministratore di diversi siti e community per i quali ho svolto anche l'attività di editor e redattore.