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Loot Boxes al pari del gioco d’azzardo? A quanto pare sì secondo il DCMS Inglese

Loot Boxes

Secondo il DCMS, le Loot Boxes sono al pari del gioco d’azzardo e vanno regolamentate.

Il “Department for Digital, Culture, Media and Sport” ha nuovamente chiesto la regolamentazione da parte del governo britannico delle loot boxes, casse acquistabili con microtransazioni, dato che sempre più giocatori (principalmente minorenni) spendono migliaia di sterline in acquisti in-game.

Loot Boxes

Il comitato ha rilasciato un rapporto sul sito del parlamento in cui sono esposte le eventuali regolamentazioni da seguire, tra cui troviamo:

  • Vietare la vendita di Loot Boxes ai minorenni.
  • Regolare la vendita delle suddette considerandole “gioco d’azzardo”.
  • Spingere l’industria videoludica a proteggere i giocatori dalla dipendenza.
  • Tassare l’industria per favorire la ricerca sugli effetti del gaming a lungo termine.
  • Preoccuparsi della mancanza di sistemi per evitare che i bambini accedano a giochi e piattaforme con restrizioni d’età.

Già nel 2017 l’ “UK Gambling Commision” rispose ad un primo report del dipartimento con un documento di posizione che poneva gli acquisti come fossero dei semplici premi, quindi fuori dalla concezione di gioco d’azzardo. Tutt’ora infatti non c’è alcuna conferma di futuri provvedimenti, ma la commissione consiglia di etichettare i videogiochi che presentano acquisti con valuta reale come “Gioco d’azzardo” e vietare la vendita ai minori.

E voi? cosa ne pensate delle richieste del DCMS? Ritenete sia giusto regolamentare le Lootbox o andrebbero considerate un “ovetto kinder” digitale?

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