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Girada, multata dall’Antitrust per 250mila euro e truffata da molti utenti

Sicuramente vi ricorderete di Girada, uno dei siti più famosi in Italia per acquistare dispositivi a prezzi stracciati. Sin dagli inizi ha catturato l’attenzione dell’Antitrust italiano, poiché accusato dai clienti di essere il classico esempio di schema Ponzi. Proprio per questo, e per altre importanti ragioni, Girada è stata multata per 250.000 euro dall’AGCM. Una notizia che farà saltare di gioia i commodoriani! Ma andiamo a vedere le ragioni della multa.

Cos’è Girada?

Innanzitutto, rispondiamo a questa semplice domanda per chiarire a chi non conosce Girada cosa esso sia. Questo sito, come detto prima, permette al consumatore di acquistare smartphone d’ultima generazione e tanti altri prodotti con sconti fino all’80%. Ottimo, voi direte. Ma il procedimento necessario per acquistare effettivamente tali prodotti è lungo e apparentemente illecito.

Infatti, Girada ha la struttura della tipica “catena di S. Antonio”, o schema Ponzi. Per acquistare un telefono con lo sconto massimo, l’utente dovrà reclutare tre persone che dovranno acquistare allo stesso modo un prodotto. Questi, però, dovranno contattarne altri ancora per godere dello stesso risparmio, o altrimenti dovranno pagare il prezzo pieno – maggiore rispetto a quello di listino.

Ed è proprio quest’ultimo punto a rendere Girada un sito che non ricade nella lunga lista di siti che sfruttano soltanto la vendita piramidale. Ciò comunque non lo rende un buon servizio. Anzi, è consuetudine non consigliarlo a nessuno per la sua struttura e politica di vendita. Come noi, anche altri siti lo sconsigliano vivamente.

Una mancanza fondamentale

Introdotta la meccanica del sito, torniamo al vero tema dell’articolo di oggi. Girada non ha rispettato gli impegni assunti con l’Antitrust (AGCM) a febbraio 2018. È passato più di un anno, eppure non hanno mai seguito le direttive dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato. Cosa riguardavano in particolare?

Primo, la “sostanziale modifica del set informatico al fine di chiarire lo schema di vendita”; secondo, la “semplificazione delle modalità di accesso al modulo per l’esercizio di recesso”; terzo e ultimo, “fornire una serie di indicazioni per garantire una maggiore trasparenza e semplicità”. Tutti punti fondamentali, cruciali per l’esercizio di una attività del genere.

Girada ha rispettato (formalmente) le richieste, ma nella pratica ha reso molto più difficile sia esercitare il diritto di recesso che consultare le liste d’attesa. Proprio in virtù di questa violazione parziale degli accordi, del fatto che sia ancora in corso, e del fatturato 2018 di circa 2-6 milioni di euro, l’Antitrust italiano ha multato Girada di 250.000 euro.

Ma anche Girada è vittima di truffe

Curioso ma vero, il brutto rapporto che i consumatori hanno con Girada è reciproco. Ed è proprio per questo che la società ha faticato a rendere accessibile la possibilità del recesso all’utente. Alcuni clienti infatti avrebbero sfruttato le regole del sito stesso. Come?

Il primo cliente si inseriva nella lista d’attesa per un prodotto e invitava tre amici per acquistarlo così con lo sconto massimo. Una volta ricevuto il bene acquistato, gli altri tre amici esercitavano il diritto di recesso per ottenere indietro i soldi dei loro acquisti. Risultato? Il cliente ci guadagna, la società ci perde molto.

Un circolo vizioso che ha portato infine a questa cara sanzione pecuniaria, della quale si possono qui osservare i dettagli nel provvedimento dell’AGCM.

FONTE

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Francesco Santin

Francesco Santin

Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche, ex telecronista di Esports, giocatore semi-professionista e amministratore di diversi siti e community per i quali ho svolto anche l'attività di editor e redattore.

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