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Rocketman: o come sarebbe potuto essere Bohemian Rhapsody

Finalmente è arrivato il momento della verità, Rocketman, il biopic sulla vita di Elton John è ufficialmente uscito nelle sale cinematografiche italiane

Momento della verità perché, negli ultimi tempi, i paragoni non si sono fatti attendere. Con cosa, mi direte voi? Ovviamente, con Bohemian Rhapsody.

Un altro biopic musicale che vede ancora una volta come protagonista uno dei maggiori esponenti della musica British nel mondo. Lo stesso biopic che ironicamente condivide anche la medesima regia (in parte). Per quanto non fosse accreditato, le riprese di Bohemian Rhapsody sono state infatti ultimate proprio da Dexter Fletcher, non da Bryan Singer.

Il confronto era ovviamente obbligatorio, anche perché in molti hanno già lamentato un certo dissenso in quella che sembra essere divenuta già una tendenza: “ma veramente stanno facendo un altro biopic musicale dopo il successo di Bohemian Rhapsody?”. Un po’ come se Rocketman fosse stato pensato, scritto e diretto nel lasso di tempo fra il successo di Bohemian Rhapsody e adesso. La follia.

Difatti non a caso, nonostante tutti gli importanti punti in comune sopracitati, Rocketman è un prodotto profondamente diverso sia nello spirito che nello stile. Un film audace e spericolato, che non si preoccupa di imboccare i fan mostrandogli semplicemente quello che vogliono vedere e non quello che è stato realmente. Non c’è dubbio che l’accoglienza sarà quindi più tiepida, qui non ci sono baffi finti o dentoni di plastica mischiati ad una massiccia dose di playback, l’importante era sbizzarrirsi con l’obiettivo di lasciare il segno.

È vero, magari Taron Egerton potrà non risultare sempre somigliante al guru della musica pop-rock inglese, ma quello che ci regala è una grandissima prova attoriale che quasi sicuramente non vedrà il suo cammino costellato di luccicanti premi alle più importanti manifestazioni cinematografiche. D’altronde non è il costume o il trucco, insieme alla cosiddetta “somiglianza” a fare la prova attoriale.
Non fraintendiamoci, ovviamente ci stiamo rivolgendo ad una caratteristica essenziale in film di questo genere, ma allo stesso tempo non stiamo parlando del gioco dei sosia… da sola non basta. Christian Bale lo sa bene.

Mr. Kingsman si cimenta dunque nel ruolo che lo valorizzerà definitivamente, cantando e ballando senza ausilio di terzi mezzi. Si, perché Rocketman non è un biopic normale, bensì un musical con forti aspetti surreali. Con una premessa dal forte carattere drammatico, ben presto si verrà trasportati all’interno di un turbine onirico dal retrogusto folle.
La necessità era dunque quella di scartavetrare il più possibile quel confine che separa la realtà dal surreale, creando così una frontiera labile e impercettibile.

Sesso droga e…

Insomma, non c’era modo migliore per raccontare la vita del poliedrico artista britannico. Va ribadito dunque che stiamo parlando di una pellicola coraggiosa che cerca di piegare il medium adattandolo alla persona che vuole raccontare.

Rocketman non è solo esagerato, giocoso e fantastico, con un ritmo sicuramente calzante con l’altalenante tenore di vita portato a schermo, costellato da alcol e droghe pesanti; il tentativo è anche quello di lasciare un alone indelebile agli occhi di chi sta seduto sulla poltrona del cinema.

Quella di Elton John non è stata una vita da PG13, non c’è dunque disagio (fortunatamente) nel mostrarci chi è stato realmente, costruendo un percorso di redenzione che altrimenti avrebbe poco valore.
Una storia di identità e di non corrispondenza. Una vita ambigua e difficile, che vede la massima esternazione dello stravagante per tenere bene al sicuro quello che si custodisce dentro. Quale personaggio meglio di Elton John poteva raccontare una storia simile? L’importanza di essere se stessi, di accettarsi e valicare la fine del tunnel per vincere il tormento esistenziale.

Comprensibilmente stiamo parlando di un prodotto che non è rivolto a tutti, in alcuni momenti Rocketman si fa forse prendere un po’ troppo la mano spingendo con troppa forza su quella linea di surrealismo sopracitata. Non c’è dubbio però che ci troviamo davanti ad un film energico e pieno di spirito, che, al contrario della maggior parte dei prodotti di questo genere, non si limita ad intrattenere. 

Spettacolari coreografie e stimolanti idee di regia, a conti fatti Rocketman è un film ispirato che c’entra appieno il segno. La chiave del successo qui è data da una serie di fattori, ma quello che forse andrebbe citato su tutti è proprio Elton John stesso. Il cantante, presente in veste di co-produttore, ha rinunciato a raccontare una storia adatta a tutti i membri della famiglia per valorizzare un percorso che certamente ne aveva bisogno. 
Il botteghino sicuramente non ringrazierà, al contrario però Elton non poteva desiderare pellicola migliore che descrivesse la sua incredibile carriera.

Voto: 8

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Lorenzo Marcoaldi

Cinefilo e videogiocatore incallito, non perdo mai l'occasione di andare al cinema.
Appassionato del cinema riflessivo di Villeneuve e quello parodistico di Edgar Wright, considero la trilogia del cornetto un monito da contemplare saltuariamente.