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Film/Serie Tv Recensione

Game of Thrones 8×02: mano nella mano verso l’Apocalisse

Game Of Thrones

Nemmeno a Pasquetta si molla la presa. Dopotutto, il giorno in cui si griglia pure l’anima del vostro prozio è emblematico per prepararsi a quello che succederà dalla prossima puntata di Game of Thrones. Perciò eccoci qua, con il cuore pronto a grondare sangue mentre lo teniamo fra le mani, tentando di non schiacciarlo troppo, che fa già male così. Ma sarà impossibile non soffrire.

Bene. Per chi si fosse perso l’articolo dello scorso episodio, eccovelo qua. Tutti gli altri con me, andiamo a vedere com’è andata questa 8×02 di Game of Thrones.

DA QUI IN POI SUPER SPOILER SULLA 8×02 DI GAME OF THRONES

Il rischio che diventasse una puntata di Forum era nell’aria, ma fortunatamente l’hanno gestita bene. Le alleanze si disfano in un attimo e, soprattutto, sono la possibilità, il non detto, il “e se facesse questo…” a disintegrare tutto. Almeno per quanto riguarda Daenerys.

Ecco, Dany non riesce a togliersi da questa gabbia dorata che si è costruita attorno. Sospettosa verso chiunque, pronta ad annusare tradimenti ancor prima di poterne discutere. È sì innamorata, ma riesce solo a vedere il Trono di Spade in fondo al tunnel. Forse sarà proprio questo suo essere “meccanica” a impedirle di riprendersi i Sette Regni.

Chi invece sembra ormai perso è Tyrion. Ragazzi, vi prego, fate qualcosa. Siamo all’ultimo giro di bevute, il bar sta chiudendo, il sole se ne va… la Tyrion’s Way è un ricordo strozzato, monco, sbiadito. Ora basta. La 8×02 di Game of Thrones segna la rinascita del Nano. È arrivato al punto più basso della sua “carriera” e il Night King verrà sconfitto (anche) grazie alla sua astuzia. Caduta e ascesa, le sceneggiature funzionano così. Speriamo, perché quello non è più Tyrion.

Peccato che il dialogo tra Bran e Jaime venga liquidato così velocemente. Anche se quel “cosa non si fa per amore…” è già emblematico. Bran, finalmente, muove un mignolo ed evita di far smembrare il non più Principe Azzurro, standosene zitto per quanto riguarda il volo dalla torre. Anche se la sua apatia verso la fine continua a essere troppo marcata: dovrebbe (e potrebbe) fare di più. Sempre che sia davvero dalla parte dei vivi, giusto?

Ed eccoci alle reunion. Tante. Troppe? Dipende, questo è un discorso da fare con il senno di poi. Perché siamo davvero sull’orlo del precipizio, ed è giusto riannodare tutti i fili prima che una spada ghiacciata li laceri definitivamente. Questo quasi/forse/non si sa amore platonico fra Jaime e Brienne è sempre lì che sobbolle, e loro bravissimi a regalarcelo anche solo con uno sguardo. E gli abbracci… siamo anche noi con Tormund, con Edd, a stringerci perché sappiamo che ci rimane solo quello. Da domani, solo cenere.

Sul consiglio di guerra ci sarebbe da ridire. Ma davvero nessuno parla del drago estraneo? Davvero? Bran non lo tira fuori neanche un secondo? Andrà così: “oh, Bran che fa da esca è perfetto, non può neanche muoversi” “ma quello è il Night King in groppa a un drago?” “ah, già, il drago”. Perché gli altri due dovranno anche grigliare un po’ di non morti, e al tempo stesso difendersi dalle schiere dei vari Pannella che tenteranno di abbatterli con le lance. Molto approssimativo come piano d’azione. Bisogna solo sperare che il Night King non abbia letto Sun Tzu.

E poi eccoci lì. A ricordare, a bere, a ridere. Non rimane molto altro. Sono scene giuste nell’economia di Game of Thrones, perché caricano lo spettatore di emozione, senza abusarne come in passato. I personaggi fanno quello che farebbero, non quello che serve agli sceneggiatori. Il gruppo davanti al fuoco, palesemente in gita che si nasconde dalla prof, i “vecchi” Guardiani della Notte a prendersi in giro come sei stagioni fa (con il cartonato di Spettro sullo sfondo per farci contenti e spendere un po’ di soldi). Tormund che sfiora il momentocringe© quando si sbrodola la birra addosso (ma perché?). Però ci sta tutto, dato che ogni azione è, comunque, sotto la grande spada del “domani molto probabilmente moriremo tutti”. Voi cosa avreste fatto?

Eccoci allora. LA scena. QUELLA scena. Quella che potrebbe accaparrarsi il momentocringe© di questa 8×02 di Game of Thrones. Dipende da voi. Due dati, però. Maisie Williams ha 22 anni e Arya Stark, secondo i calcoli, praticamente 19. Quindi non rompete. È un passaggio importante per il personaggio, e poi si sapeva già dalla seconda stagione, quando lei si consumava con lo sguardo Gendry al fiume. Fa strano? Sì, nonostante tutto fa comunque strano, perché l’abbiamo davvero vista crescere. Ma morire vergini non è proprio il massimo. Comunque complimenti a Maisie Williams. Vivissimi e sinceri. Anche perché pare non abbia usato una controfigura. Gendry, bastardo fortunato.

E poi i lacrimoni con Brienne e Jaime. Bellissima scena, che però ci consegna l’ennesimo indizio sul fatto che Brienne, tecnicamente, non ha più molto da dire. La conta dei morti inizia a farsi pesante. E alla canzone vengono davvero i brividi. La 8×02 di Game of Thrones è riuscita a creare il senso di inquietudine prima della fine, quel misto di volontà, di fiera e malinconica rassegnazione verso l’inevitabile.

Quello e gli incontri nelle cripte. Ora, ma com’è che la gente si incontra a caso nelle cripte? Comunque, un po’ telefonata la fine del discorso tra Jon e Dany, che viene interrotto proprio quando Jon doveva rispondere. Ottimo sganciare questa bomba prima della battaglia, rasserena il clima, e al tempo stesso poteva rincuorarla sul fatto che lui, i Sette Regni, non li vuole. Oppure non ha detto niente perché non riesce a mentire?

CONSIDERAZIONI FINALI

Molto meglio della 8×01. Anche la linea comica è meno marcata e i dialoghi sembrano più realistici, nonostante il rischio Natale a Grande Inverno sia sempre lì. Avessero cominciato così l’ottava stagione di Game of Thrones saremmo meno amareggiati. Perché comunque mancano quattro episodi. Quattro. E la sensazione che non basteranno è sempre troppo forte. La 8×02 ce li ha messi tutti in fila, con la testolina fuori dalla trincea, e abbiamo una settimana per scannarci le unghie al pensiero di chi avrà il suo nome su quel maledetto proiettile di ghiaccio. Sarà una mattanza, ma almeno c’è lo stesso regista della Battaglia dei Bastardi a coordinare una puntata che deve, deve, essere dannatamente epica. Prendetevi la mano, l’Apocalisse è arrivata.

È sempre meglio un culo gelato che un gelato nel culo? Lo scopriremo a breve.

Bran che fa da esca me lo immagino così

A voi invece è piaciuta questa 8×02 di Game of Thrones? Ditecelo nei commenti!

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Edoardo Ferrarese

Nato a Novi Lugubre l’11/11/92, anche se nessuno lo ha interpellato sulla questione. Laureato in Lettere Moderne senza infamia e, soprattutto, senza lode, capisce che magari gli piace la critica cinematografica e il Cinema tutto, anche se troppo tardi, e che vuole scriverne, perciò prende pure un diploma alla Scuola Holden (tanto per non continuare a sembrare un radical chic di merda). Finirà per insegnare letteratura italiana nel liceo del suo diploma, però questo non ricordateglielo mai.