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Morto Bernardo Bertolucci: addio al maestro del grande cinema italiano

Roma, la notizia è di pochi minuti fa: Bernardo Bertolucci si spegne a 77 anni. Il mondo del cinema e non solo piange un uomo d’arte, cinema e poesia, noto per aver diretto Ultimo tango a Parigi, Il tè nel deserto, L’ultimo imperatore, che nel 1987 sbaragliò la concorrenza vincendo ben nove premi Oscar.

Figlio del poeta Attilio Bertolucci, il Bernardo cresce in un ambiente culturale saturo d’arte, che coltiverà in seguito grazie al sodalizio con Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia ed Elsa Morante.

La Laurea Honoris Causa

Il regista aveva anche ricevuto una Laurea Honoris Causa dall’Università di Parma, in Storia e critica delle arti e dello spettacolo. La motivazione recita:

“Bernardo Bertolucci è uno dei maggiori e riconosciuti cineasti del mondo. Il suo cinema costituisce un punto di riferimento per intere generazioni di registi, ha emozionato milioni di spettatori, suscitando anche ampi dibattiti culturali che sono andati ben al di là dell’ambito cinematografico, ed è oggetto di rilevanti studi storici e teorici pubblicati in tutte le maggiori lingue del mondo.

Negli anni ’60 è stato il principale esponente del nuovo cinema italiano, con la creazione di uno stile originale capace di ispirarsi e al contempo di affrancarsi dai sentimenti poetici e dalle forme di visione del cinema di Pasolini così come dalla modernità e dallo sperimentalismo di Godard. Negli anni ’70 è stato l’unico autore italiano in grado di imporsi a livello mondiale con prestigiose produzioni internazionali, attraverso film come Il conformista, Ultimo tango a Parigi, Novecento, La luna.

I nove premi Oscar assegnati a L’ultimo imperatore rappresentano la definitiva consacrazione e hanno sancito la sua capacità di coniugare il cinema d’autore europeo con la grande produzione americana, capacità confermata anche dai film successivi, come Il tè nel deserto, Piccolo Buddha, Io ballo da sola. Nell’ultimo periodo della sua produzione Bertolucci è tornato poi a concentrarsi con forza su storie di intima profondità come quelle di L’assedio, The Dreamers, Io e te.

Parma e le terre della bassa e della collina che la circondano sono entrate in molti suoi film, da Prima della rivoluzione a Strategia del ragno, da Novecento a La luna, fino a La tragedia di un uomo ridicolo, testimoniando il profondo legame che Bernardo Bertolucci ha mantenuto coi suoi luoghi d’origine”

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