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Anime & Manga Recensione

Fate/Stay Night: Heaven’s Feel I – Recensione

La prossima settimana, precisamente il 18 e 19 Giugno, verrà proiettato nei cinema Fate/Stay Night: Heaven’s Feel II: Lost Butterfly. Si tratta di una di quelle rare occasioni che noi appassionati di animazione giapponese abbiamo per supportare la nostra passione anche al cinema. Sempre più spesso, grazie a Dynit o Yamato stiamo vedendo realizzato il nostro desiderio di vedere i film d’animazione più noti, e non solo, proiettati sul grande schermo anche in Italia. Basti pensare al film di Dragon Ball Super: Broly, uscito quest’anno o La Principessa Mononoke, fino ad arrivare a City Hunter, da poco annunciato da Dynit, o proiezioni di qualche anno fa come Evangelion e i vari film dello studio Ghibli.

Questo è un piccolo appello da parte di un’appassionata nei confronti di altri appassionati: andate al cinema. Supportate la vostra passione concretamente, se ne avete la possibilità e i mezzi.

La prima stagione 2019 degli anime al cinema che NEXO Digital ci offre quest’anno si compone di tre titoli, tutti già famosi tra gli appassionati. Abbiamo avuto il film di My Hero Academia, proiettato a Marzo, 5 cm al secondo, uscito un mese fa, e per ultimo il sopraccitato Fate/Stay Night Heaven’s Feel II: Lost Butterfly.

Lato Tecnico

Nella stagione cinematografica precedente Dynit è riuscita a portarci, tra le altre cose, il primo film della trilogia di Heaven’s Feel, che si propone di adattare la terza route di Fate/Stay Night. A lavoro sulla trilogia è Ufotable che, come al solito, fa un lavoro impeccabile dal punto di vista tecnico.

Personalmente trovo stupefacente come Ufotable riesca costantemente a superare se stessa quando lavora al franchise di Fate. Sin da Fate/Zero, nel 2012 la qualità non ha fatto altro se non aumentare, e i film di Heaven’s Feel ne sono la prova: questo film andrebbe visto anche solo per il suo lato tecnico, impeccabile sotto ogni punto di vista. Le animazioni sono fluide, i colori, ben distinti, riescono a risaltare perfettamente e ogni personaggio ha le proprie peculiarità.

Non mi dilungherò a parlare troppo del lavoro che Ufotable sta facendo riguardo a Fate: ne parlerò meglio in futuro.

Una delle caratteristiche principali di questo film è il fatto che, per un neofita, è pressoché inaccessibile. Il secondo film uscirà al cinema la prossima settimana perciò, se vi impegnate, potreste riuscire a guardare su Netflix o VVVVID Unlimited Blade Works e recuperare Presage Flower. La novel e gli altri adattamenti potrete recuperarli in un secondo momento, se desiderate vedere Lost Butterfly al cinema.

Un lavoro perfetto?

Il film non inizia in media res, ma le spiegazioni in merito alla Guerra, ai Servant e le loro evocazioni, comprese le loro caratteristiche, sono messe da parte. Questo perché si presuppone che, se vi accingete a leggere o guardare Heaven’s Feel, abbiate già guardato Unlimited Blade Works o letto le prime due route, e quindi siate in possesso di queste informazioni essenziali.

Questa scelta di sceneggiatura non è fine a se stessa: se avessero reinserito il prologo e le spiegazioni sulla Guerra, queste avrebbero occupato almeno la prima mezz’ora del film e sarebbe stato difficile riuscire a trasporre gli avvenimenti con la stessa fedeltà e specificità durante la trilogia. Invece, grazie a questa scelta, l’azione inizia immediatamente e riusciamo a vedere uno degli eventi principali che fanno scattare la route nella visual novel: l’incontro tra Shirou e Zouken Matou alla villa della famiglia, che non avviene in Fate o UBW, e la decisione del primo di partecipare alla Guerra per il Santo Graal con True Assassin.

L’evocazione di True Assassin, nato proprio dalla morte dell’Assassin che abbiamo conosciuto nelle altre route, ad ogni modo, risulta molto più inquietante dalla descrizione della novel.

 

Il film per la prima metà è molto fedele alla novel: sono mantenute diverse scene di vita quotidiana finalizzate a far comprendere allo spettatore il rapporto tra i vari personaggi, soprattutto il legame tra Shirou e Sakura, anche se dei dialoghi sono logicamente tagliati. Sarebbe stato impossibile inserire tutto.

Proprio la ragazza, infatti, è la protagonista femminile di questa route, e le vicende si incentrano sul suo rapporto con Shirou.

Fate/Stay Night: Heaven’s Feel è, prima di tutto, la storia di una lotta. La battaglia dei due contro il destino o i loro stessi ideali per arrivare a comprendere ciò che davvero desiderano proteggere. È una storia di cambiamento, maturazione e determinazione.

Una delle scene migliori della prima ora di film è sicuramente il confronto tra Shirou e Kirei. Questa avviene in tutte le route, ma a differenza di Fate e UBW, in Heaven’s Feel Shirou è a conoscenza sin da subito che Kiritsugu era stato il Master di Saber durante la Quarta Guerra e chiede al prete più informazioni.

È proprio grazie a questa route che riusciamo a conoscere qualcosa in più riguardo al Magus Killer, protagonista del prequel, Fate/Zero. E per i lettori, che anni fa non avevano ancora guardato Zero, quel dialogo è preziosissimo.

Esso infatti è il principale metodo per conoscere Kiritsugu, oltre ai ricordi di Shirou. Proprio grazie a Kirei le certezze del ragazzo su suo padre verranno messe in dubbio e, nonostante tutto, questi deciderà comunque di seguire il suo sogno proprio in quanto suo figlio.

Anche questa scena subisce dei tagli, certo. Tra le frasi più forti della scena e che nella trasposizione sono assenti vorrei sottolinearne solo una, proprio su Kiritsugu:

“Lui viveva per il suo ideale […]. Aveva un animo d’acciaio, non tormentato da conflitti interiori. Niente poté mai ferirlo – perché era ferito sin dall’inizio.”

Le scene salienti della route, quindi, nonostante soffrano di qualche taglio, sono trasposte fedelmente e riescono a immergere lo spettatore nell’atmosfera di Heaven’s Feel, a fargli percepire immediatamente l’inquietudine e l’oscurità che circondano questo “percorso”, e che tanto lo differenziano dai primi due. Non mancano però i momenti più leggeri, soprattutto all’inizio, o slice of life.

Se la prima parte è più dedicata a dialoghi e scene nelle quali approfondiremo i personaggi e i loro rapporti, la seconda ci catapulta nel mezzo dell’azione, mostrandoci immediatamente alcuni scontri e le principali “minacce” di questa route.

Vedremo infatti True Assassin, il Servant di Zouken Matou, e la misteriosa Ombra che si aggira per Fuyuki, facendo sempre più vittime per assorbire forza vitale. Quest’ultima, in particolare, è uno degli elementi più suggestivi e misteriosi di Heaven’s Feel.

Ricordo ancora il profondo senso di inquietudine che suscitò in me la prima lettura della sua descrizione e di ciò che Shirou provava di fronte ad essa.

“Non ho mai visto nulla di simile. Non ha sostanza, è come un’ombra si fosse alzata in piedi. È così eterea che un soffio la spazzerebbe via, eppure la sua presenza domina l’intero luogo. Non ha intelletto o ragione, probabilmente non è neppure un essere vivente. […] È come un mostro degli abissi, non ha occhi, né arti, né corpo.”

Gli scontri sono caratterizzati dall’epicità: Ufotable poteva permettersi di osare da questo punto di vista. Infatti lo scontro tra Lancer e True Assassin è molto più elaborato e complesso rispetto alla visual novel, a cominciare dal campo di battaglia, che cambia continuamente. Questa è anche una delle migliori scene del film, almeno dal punto di vista delle animazioni.

Lo studio non delude, e riesce a superarsi anche stavolta.

Il film non è privo di difetti

L’adattamento, comunque, non è perfetto: grandi assenti sono infatti Ilya e Shinji. Della prima, delle scene sono state tagliate, infatti non compare nella pellicola. Il fratello di Sakura, invece, ha quasi tutto lo spazio che dovrebbe avere, ma è stato rimosso un interludio molto interessante che mostrava un confronto tra lui e Rin che permetteva al lettore di comprendere meglio le sue motivazioni. Speriamo di vedere uno Shinji trattato come si deve nel secondo film, ad ogni modo. Questo personaggio merita più di quanto ci hanno mostrato.

Le scene tagliate potrebbero essere inserite all’inizio di Lost Butterfly: vedremo.

Il film, nonostante i leggeri cambiamenti e alcune scene tagliate o anticipate, riesce comunque a fare il suo dovere: immergere lo spettatore nell’atmosfera della route e iniziarlo a questo viaggio che, a breve, continuerà al cinema. Soprattutto, far capire che stavolta le carte in tavola saranno completamente diverse.

Non potevamo chiedere di meglio del lavoro che sta facendo Ufotable per adattare Heaven’s Feel, uno scenario così complesso che è stato capace di mettere sotto pressione l’intero team a lavoro. E, nonostante tutto, se queste sono le basi, la trilogia si preannuncia ottima.

Non ci resta che aspettare il 18 per vedere Lost Butterfly al cinema. Dopodiché ci sarà un anno di attesa per il terzo e ultimo film ma, ve lo assicuro, ne varrà la pena.

 

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Daniela Reina

Studentessa, nel tempo libero viaggia attraverso tempo, spazio e mondi di fantasia in compagnia di qualche buona lettura o serie.