Il ritorno di uno dei personaggi più iconici e volgari del cinema degli anni duemila è finalmente realtà anche per il pubblico italiano. Lo spin-off seriale di Ted, l’orsacchiotto parlante nato dalla mente geniale di Seth MacFarlane, ha fatto il suo debutto su Netflix portando con sé tutto il carico di ironia tagliente e cinismo che lo ha reso un fenomeno globale tra il 2012 e il 2015. Questa nuova serie prequel, prodotta originariamente nel 2024 ma arrivata nel nostro Paese solo nel 2026, ci riporta nel 1993, permettendo di esplorare l’adolescenza di un giovane John Bennett e la convivenza quotidiana con il suo orso di peluche senziente.
Nonostante il progetto fosse nato inizialmente come una serie d’animazione, la scelta di virare verso il live action si è rivelata vincente, mantenendo una qualità visiva eccezionale e una scrittura che conferma la maturità artistica dell’autore di successi come I Griffin e American Dad. Le prime recensioni italiane sono entusiaste di vedere come il ritmo sia serrato e la capacità di sbeffeggiare i cliché della vita suburbana americana degli anni novanta sia rimasta intatta, regalando momenti di comicità pura che non deludono i fan della vecchia guardia.

Polemica doppiatore: il grido di Mino Caprio e la reazione dei fan al “nuovo” Ted
Se la qualità della serie sembra fuori discussione, lo stesso non si può dire per l’accoglienza riservata all’edizione italiana, finita al centro di una polemica social a causa di una scelta di casting che ha spezzato il cuore ai puristi. Per oltre un decennio, la voce di Ted in Italia è stata indissolubilmente legata a quella di Mino Caprio, doppiatore storico che ha saputo dare al personaggio una sfumatura inconfondibile, rendendolo un’icona anche nella nostra lingua.
Tuttavia, nella serie distribuita da Netflix, il testimone è passato ad Alessandro Quarta. Sebbene il talento di Quarta sia indubbio e riconosciuto nel settore, il pubblico non ha gradito questo strappo alla continuità vocale, fondamentale per l’identità di un personaggio così caratterizzato. La situazione è degenerata quando lo stesso Caprio ha pubblicato un video di denuncia intitolato “NON VOGLIO CREDERCI”, in cui, con un misto di delusione e amarezza, ha rivelato di essere stato tenuto all’oscuro del cambio e di aver scoperto della nuova voce solo a ridosso dell’uscita.
Netflix e lo studio Iyuno Italy si trovano ora sotto il fuoco incrociato dei commenti dei fan italiani, molti dei quali sostengono che la piattaforma abbia ignorato quanto la voce di Mino fosse parte integrante del carisma dell’orsacchiotto. Resta da vedere se il colosso dello streaming risponderà ufficialmente a questa ondata di dissenso o se il pubblico dovrà rassegnarsi a un nuovo corso vocale per il futuro del franchise.
