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Film/Serie Tv Recensione

Game of Thrones 8×04: piccoli problemi di cuore tra i banchi di Westeros

Game Of Thrones

Ci siamo svegliati dalla Lunga Notte. Ne abbiamo discusso, magari anche troppo (noi l’abbiamo fatto qua), e abbiamo somatizzato. Bisognava andare avanti. Bisogna andare avanti. Perciò eccoci con il day after di Game of Thrones: la 8×04. Per chi volesse recuperarsi anche le prime due recensioni, eccole: 8×01 e 8×02.

Tutti gli altri: zainetto in spalla, perché si torna in gita scolastica per questa prima parte dell’episodio. Poi, per fortuna, Game of Thrones si ricorda un po’ chi è, e rispunta fuori, per una 8×04 estremamente bipolare.

Ma andiamo per gradi.

DA QUI IN POI SPOILERISSIMI SULLA 8X04 DI GAME OF THRONES

Bruciare i morti è sempre cosa buona e giusta. Risparmia spazio, lenti a contatto blu e fa capire che, forse, quell’odore di barbecue non è poi così male. L’episodio non poteva che aprirsi così: onorando i caduti, cristallizzando il loro ricordo per le generazioni a venire. Però, un momento…

MA QUANTI SONO I MORTI?

Qui ci sono dei numeri ballerini, dove sono quei 49 milioni di morti della scorsa puntata? I Dothraki si erano tutti spenti… e invece no. Gli Immacolati quasi… e invece no. Sembrava fossero rimasti vivi solo i personaggi principali… e invece no. Solo metà dell’esercito è finita a spingere le margherite. Solo metà? Beh, doveva rimanere qualcuno per correre subito, manco il tempo di andare al cesso, a combattere Cersei.

PRIMA, PERÒ, SGUARDI LANGUIDI E OCCHI DEL CUORE

Giustissimo festeggiare e ubriacarsi. Game of Thrones ce l’ha sempre insegnato, ed è il minimo fare bisboccia dopo essere sopravvissuti. Quello che stona sono i tempi. Si passano minuti su minuti a trascinare i piedi sugli amori in gita scolastica, sugli sguardi sofferenti e le palpitazioni del cuore, su gente che finisce a letto così, de botto, senza senso. Jaime e Brienne. Ma davvero? Con quello che fa poi Jaime a fine puntata? L’addio è perfetto, con un discorso da uomo spezzato dai sensi di colpa, incapace di accettarsi e andare avanti. Ma allora perché farli andare a letto? Jaime voleva solo ballare il mambo orizzontale, perché sa benissimo che lei è innamorata di lui e che lui, nonostante tutto, lo è di Cersei. O era un semplice “Cersei mi ha tradito quindi la tradisco anche io. Con una più alta”. Era così profondo l’amore platonico basato sull’onore. Ma no, bruciamo tutti per far fare le battutine a Tyrion.

E mentre perdiamo secoli sugli sguardi a destra macchina di Daenerys, l’episodio tenta di regalarci momenti, come la reunion (era anche ora) tra Sansa e il Mastino, come Spettro (error 404, non pervenuto) o come un minimo di resa dei conti tra la stessa Dany e Jon. Ormai è palese che lei viva per il Trono e che lui dovrà prenderselo, che lo voglia o no. Resta solo una domanda: è più forte l’amore di Dany per Jon o la sua volontà di essere regina?

IL TELEFONO SENZA FILI

Che il segreto uscisse era ovvio. Che uscisse così, forse, un po’ meno. “Oh, non dirlo a nessuno eh, mi raccomando, giurin giurello”. E poi al contadino delle Terre dei Fiumi arriva la notizia che Jon Snow è figlio della Carrà e del pupazzo Uan. Ecco, ritorna il discorso del minutaggio: vediamo i giochi alcolici ma non la reazione di Arya e Sansa alla notizia, non un momento in cui i quattro (quasi) Stark riflettono sull’enormità della cosa. Game of Thrones lo sta facendo fin troppo: sembra non voglia far vedere i momenti topici in cui il dialogo dovrebbe essere memorabile. O perché arriva qualcuno a interrompere, o perché si cambia scena. Però, oh, c’è Tormund che si porta via le strappone e Podrick sullo sfondo che ne carica due, vuoi mettere?

Ah, hanno citato Dorne. “Il nuovo principe di Dorne ci darà il suo appoggio”. Dove? Come? Quando? Perché? Forse era meglio dimenticarsi di Dorne, perché tirare fuori così, con una frase, uno dei regni più importanti di Westeros, possibile ago della bilancia in una guerra, è semplicemente ridicolo.

EXCUSE ME WHAT THE BRONN?

Forse il momentovabbeh© della 8×04 di Game of Thrones (ma è una dura lotta). Bronn entra a Grande Inverno così, in scioltezza, con una balestra gigante in mano. Entra ed esce. Nessuno che si chieda chi sia, o perché ci sia un tizio che sta girando per i corridoi con una stramaledetta balestra gigante in mano. Bronnaruto, praticamente. Ah, tutta la scena è abbastanza patetica, ma almeno ci sarà un motivo per cui qualcuno aprirà le porte della Fortezza a Dany e compagnia.

L’ATTACCO A CUCÙ DI WHITE GOODMAN

White Goodman, employing his patented peekaboo-style attack,

E veniamo a quel momento. Che davvero ti prende per i piedi sbattendoti a terra con violenza. Ma poi ci si ragiona un attimo, e…

  • Undici navi nascoste dietro una roccia, e Dany dall’alto non vede niente.
  • Tutti i colpi a segno subito e Drogon neanche sfiorato. Rhaegal, no luck for you.
  • Nessuno ha anche solo minimamente pensato che, lasciata Roccia del Drago sguarnita, magari Cersei avrebbe anche potuto prendersela o, al limite, tentarci un’imboscata.
  • Bronn nella settima stagione fa una fatica boia a prendere la mira, qua sono tutti Occhio di Falco (a targhe alterne).
  • Euron è rimasto lì giorno e notte a fare la bella statuina? Che ne sapeva dell’esatto momento in cui Dany sarebbe passata in quel preciso “punto cieco” con i draghi?

L’imboscata è coerente, ma gestita malissimo, utile soltanto a eliminare un drago e farci vedere che in tempo zero (ma sui tempi, ormai, abbiamo issato bandiera bianca) Cersei ha prodotto una quantità abnorme di baliste giganti, creando scuole per insegnare a usarle e dando lavoro a mezza Westeros. Oh, forse è giusto che vinca lei.

FINALMENTE UN PO’ DI GIOCO DEL TRONO

Tyrion e Varys, come ai vecchi tempi. Entrambi con le loro giuste ragioni. Un po’ di dialettica tagliente, opportunistica, che riprende gli splendidi duelli verbali a cui Game of Thrones ci aveva abituato. Almeno sappiamo come morirà Varys. Per il reame, fino alla fine. Dai che anche lui riusciamo a chiuderlo bene. Splendido personaggio.

CERSEI DAI PENSACI UN PO’ TU

La regina ci ricorda perché lei è lì dalla prima stagione di Game of Thrones. Ci ricorda che Tyrion è sempre più inutile (ancora appellarsi al bimbo? Fortuna che lui imparava dai propri errori) e che non ci sarà nemmeno uno scampolo di pietà. Lei o vince, o muore, come ha sempre fatto. Ciao Missandei, sapevamo tutti che Naath non l’avresti mai rivista. Peccato per la recitazione di Emilia Clarke, che smorza un momento così tragico.

CONSIDERAZIONI FINALI

La 8×04 di Game of Thrones è abbastanza schizofrenica e altalenante. Se non altro crea una carogna pazzesca per la prossima, dove le mattanze cominceranno a far sgorgare lacrime dai nostri cuori. Sempre che vengano gestite bene. Abbiamo bisogno di uno scontro serio Mastino/Arya/Montagna, di tattiche militari, di… spiegazioni sul Night King? Qualcuno ci spera ancora, ma come ha sempre detto il Sergente Maggiore Lorusso: “chi vive sperando…”.

E a voi è piaciuta la 8×04 di Game of Thrones? Ditecelo nei commenti!

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Edoardo Ferrarese

Nato a Novi Lugubre l’11/11/92, anche se nessuno lo ha interpellato sulla questione. Laureato in Lettere Moderne senza infamia e, soprattutto, senza lode, capisce che magari gli piace la critica cinematografica e il Cinema tutto, anche se troppo tardi, e che vuole scriverne, perciò prende pure un diploma alla Scuola Holden (tanto per non continuare a sembrare un radical chic di merda). Finirà per insegnare letteratura italiana nel liceo del suo diploma, però questo non ricordateglielo mai.